Carissimi Parrocchiani …

di don Carlo Govoni

Carissimi Parrocchiani,

Entrando nelle vostre case per le benedizioni Pasquali ho ripetuto infinite volte: Buona Pasqua! Questo augurio lo ripeto sempre con l'intensità  e la convinzione della prima volta; perché due sono i motivi principali che danno forza ai miei sentimenti quando rinnovo il mio augurio: la volontà di volere il bene di chi mi sta davanti e la sicurezza che mi da …Colui che mi ha mandato!

Il primo motivo è  comprensibile, in quanto esprime sentimenti di simpatia più o meno intensi, in rapporto al grado di conoscenza, di amicizia o di affetto che nei confronti delle diverse persone. Il secondo motivo è sostenuto dai convincimenti e quindi dall’ideale di vita nel quale ho creduto.

Essendo sacerdote, difficilmente potrei prendere le distanze da quanto è stato oggetto per me di ricerca spirituale per tanti anni. O cercato di conoscere con sempre maggior sicurezza la Volontà di Dio allo scopo di trasmetterla con chiarezza ai fratelli di fede, al popolo che Dio mi ha affidato. Come si può dare qualcosa agli altri se non si possiede a sufficienza di quella cosa? Come si può trasmettere il fuoco della fede, se la nostra brucia come un cerino?

È chiaro perciò che ogni mio augurio ha sempre un significato profondamente cristiano.

In prossimità della celebrazione di un mistero della fede cristiana così importante e grande come la S. Pasqua, non è possibile scindere quell’augurio di bene dal significato vero e intrinseco che è ilvero bene’ di una persona, e cioè la salvezza dell'anima.

Esprimendo l'augurio di "Buona Pasqua" meglio di "Buona santa Pasqua" voglio rammentare a tutti che Gesù è morto in Croce per la Redenzione dell'umanità, che nel Vangelo Gesù ha predisposto tutto affinché ciascuno possa usufruire di questo ineffabile dono; con l’augurio di "Buona santa Pasqua" voglio ricordare a tutti che Dio aspetta solo che gli diciamo ‘sì’. Non ci sono cose complicate da fare, burocrazie da seguire, pene da scontare come nelle vicende umane: Dio ha già fatto la sua generosa offerta, a noi tocca solo accettarla e … seguirlo.

È necessario sottolineare che quella di Dio non è un'offerta comune, ma un'offerta unica e particolarissima che non può essere liquidata con semplice  e normale "Grazie", poiché  coinvolge tutta la vita della persona, e quindi, merita un’attenta riflessione, ma anche il coraggio di aprirsi a Lui.

L'impegno che molte Comunità parrocchiali impiegano con generosità per lo sviluppo di una vita cristiana più autentica è un tentativo ardito, sollecitato anche dalla materna premura della Chiesa e dei suoi Vescovi, che ha lo scopo di far germogliare semi di santità e irrobustire le radici cristiane nelle anime di tanti tiepidi credenti, ma soprattutto nelle anime di tanti giovani, speranza del futuro.

Senza dubbio è apprezzabile che sorgano tanti gruppi di volontariato per il servizio ai fratelli, ma sono estremamente convinto che il primo passo debba essere fatto cercando di aumentare la Grazia santificante nelle anime: più un'anima accresce la Grazia più è in grado di amare Dio e desiderare di compiere sempre la sua Volontà.

Sarebbe bello se un giorno i fedeli chiedessero al parroco di anticipare la celebrazione della S. Messa all'alba per poter andare al lavoro nutriti con il Sacramento dell'Eucaristia!

Quel Giorno sarebbe il segno di una svolta, il segno di una vita cristiana veramente santa!

Ancora una volta auguro a tutti voi, fratelli miei, che la Santa Pasqua sia per ciascuno il momento definitivo di un ‘passaggio’ da una vita illuminata fiocamente da un cerino, ad una vita splendente della gioia e della grazia del Risorto!