ANCORA UNA VOLTA: AC!

di Matteo Corelli

Anche quest’anno ho intenzione di dedicare il mio consueto spazio per parlare dell’Azione Cattolica, e di quanto avviene al suo interno, soprattutto per quanto riguarda i campi estivi. Quindi, neanche questa volta potete evitare di sopportare il tormentone!

L’antefatto è esattamente uguale a tutti gli altri campi a cui ho partecipato (e di cui ho fatto ampi resoconti, riuscendo a spappolarvi la materia cerebrale): ho proposto ai "miei ragazzi" le varie opportunità disponibili per quest’anno, abbiamo deciso insieme la destinazione, ci siamo iscritti come da regolamento. Fatto questo, di solito attendo la telefonata del responsabile di turno, che mi informa sulle date degli incontri di preparazione, in cui appunto si organizza il campo nei minimi dettagli…

ma qui, qualcosa cambia

Un bel giorno ricevo una telefonata da una mia ex compagna di classe del liceo, che peraltro non vedevo da un secolo; potete immaginare che gioia sentirla di nuovo!

Resoconto della telefonata:

Io: "Ciao, Xxxx! Come stai?" (per rispetto della sua privacy preferisco non rivelarne il nome)

Lei: "Bene, e tu?"

Io: "Benissimo, grazie! Da quanto tempo! Qual buon vento ti spinge a chiamarmi?"

Lei: "Niente, volevo dirti che sono la responsabile del campo della Mendola."

Io: "……………………Ah…………………………" (paralizzato dallo stupore)

La settimana successiva ci incontrammo per la prima serata di preparazione, presieduta dal cappellano di S. Domenico Savio (che tra l’altro si chiama don Carlo!). Per quanto mi riguarda, il conoscere da tanto tempo la responsabile contribuisce a rilassare il clima, sempre un po’ imbarazzato all’inizio.

Preparato tutto, arriva il giorno della partenza. Devo ammettere che, come sempre, ci sono stati alcuni momenti di difficoltà, legati soprattutto al fatto che al passo della Mendola dovevano convivere quattro campi allo stesso momento, o che alcuni ragazzi del mio campo a 14 anni sono alti e grossi il doppio di me (armadi a 6 ante, in pratica). A parte questo, ritengo che il campo di quest’anno sia stato il migliore; non intendo negare nulla a tutti gli altri campi, che sono stati bellissimi, ma l’ambiente che si è creato, le amicizie, tutto quanto è stato unico. Per la prima volta in vita mia, per tutta la durata del campo i ragazzi sono stati vittime inermi dei satanici scherzi che noi educatori continuamente facevamo! Non voglio entrare nei particolari, ma vi dico solo che abbiamo ridotto persone a piangere per la disperazione! E la mente criminale che ha organizzato la maggior parte delle burle è stata proprio quella del sacerdote! Ma che razza di maniaci viene fuori dai seminari?

L’esperienza è stata così positiva che tutti, sia educatori sia ragazzi, abbiamo provato grande dispiacere quando tutto è finito; in realtà abbiamo fatto in modo che non finisse tutto, almeno non così presto. Ci siamo incontrati tutti insieme in occasione delle varie feste di parrocchia, e abbiamo intenzione di organizzare una festa di Carnevale per tutti i partecipanti al campo. Continuiamo a sentirci di tanto in tanto, ed esortiamo i ragazzi a fare lo stesso; sarebbe davvero un peccato perdersi di vista dopo esperienze così intense.

A proposito: fra un po’ c’è il tesseramento del 2003. Se qualcuno vuole entrare: avanti, che c’è posto! É bello sentire raccontare certe esperienze, ma è ancora più bello dal ... VIVO!