NATALE, UNA NUOVA NASCITA
di don Carlo Govoni
Carissimi
Natale e' sempre una bella festa, perché sentita da tutti, in particolar modo dai cristiani, ma anche da coloro che, forse, sono praticanti solo ogni tanto. E saggio apprezzare anche il poco, quando non si può ottenere di più: in fondo un fiammifero acceso fa sempre più luce di un faro spento.
Tuttavia in duemila anni, questa Festa vissuta dagli uomini nei momenti più o menu felici della loro vita a seconda degli eventi della storia, ha lasciato una traccia indelebile nell'anima dei popoli, e ha contribuito a mantenere anche nei momenti di crisi la speranza della ripresa per la salvezza delle anime.
Fra le persone avvolte nel velo di questa speranza, ci siamo anche noi!
Oggi, ci prepariamo a vivere il terzo Natale di questo nuovo millennio in mezzo a tanti clamori e fermenti sociali che da ogni parte, spesso violentemente, ci comprimono e la Fede stenta a mantenersi efficiente. La paura per le minacce di conflitti, per le armi chimiche e nucleari; sollecita un gran clamore (non solo nel nostro Paese), come le proteste estese da un capo allaltro dell'Italia, suscitate dal timore di perdere il lavoro e quindi i mezzi necessari per vivere. In mezzo a tutte queste tensioni, la festa del Natale che luce può dare?
Certamente è fuori dubbio che la celebrazione del S. Natale, anche se per qualcuno fosse un fatto occasionale, rimarrebbe sempre un potente invito alla gioia, alla serenità e alla pace e questo e' dovuto alla cultura della Fede nella quale siamo nati e dalla quale ci siamo formati durante la nostra crescita. Fino a che punto però questo senso quasi istintivo, di pace e gioia, divenuto tale per tradizione, può essere segno autentico della
nascita del Salvatore per i cristiani quando viene associato a tante altre manifestazioni che tendono a cancellarne l'identità?
Il Natale per tutti i cristiani verità fondamentale e segno del mistero della Fede. Le luci che rallegrano le strade, le insegne palpitanti, i negozi affollati, probabilmente più che far festa per la nascita del Salvatore, - ricordando perciò linizio della Redenzione costruiscono un'altra festa che si sovrappone e nasconde quella Vera. Più che alla nascita del Bambino Gesù anche tanti credenti tendono a pensare di più agli acquisti, alle ferie d'inverno, a tanti momenti buoni per rompere la monotonia di tutti i giorni fuori dalla propria casa.
Questa mentalità abbastanza diffusa, che caratterizza particolarmente il periodo delle festività, è chiamata con un nome che ne indica con chiarezza lidentità e il fine: CONSUMISMO.
II Natale cosi come è concepito da tanti, non ha nessuna attinenza con lo spirito di santità, di fede, di amore, ribadito costantemente dalla Chiesa nella liturgia dellAvvento e della Festa?
Per non volare sulla poesia dei. sentimenti, ma per essere più vicini alla verità, in tutto questo apparato scenografico che cosa può incentivare la vita religiosa, dato che di religioso c'è ben poco, anche se nella notte di Natale molti andranno alla S. Messa di mezzanotte?
Scelta ottima, ma da questo tipo di partecipazione, la vita interiore e la spiritualità cristiana, ricevono poco di costruttivo; mi si passi il paragone; ho l'impressione che ci sia poca differenza tra la festa di Natale e aria qualsiasi festa civile, poiché quello che si fa per celebrarle è simile, fatta eccezione per la presenza di qualche sentimento in più nella prima, ma non tanto forte da modificare, anche solo di poco, la propria vita.
II Natale, invece, viene celebrato affinché ogni cristiano meditando su Gesù che si è fatto fratello di tutta lumanità con la sua Incarnazione (nascendo da Maria Vergine), venga stimolato ad aderire con grande impegno al dono della riconciliazione offerto dal Padre per mezzo di Gesù e a rispondere con fedeltà al messaggio di amore che e venuto a portare.
Il Natale senza conversione, senza nemmeno qualche passo in avanti sulla via della santità, dunque un Natale inefficace e vuoto, anche se è stato riempito di sentimenti e gesti particolari non in sintonia, però, con ciò che vuole da noi Gesù Cristo.
Perciò, se il Natale non viene vissuto con spirito di conversione, trascorrerà come tutti gli altri anni, cullati e trastullati in un cumulo di sentimenti e di tanti auguri offerti e
ricevuti, ma dopo la Festa tutto verrà depositato negli archivi della memoria, senza aver lasciato traccia di qualche arricchimento o di qualche tentativo di decollo verso l'Alto.
Carissimi fratelli, a chi ancora dubbioso, auguro di cuore che Gesù Bambino porti la gioia di credere e agli altri che fortunatamente già condividono il mistero cristiano, auguro che diventino testimoni di questa Fede nel mondo in cui vivono e possano camminare speditamente sulla via della Bontà. BUON SANTO NATALE A TUTTI!