COLLOQUI SULLA MESSA

di Giacomo Lercaro

LITURGIA DELLA PAROLA

 

LA PAROLA DIVINA VIVENTE E' ANCHE SCRITTA

La Parola di Dio: è lo stesso Verbo divino, Parola eterna e sostanziale in cui il Padre esprime se stesso nella pienezza della sua realtà infinita.

Questo eterno Verbo, al momento prestabilito dal Padre, si è fatto uomo, in tutto simile a noi fuorché nel peccato; ma prima di quel momento per millenni già si era fatto parola umana, in tutto simile alla nostra parola fuorché nell'errore.

Perché - ed è veramente una storia meravigliosa - Iddio, dopo il peccato, non abbandona l'uomo. E come accade tra noi, quando tra due si crea una divisione, che il primo passo per la riconciliazione è di riprendere a discorrere insieme, così il Signore prese a parlare agli uomini travolti dalle colpe: avvertiva, minacciava, rimproverava, prometteva...; puniva anche, ma manteneva i contatti...; per secoli e millenni.

Poi scelse Abramo, lo chiamò suo amico, gli promise che un suo discendente avrebbe riportato agli uomini tutta la sua benedizione e della stirpe di lui fece un popolo col quale strinse alleanza; a questo popolo Dio parlava per bocca dei Profeti, che non erano soltanto i preannunciatori del futuro, quanto piuttosto i portavoce di Dio.

Ma la Parola del Signore è eterna; e Dio, nella sua amorosa provvidenza, volle che essa giungesse non soltanto a coloro cui era immediatamente diretta, ma a tutti gli uomini di tutti i secoli; e allora, uniformandosi all'uso degli uomini, la sua Parola la scrisse, dettandola o, con verbo più proprio, ispirandola ad uomini da lui prescelti, sui quali operò con la sua azione onnipotente, cosicché pensassero di scrivere e volessero scrivere ed effettivamente scrivessero tutto quello e solo quello che Egli voleva fosse scritto...

Nacquero così i libri ispirati; il Verbo divino in essi è fatto parola umana e si esprime attraverso il nostro vocabolario, la nostra grammatica, la nostra sintassi; adotta i nostri generi letterari... E veramente, questo, ciò che i Padri greci chiamarono con indovinatissima parola una "sincatábasi", ossia un gesto di condiscendenza: Dio si abbassa amorosamente fino a balbettare con noi per essere da noi inteso; soltanto, nella sua Parola non c'è, né ci può essere errore.