«Altrimenti,
per che cosa siamo amici ?»
di
Paola Ravaglia
Il 12 giugno è
morto il mio babbo; per i miei figli è morto il nonno Chicco.
La sera stessa i
bimbi sono andati con mio marito in Chiesa a pregare, mentre
durante il giorno sono rimasti in casa, colpiti come tutti dal
vuoto che quella morte aveva lasciato.
Nel frattempo noi
adulti organizzavamo il funerale e seguivamo tutte le incombenze
della circostanza.
Alla sera una
domanda: «Volete fare i chierichetti durante il funerale del
nonno?»
Personalmente
confesso di aver posto la domanda con superficialità, quasi un
atto dovuto, e di essere poi rimasta spiazzata di
fronte alla loro risposta affermativa. Certo, pian piano
sorgevano in loro tanti dubbi (Ci saranno delle usanze
differenti in quella Parrocchia, dei gesti leggermente diversi per
cui ci confonderemo e non riusciremo a servir Messa?),
ma la convinzione che quello sarebbe stato il modo per vivere
più da vicino levento, per non essere estranei a quanto
accadeva, per essere per una volta ancora più vicini a quel
nonno col quale avevano tanto giocato li sosteneva nella scelta.
Come tante altre
volte, la spontaneità dei bambini mi stupiva: senza i filtri
della nostra fredda razionalità e delle nostre mille conoscenze,
i bambini riescono spesso a raggiungere lessenza delle cose
e a individuare i comportamenti più naturali.
La mattina dopo, come
era stato prima della morte del nonno, mio marito ha accompagnati
i bambini ad Estate Ragazzi e, parlando, ha raccontato ad alcuni
nostri amici il fatto che i nostri figli avevano espresso il
desiderio di servire allaltare come chierichetti durante
E, alla sera,
nuovamente i bambini mi hanno stupito e spiazzata:
anche gli amici dei miei figli, quelli con i quali ogni domenica
in Parrocchia servono Messa, sarebbero stati sullaltare,
desiderosi di essere loro vicini durante
Nove chierichetti,
tre nipoti e sei loro amici, per il nonno Chicco!
La partecipazione
di questi amici (tantissimi, dato il periodo di vacanze estivo! sei
bimbi che rappresentano i tanti arruolati Chierichetti in
Parrocchia!) ha colpito molte persone che, in seguito, mi hanno
chiesto chi fossero tutti quei bimbi.
In genere si sta
alla larga dai funerali ed invece qui
A chiunque mi
chiedesse qualcosa, ho risposto che quei bimbi e quei ragazzi
erano gli amici dei miei figli, coi quali dividono divertimento e
crescita spirituale e che avevano voluto essere loro vicini
sullaltare perché (come ha detto Daniele, uno dei sei
amici chierichetti) altrimenti, per cosa siamo amici?
ef
Colgo
loccasione di questo articolo per ringraziare tutti coloro
che hanno devoluto unofferta in memoria sia di mio padre
che di altri due Parrocchiani, venuti a mancare la scorsa estate.
Le offerte
destinate a chi ha bisogno, insieme alla preghiera, credo che
siano il più bel fiore che si possa offrire in
memoria di qualcuno, e così pensava anche mio padre.