LA VOCE DEL VESCOVO

di Maria Carla Papi

1 - FIGLI DEL NOSTRO TEMPO?

Il punto interrogativo è d’obbligo: primo, perché è la domanda scontata che – nei diversi salotti e nelle sedi preposte – si fanno l’un l’altro i vari ‘guru’ che di volta in volta si avvicendano, senza peraltro arrivare a nessuna conclusione. Partendo dalla storia di Omar ed Erika, per arrivare all’ultima brutta storia del cosiddetto branco di Leno, sono stati indetti veri e propri summit di esperti, tutti convinti di avere la scienza infusa, i quali proclamano le loro verità contraddicendo quelle degli altri.

Ho preso in mano il volume fresco di stampa Liber pastoralis bononiensis e sono andata alla pag. 127 dove inizia la pubblicazione della Nota pastorale del Card. Biffi sui giovani. Come premessa attuale alla Nota il Cardinale non modifica nulla del suo pensiero di allora e commenta:

"I ragazzi di oggi, molto più che in epoche passate, appaiono ricchi di impressioni, di nozioni, di stimoli; ma molto più che in epoche passate, sono poveri di verità e privi di plausibili ideali, forviati da prospettive alienanti e dall’imperversare di una cultura superficiale, opaca, spesso radicalmente menzognera. Tanto più è urgente che siano efficacemente raggiunti dall’energia liberante e corroborante del Vangelo."

Rileggiamo bene questa frase:

"tanto più è urgente che siano efficacemente raggiunti dall’energia liberante e corroborante del Vangelo."

Una volta ammesse e riconosciute le problematiche che avviluppano la società e quindi strangolano anche il percorso formativo dei giovani, viene da chiedersi a che servono i commenti, i fiumi di parole, le denunce dei mali e dei malesseri che – oltre a tutto – non sono per tutti eguali, perché ciò che per qualcuno è un male per altri è una conquista (come la libertà sessuale, l’invocata liberalizzazione della droga, l’aborto, il divorzio, il riconoscimento di coppia ai conviventi omosessuali ecc.)

Allora: dove sono le proposte?

Qualcuno tenta: ‘Bisogna ascoltarli, i ragazzi’ ... Ma ce li hanno dei figli?? In generale, i genitori, se non sono dei degenerati, sono assetati di ascolto; credo che quando un figlio inizia a parlare di qualcosa, lo ascoltino in religioso silenzio, senza quasi respirare, per paura che si blocchi il flusso delle parole ... ma i ragazzi non amano molto raccontarsi, se non fra di loro. Come del resto abbiamo fatto tutti noi in gioventù.

Quindi il punto non è questo, o almeno non è solo questo.

Dove sono le proposte?

Qualcuno azzarda: ‘I genitori devono essere più presenti’. Vero. ‘I padri sono assenti’ Vero. Oggi in pratica non esistono quasi più famiglie dove sia soltanto il padre a lavorare e non sempre è per stretta necessità. Ma risponde semplicemente alla necessità di essere alla pari con gli altri. Questi anonimi altri che condizionano la vita di tutti! Questo è uno dei motivi per cui si mettono al mondo pochi figli, perché, se uno si riesce a sistemare, di più è difficile senza rinunciare al lavoro materno, e quindi, rinunciare alla macchina sempre abbastanza nuova, ad un nuovo arredamento della casa, alla fine settimana, all’abbigliamento alla moda, alle pizzerie, alle ferie.

Si dirà: ma perché dovrebbero essere le madri a rinunciare? Perché la donna ha un compito particolare e privilegiato verso il figlio, tanto è vero che è nel suo grembo che viene concepito. Penso che se il Signore avesse voluto che i due genitori fossero intercambiabili, avrebbe fatto in modo che una volta restasse incinta la donna e una volta restasse ... incinto l’uomo! Più elegantemente Biffi, nella nota ‘Guai a me ...’ a proposito della pari dignità dei due sessi dice:

"L’affermazione sacrosanta della pari dignità dei due sessi non ha niente a che vedere con quell’annullamento di ogni ricchezza rispettiva, che spesso è dettato dalla cultura oggi dominante. In questo campo, evangelizzare significa comprendere e far comprendere il significato e la grazia singolare di essere donna secondo l’eterno progetto di Dio; e adoperarsi perché la coscienza comune vi si adegui e la legislazione civile offra i mezzi pratici di attuazione."

Rileggiamo bene anche quest’ultima frase:

"e adoperarsi perché la coscienza comune vi si adegui e la legislazione civile offra i mezzi pratici di attuazione."

Quando mai si sono visti i cattolici in piazza a manifestare perché i diversi governi attuino una politica per la famiglia (politica sempre presente nei programmi delle promesse elettorali e poi di fatto mai attuati da nessuno!).Quando mai i salotti televisivi si sono aperti per queste proposte? Ma poi, in realtà le donne – cattoliche e non – vorrebbero davvero che la politica interferisse nella loro carriera per aiutarle a fare le madri? Forse qualche maestra o qualche impiegata o qualche operaia o qualche commessa della Standa (che lotta con gli orari del cartellino, gli orari dell’uscita del figlio da scuola, la spesa da fare, i soldi da calcolare al centesimo e la cena da mettere sul fuoco) sarebbe contenta. Ma la professionista? L’imprenditrice? L’artista? La professoressa? ... Non vedrebbero costoro questa ingerenza come uno strumento di frustrazione che le allontana dall’agognata parità?

Perché – diciamocelo una volta per tutte – la donna vuol essere pari all’uomo quando fa il medico, quando fa l’avvocato, quando fa il capitando d’industria ... (e giustamente vuol avere le stesse opportunità) Ma non le interessa niente di poter fare il gommista, l’elettrauto, il tornitore ecc. ecc.

E siccome sono i soldi che fanno girare il mondo, i salotti dei mass media hanno capito che questo non è un problema di massa, ma delle masse più povere, quindi non se ne parla. Di contro però, da parte loro, non è che le donne cattoliche si facciano sentire ... quindi tutti tacciono e allora:

Dove sono le proposte?

"tanto più è urgente che siano efficacemente raggiunti dall’energia liberante e corroborante del Vangelo."

I giovani sono sempre e più che mai il bersaglio delle frustrazioni delle singole realtà che hanno fallito i propri obiettivi e così, anziché fare un serio esame di coscienza e mettere sul tavolo reali proposte, si additano i diversi mali. Con tutte queste dita puntate uno contro gli occhi dell’altro, alla fine si accecano a vicenda e non vedono più la verità.

"tanto più è urgente che siano efficacemente raggiunti dall’energia liberante e corroborante del Vangelo."

Chi propone il Vangelo oggi? Certo la Chiesa lo fa, Giovanni Paolo II ha fatto e detto per i giovani forse più di quanto hanno detto e fatto tutti i Papi finora. Ma non basta.

Non è scandaloso che un ragazzo vada in discoteca, o in un pub con gli amici, ma bisogna vedere cosa ha dentro mentre ci va. Se – chiamiamola così – l’armatura interna dello spirito è forte e ben formata, può andare ovunque. ‘Siate nel mondo, ma non del mondo’ ha detto Gesù.

Rileggevo qualche giorno fa un discorso di P. Raniero Cantalamessa, pronunciato durante il Congresso Eucaristico del 1997 davanti ai giovani. "Satana non sa cantare" diceva, notando che anche la musica rock e simile se si mette al servizio dell’Eucaristia e del Vangelo non può sprigionare alcun male. Ovviamente non si chiede che i ragazzi vadano a divertirsi col Vangelo in mano, basta che ce l’abbiano nel cuore e sapranno discernere. La parola di Dio renderà impermeabile la coscienza a qualunque illusione mondana.

"tanto più è urgente che siano efficacemente raggiunti dall’energia liberante e corroborante del Vangelo."

Ma chi propone oggi ai giovani il Vangelo? Chi ha il coraggio di annunciare loro con gioia, pazientemente, goccia a goccia la Verità?

Riflettendo su queste considerazioni, ci diamo appuntamento al prossimo numero, per capire insieme come avvicinarci alla Verità, sempre con l’aiuto prezioso del Magistero del nostro Vescovo.

(1 – Continua)