I
MIRACOLI EUCARISTICI
di
Massimo Craboledda
IL
MIRACOLO EUCARISTICO DI TRANI
Il periodo storico che va dalla disgregazione dellimpero carolingio
(ultimo atto la deposizione di Carlo il Grosso nell887)
alla metà del secolo XI° è usualmente, e giustamente,
considerato uno dei più difficili e travagliati della storia
della Chiesa. Sulle strutture, gli ordini e i beni ecclesiastici
si accentrarono le mire dei grandi feudatari, delle potenti
famiglie dellaristocrazia romana e, infine, degli Ottoni di
Germania. La difficile situazione sociale e politica ebbe gravi
ripercussioni sulla vita religiosa e morale. Si è parlato del
profondo sonno di Cristo nella sua barca: ma Cristo era ben
presente e pronto ad offrire ancora il Suo Corpo alla violenza
degli uomini pur di non abbandonare
Accadde a Trani,
splendido centro della Puglia, a nord di Bari, intorno allanno
1000. Era lepoca della maggiore concentrazione di Ebrei in
quella città: ne fanno fede la chiesa di S. Anna, ex sinagoga, e
le numerose denominazioni ebraiche delle vie incise sulla pietra
e tuttora leggibili. Proprio una donna ebrea, forse con la
complicità involontaria di una cristiana, riuscì a confondersi
fra i fedeli, con intenzione sacrilega, durante una celebrazione
eucaristica nella chiesa di S. Andrea, in origine dedicata a S.
Basilio. Fingendosi devota si accostò alla Comunione ma,
ricevuta la particola consacrata, anziché consumarla, la nascose,
eludendo gli sguardi, in un fazzoletto; terminata la celebrazione,
la portò a casa. Qui mise in atto lempio disegno concepito
per irridere la fede cristiana nellEucaristia: posta sul
fuoco una padella, attese che lolio friggesse, quindi vi immerse
lOstia santa. A contatto con lolio bollente
immediatamente la particola si mutò in carne sanguinante: ed il
sangue, dicono le cronache, non si arrestò subito ma continuò a
fuoriuscire copioso dalla padella.
Alle grida della
donna, atterrita e sgomenta, si radunò molta folla. Fu subito
informato il Vescovo che, accorso sul luogo, si prostrò in
adorazione. I resti della carne prodottasi dallOstia furono
devotamente raccolti e portati alla cattedrale, in processione
penitenziale, fra due ali di folla commossa.
In questa chiesa,
dedicata allAssunta, ebbe inizio il culto dellinsigne
reliquia. Essa è oggi, invece, custodita nella chiesa di S.
Andrea in Trani in un artistico reliquiario dargento, dono
di Fabrizio de Cuneo (1617), a forma di casetta con quattro
colonnine sormontate da una cupola. Al centro vi è unampolla
di cristallo entro la quale si trovano due frammenti di carne di
grandezza diversa: il colore della parte superiore è bruno-nerastro;
quello della parte inferiore è più chiaro. Una differenza
verosimilmente imputabile al diverso grado di cottura cui le
parti dellOstia furono soggette.
La carne si è
miracolosamente conservata integra, senza il minimo segno di
corruzione: così attestano concordemente le verifiche e le
ricognizioni eseguite in varie epoche, in particolare nel secolo XVII°
(anni 1616, 1678), nel XVIII° (1706, 1719), nel XIX° (1841,
1886) e nel
Mentre
dellautrice del sacrilegio si è persa traccia, la casa
dove avvenne il prodigio fu trasformata nel
Del miracolo
eucaristico di Trani troviamo traccia anche nel nostro patrimonio
artistico: sei episodi di quel prodigio sono raffigurati nel
Palazzo Ducale di Urbino, dipinti dal toscano Paolo Uccello nel
1465. Non tutti i dettagli della raffigurazione pittorica sono
storicamente fondati, ma non questo devessere richiesto
allarte: essa esalta, piuttosto, il significato, il valore
simbolico, linterpretazione interiore.
Se levento
miracoloso di Lanciano che abbiamo ricordato il mese scorso aveva
allorigine una debolezza di fede, a Trani un pari prodigio
è stata la risposta ad un orrendo sacrilegio. Non è difficile
trarne spunti di riflessione. Quel miracolo eucaristico non solo
conforta la fede nella presenza reale del Cristo nelle Sacre
Specie, ma evidenzia in modo drammatico il contrasto fra
lamore generoso di Gesù, che non teme di mettersi nelle
mani degli uomini per essere loro vicino e sostenerne la vita, e
la tanta, triste indifferenza, quando non il sacrilegio, cui Egli
volontariamente si espone. E, purtroppo, abbiamo ragione di
temere che profanazioni, simili nella sostanza a quella consumata
dalla donna ebrea di Trani, siano perpetrate anche oggi. Ma pur
senza arrivare a tali eccessi, è già sacrilegio il ricevere il
Corpo di Cristo in stato di peccato mortale. Gesù si è
vincolato a essere presente nel pane consacrato, a restare nella
solitudine dei nostri tabernacoli di giorno, di notte, sempre, a
restare presente nonostante tutto: Egli non viene meno alla Sua
parola, si abbandona alla nostra custodia, ci attende, ha in noi
una fiducia più grande di quanta noi, spesso, ne riponiamo in
Lui. Non si può immaginare un amore più grande.
È urgente,
allora, riscoprire ladorazione silenziosa,