Ci scrivono ...

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa e-mail del caro P. Piergiorgio, certi che sarà gradita a tutti, non solo per le notizie, ma anche – e soprattutto – perché ci dà modo di sentirlo sempre ‘in mezzo’ a noi, come quando predicava durante la S. Messa.

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Carissimi Gruppi Caritas,

anno nuovo, generosità… immutata! Sono stato informato dalla Sig.ra Teresa Bedendo dell’invio di € 2.790,00 in favore dei vostri “adottati”. Mentre vi ringrazio moltissimo, vi informo che ho subito mandato € 1.860,00 a p. Arlindo per i bimbi Aisa, Tergia, Bilde, Devisson, Joelma e Angelina; € 620,00 a sr. Carmelina per le ragazzine Eleonora e Adriana; e € 310,00 a p. Horta per lo studente Julio. Il Signore vi ricompensi con la salute del corpo e la serenità dello spirito.

Come tutti gli anni, abbiamo incominciato il 2007 nel segno del Padre, della Madre e del Principe della Pace. Al Padre chiedo di benedirvi e di far brillare il suo volto su ciascuno di voi. A Maria chiedo di farvi sperimentare ogni giorno la sua materna intercessione. A Gesù chiedo di concedervi la sua pace e di rendervi costruttori di fraternità.

Vi informo che sono stato nominato “archivista generale”, un compito non proprio esaltante e piuttosto esigente, ma che non mi impedisce di continuare la mia attività in favore delle missioni. Continuate, dunque, a sostenermi! In questi ultimi mesi ne abbiamo sentite di belle: gente che raccoglieva per i poveri del Terzo Mondo denaro che poi andava ad ingrossare i loro conti personali in Svizzera! Beh, voi potete stare tranquilli: 100 date e 100 arriva ai destinatari. Purtroppo non sempre avete dei riscontri diretti: tanti missionari sono davvero oberati di lavoro e non trovano il tempo per ringraziare tutti. Ma il Signore vede, il Signore benedice.

Ultimamente ho letto un raccontino che mi è piaciuto e che vi voglio trasmettere (altrimenti… non sarei più io!).

«Duemila anni fa un giovane studente di Talmud chiese al grande Rav Shmuel cosa potesse fare un ebreo per provocare la venuta del Messia. Il Maestro rispose: “La carità” (in ebraico tzedakà, che ha la stessa radice della parola tzedek, “giustizia”). “La carità - proseguì Rav Shmuel - è una scala d’oro con più gradini: il primo lo sale chi dà con la mano ma non con il cuore; il secondo chi dà con la mano e con il cuore; il terzo chi dà e non vuole sapere a chi dà; il quarto chi dà e non vuole che chi riceve sappia chi dà… e così via. Ma l’ultimo gradino, quello che porta al Messia, lo sale soltanto chi crea conoscenza e lavoro perché il bisognoso non abbia più bisogno di aiuto!” Il giovane se ne andò pensoso e con un proposito nel cuore. »

Grazie, carissimi/e per camminare con me. Grazie per aiutarmi a far crescere bambini e fornire strumenti a giovani perché, domani, possano stare in piedi da soli e contribuire ad una società più umana e a un mondo più giusto .

Un abbraccio e una benedizione… da estendere a Don Carlo e a quanti, a Bologna e dintorni, mi hanno voluto bene.

 

Roma, 17 gennaio 2007

                                                                                              p. Piergiorgio Prandina