Ci scrivono
...
Riceviamo e
pubblichiamo volentieri questa e-mail del caro P. Piergiorgio,
certi che sarà gradita a tutti, non solo per le notizie, ma
anche e soprattutto perché ci dà modo di sentirlo
sempre in mezzo a noi, come quando predicava durante
ÿ
Carissimi Gruppi Caritas,
anno nuovo,
generosità
immutata! Sono stato informato dalla Sig.ra
Teresa Bedendo dellinvio di
Come tutti gli
anni, abbiamo incominciato il 2007 nel segno del Padre, della
Madre e del Principe della Pace. Al Padre chiedo
di benedirvi e di far brillare il suo volto su ciascuno di voi. A
Maria chiedo di farvi sperimentare ogni giorno la sua
materna intercessione. A Gesù chiedo di concedervi
la sua pace e di rendervi costruttori di fraternità.
Vi informo che
sono stato nominato archivista generale, un compito
non proprio esaltante e piuttosto esigente, ma che non mi
impedisce di continuare la mia attività in favore delle missioni.
Continuate, dunque, a sostenermi! In questi ultimi mesi ne abbiamo
sentite di belle: gente che raccoglieva per i poveri del Terzo
Mondo denaro che poi andava ad ingrossare i loro conti personali
in Svizzera! Beh, voi potete stare tranquilli: 100 date e 100 arriva
ai destinatari. Purtroppo non sempre avete dei riscontri diretti:
tanti missionari sono davvero oberati di lavoro e non trovano il
tempo per ringraziare tutti. Ma il Signore vede, il Signore
benedice.
Ultimamente ho
letto un raccontino che mi è piaciuto e che vi voglio
trasmettere (altrimenti
non sarei più io!).
«Duemila anni
fa un giovane studente di Talmud chiese al grande Rav Shmuel cosa
potesse fare un ebreo per provocare la venuta del Messia. Il
Maestro rispose: La carità (in ebraico tzedakà, che
ha la stessa radice della parola tzedek, giustizia).
La carità - proseguì Rav Shmuel - è una scala doro
con più gradini: il primo lo sale chi dà con la mano ma non con
il cuore; il secondo chi dà con la mano e con il cuore; il terzo
chi dà e non vuole sapere a chi dà; il quarto chi dà e non
vuole che chi riceve sappia chi dà
e così via. Ma
lultimo gradino, quello che porta al Messia, lo sale
soltanto chi crea conoscenza e lavoro perché il bisognoso non
abbia più bisogno di aiuto! Il giovane se ne andò pensoso
e con un proposito nel cuore. »
Grazie, carissimi/e
per camminare con me. Grazie per aiutarmi a far crescere bambini
e fornire strumenti a giovani perché, domani, possano stare in
piedi da soli e contribuire ad una società più umana e a un
mondo più giusto .
Un abbraccio e una
benedizione
da estendere a Don Carlo e a quanti, a Bologna
e dintorni, mi hanno voluto bene.
Roma, 17 gennaio
2007
p. Piergiorgio Prandina