CATECHISMO PER UN FILOSOFO

di Luigi Gozzoli

Qualche mese fa, il filosofo italiano Emanuele Severino, ha pubblicato, sulla grande stampa nazionale, un articolo per sostenere la non divinità di Cristo in ordine alla sua resurrezione.

"Ammettiamo pure - argomenta Severino - che il Gesù storico sia resuscitato dai morti; questa prova, da sola, non basta per sostenere che egli fosse Dio".

Tra parentesi, osservo, questa è già una sorprendente ammissione! Ma Cristo non è Dio solo perché è resuscitato, ma è resuscitato perché (evidentemente) era Dio. Resta un fatto. E lo ha confermato molte volte Egli stesso ("ipse dixit") prima della Passione. Lo ha ripetuto davanti al grande sacerdote Caifa, a costo della conseguente e Sicura condanna a morte. Non solo. Alla preventiva divinità di Cristo hanno creduto anzitutto gli apostoli con alla testa Pietro ("Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente"). Vi ha subito creduto anche un laico, il centurione romano, dopo la crocifissione ("Veramente costui era figlio di Dio!"). Solo l'acculturato filosofo Severino non ci crede

Un'altra sua tesi molto discutibile è la seguente: "nessuna fede è senza incertezze."

Mi chiedo: ma fede incerta quale fede sarebbe? A parte il fatto che il "dubito ergo sum" di cartesiana memoria è ormai del tutto superato e non basta essere falsamente apodittici per avere ragione con affermazioni senza prova, constatiamo che oggi molti credono senza incertezza anche ai dogmi più difficili. Un altro fatto! Inoltre, di per sé l'incertezza appare un attributo umano, non divino. Mi spiego meglio. Come il senso logico insegna, Dio o esiste oppure non esiste. Se esiste, dato che è immutabile ("immotus") hai voglia tu di essere incerto! Mica la tua inconsistente incertezza influisce sulla realtà della sua esistenza!

Come si vede, spesso certi filosofi dimenticano la coerenza per un semplice scoop verbale.

D'altra parte, il primo a contraddirsi è lo stesso Severino, il quale insiste nel sostenere sui giornali sciocchezze teologiche che non gli competono. In realtà, molti intellettuali, non trovando soluzioni soddisfacenti alla loro (umana) ansia di assoluto, si divertono ad attaccare la Chiesa e la sua fede tra l'indifferenza colpevole dei cattolici. Infatti, se qualcuno afferma che Gesù Cristo non è Figlio di Dio è fuori strada e non può dirsi cristiano, ma anàtema (scomunicato). Cosi ha stabilito, nell'anno 325, il concilio ecumenico di Nicea.

TESTO BIBLICO (Sap 1,3): "I ragionamenti tortuosi allontanano da Dio, l’Onnipotenza, messa alla prova, caccia gli stolti"..