CED 2007 - Il Magistero del Vescovo
Da
Verona un«enciclica»
per i
Consigli pastorali parrocchiali
di Maria Carla Papi
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Durante
lincontro con i Consigli Pastorali Parrocchiali della
Diocesi, il Cardinale con una felice espressione ha
voluto ricordare la corresponsabilità di ogni
battezzato per il bene della Chiesa, generata dalla comunione
ecclesiale. Nellanno del Congresso eucaristico diocesano è
indispensabile che ogni credente e a maggior ragione chi
si è messo al servizio della comunità ritrovi lessenza
della sua missione. Ecco perché il Cardinale Caffarra ha preso
come esempio dottrinale il discorso del Papa al IV Convegno
Ecclesiale di Verona, definendolo «unEnciclica scritta
alla Chiesa italiana» che non solo non si può ignorare, ma
«deve costituire il necessario punto di riferimento per il
nostro impegno pastorale dei prossimi anni.»
Il
compito dei consiglieri dei CPP dice il Vescovo - è «di
elaborare con, e alle dipendenze del parroco gli orientamenti
pastorali condivisi, che rispondono alle necessità della
parrocchia» in comunione con
Il
Vescovo ha quindi fatto un breve ed efficace riassunto in tre
punti del discorso del Papa.
1 - Il punto di partenza.
In
primo luogo il Discorso di Verona richiama il nostro cuore
e la nostra mente alla sorgente da cui sgorga la missione della
Chiesa, quella missione che voi condividete corresponsabilmente
col vostro parroco.
Per
aiutarci a vederla, possiamo partire dalla seguente domanda: che
cosa è il cristianesimo, il «fatto cristiano»?
È
una presenza: è la presenza del Signore risorto, capace di
introdurre in una vita nuova tutta la famiglia umana, la storia e
lintero universo.
La
modalità di questa presenza è concretamente la vita e la
testimonianza della Chiesa; «anzi,
Sottolinea
a questo punto Caffarra: Vedete quale grande dignità ha
il vostro lavoro anche nelle più umili parrocchie! Se esso si
realizza in incontri a volte entusiasmanti altre volte
deprimenti per elaborare, come dicevo, orientamenti
pastorali, nella sua realtà più profonda esso è il segno di
una presenza; della presenza della risurrezione del Signore
dentro il tempo e della sua novità chiamata a trasformare
il mondo. Anche mediante le più umili riunioni che fate coi
vostri parroci, anche quando discutete sui problemi quotidiani
delle vostre comunità, voi consapevolmente o
inconsapevolmente cercate di rendere presente la forza
rinnovatrice della risurrezione del Signore.
2.
Il contenuto della testimonianza alla presenza.
Il
Discorso di Verona domanda: quale è il contenuto della
nostra testimonianza alla presenza del Risorto in mezzo a noi?
Ciascuno di voi potrebbe alzarsi e rispondere a questa domanda
leggendo i vari ordini del giorno dei vostri Consigli,
dicendo i vari problemi che avete affrontato nelle vostre
riunioni, ed infine i molteplici orientamenti che avete elaborato.
Rispondendo in questo modo, voi sicuramente ci direste in che
modo voi coi vostri parroci avete testimoniato Gesù risorto.
Ma
il S. Padre ci invita ad andare molto in profondità e a
chiederci: al di sotto di tutti gli ordini del giorno, di
tutti i problemi, di tutti gli orientamenti cè qualcosa di
unico e di unificante? Ascoltate la risposta di Benedetto
XVI:
«
attraverso questa multiforme testimonianza, debba emergere
soprattutto quel grande sì che in Gesù Cristo Dio
ha detto alluomo e alla sua vita, allamore umano,
alla nostra libertà e alla nostra intelligenza; come, pertanto,
la fede nel Dio dal volto umano porti la gioia nel mondo».
Spiega
il Vescovo:
Il
testo è stupendo
Ciò che vi muove nella vostra decisione
di assumervi consapevolmente la corresponsabilità del bene della
vostra parrocchia, è la vostra decisione a favore delluomo:
della sua dignità, della difesa della sua preziosità. «Per noi
uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo», recitiamo
nel Credo; «è risorto per la nostra giustificazione», insegna
S. Paolo. Tutto ciò che voi decidete coi vostri parroci nei
Consigli; tutto ciò che voi proponete ai vostri parroci: dalla
fiera parrocchiale agli itinerari di educazione dei nostri
bambini, è la forma concreta che assume la forza giustificatrice
della presenza del Risorto.
Il
Convegno di Verona ha individuato cinque ambiti in cui deve
soprattutto essere detto il «grande sì della fede»:
il lavoro e la festa; il matrimonio e la famiglia;
leducazione e la cultura; la povertà e la malattia; la
vita sociale e politica.
Il
nostro sì alluomo si scontra oggi come
ha detto il S. Padre con una cultura che sta dicendo dei
grandi no alluomo: no alluomo che non si
rassegna ad essere considerato come un animale; no alluomo
la cui ragione vuole porsi le domande e cercare risposte sui
grandi problemi religiosi della vita; no alluomo la cui
libertà non si accontenta di costruire società che siano
solamente coesistenze di opposti egoismi. Ecco perché il S.
Padre dice: «lopera di evangelizzazione
non è
mai un semplice adattarsi alle culture, ma è sempre anche una
purificazione». Nelle discussioni dei vostri Consigli,
nellelaborazione di orientamenti pastorali condivisi,
abbiate sempre una grande vigilanza al riguardo.
3.
La scelta primaria delleducazione.
In
un salmo si dice: «una generazione narra allaltra le
tue meraviglie». Nella cena pasquale il figlio chiedeva al
padre: ma che cosa significa tutto questo? ed il padre narrava al
figlio levento fondatore del popolo di Dio. «In
concreto, perché lesperienza della fede e dellamore
cristiano sia accolta e vissuta e si trasmetta da una generazione
allaltra, una questione fondamentale e decisiva è quella della
educazione della persona».
Se,
come si è detto, il fatto cristiano è una presenza, - spiega il
Vescovo - ne deriva che la modalità di proporlo a chi vi è
ancora estraneo, è la testimonianza in cui si dà prova che
quella presenza rigenera la propria umanità. In questo modo la
testimonianza diventa proposta di vita, provocazione della
libertà di chi sta entrando nella realtà, come il bambino, il
ragazzo, il giovane. Senza questo atto di testimonianza, che
definisce latto educativo, la presenza e la potenza del
Risorto è destinata a non contagiare mai il tessuto umano e
quindi fuori di questo rapporto così strutturato,
inevitabilmente o si introduce luomo solo dentro alla
conoscenza di una dottrina o lo si spinge ad un impegno morale
basato sulle sue forze.
Luno
e laltro esito non sono duraturi.
Questa
forte sottolineatura dellurgenza educativa fatta nel
Discorso di Verona non può essere lasciata cadere.
Congresso
Eucaristico e Parrocchie
La
programmazione ed i percorsi che abbiamo elaborato per il
Congresso Eucaristico Diocesano sono profondamente sintonizzati
col Discorso di Verona. Tre degli ambiti su cui ha riflettuto il IV
Convegno ecclesiale nazionale cittadinanza, educazione,
lavoro sono anche tre itinerari del Congresso.
Vi
chiedo di dedicare una riunione dei vostri Consigli alla lettura
del Discorso di Verona, preceduta da una buona introduzione. La
lettura vi porti a rispondere alle seguenti domande:
a)
confrontando il lavoro che stiamo facendo in parrocchia col
Discorso di Verona, quali conclusioni dobbiamo trarre?
b)
cè qualche passaggio del Discorso di Verona che sembra
particolarmente importante per la nostra parrocchia? se sì, che
cosa dobbiamo fare?
Potrebbe
essere utile che, data la profondità e vastità del tema e/o la
particolare natura delle decisioni, sia opportuno pensare a
riunioni interparrocchiali dei Consigli Pastorali. Soprattutto,
penso, ad itinerari di pastorale giovanile, i quali nei loro
momenti fondamentali non possono non essere pensati e realizzati
che allinterno di una pastorale integrata.
Concludo
colle stesse parole del S. Padre.
«Siamo
stimolati perciò a tenere sempre presente che non siamo soli nel
portarne il peso: ci sosteniamo infatti gli uni gli altri e
soprattutto il Signore stesso guida e sostiene la fragile barca
della Chiesa. Ritorniamo così al punto da cui siamo partiti:
decisivo è il nostro essere uniti a Lui, e quindi tra noi, lo
stare con Lui per poter andare nel suo nome (cfr. Mc 3,13-15). La
nostra vera forza è dunque nutrirci della sua parola e del suo
corpo, unirci alla sua offerta per noi,
adorarlo presente
nellEucaristia: prima di ogni attività e di ogni nostro
programma, infatti, deve esserci ladorazione, che ci rende
davvero liberi e ci dà i criteri per il nostro agire.
Nellunione a Cristo ci precede e ci guida
Chi
fosse interessato a mantenersi aggiornati sul Magistero del Papa,
può andare sul sito del Vaticano, oppure su www.ratzinger.it:
il sito si chiama Gli amici di Ratzinger