I
giovani e la violenza, sconfitta per tutti
Quei
falsi orizzonti sulla strada degli adolescenti
di Davide
Rondoni*
DallAvvenire
del 19/11/2006
Si sta consumando
lì. Si sta compiendo lì, nei corpi dei nostri ragazzini la
possibile disfatta d'Italia. La nostra reale Caporetto. Nei corpi
dei nostri adolescenti. Finiti sul web e poi sulle pagine dei
giornali e in tv. In quella loro fame di apparire, e prima nella
loro febbre di vita, di sesso, ma fame e febbre ridotta a
maschera, a violenza. A schifo. E a sconfitta per tutti. A Milano
i magistrati hanno deciso che, per risarcimento e pena, si possano
requisire le case dei genitori dei ragazzini accusati di abuso su
una undicenne. La motivazione della sentenza dice che quei
genitori "non hanno saputo educare i figli". Triste,
perduto Paese è quello dove i giudici si mettono a valutare non
solo il reato e la sua entità, ma l'educazione data dai genitori.
Eppure a questo siamo arrivati. E arrivati tutti insieme.
Quei ragazzi e
gli altri che in questi giorni sono saliti alla trista ribalta,
non appartengono ad una specie sola, ad un censo solo, ad una
zona sola. Sono tutta l'Italia. E lì, nei loro corpi, va in
scena la Caporetto per tutti. Le cronache raccontano che mentre
si preparava la disfatta di Caporetto i capi dell'esercito e
della Nazione erano distrattti, o affaccendati in altro. Anche
ora sembra che i capi dei media e delle Istituzioni siano
distratti, e affaccendati in altro. Ed ecco lo stupore di dover
vedere quel che non pensavamo. Ecco lo scandalo, ipocrita. E le
risposte della odiosa retorica e della giustizia che vuol
divenire maestra di vita. Ma quei corpi, quelle menti a cosa li abbiamo
esposti finora ? di che cosa li abbiamo letteralmente bombardati?
Sesso e violenza sono diventati il pane quotidiano, e quotidiano imbambolamento.
Su giornali e mezzi di comunicazione che non sono gestiti da
ragazzini, ma da adulti. Che così si arricchiscono. E si fanno
una posizione. Anni fa, prima che lo sgomento salisse alla
ribalta (da noi come in Francia, come in Spagna e ovunque) i
nostri poeti lo avevano preavvertito. Ricordo alcuni libri e ne
parlai su un quotidiano. Alcuni dei migliori miei amici poeti
italiani fiutavano che la bomba era lì, tra i banchi di scuola.
Ma chi li ascolta i poeti ? In questi anni la pubblica
discussione e attenzione son state solo su faccende di soldi, su
finanziarie e tasse, e sui miti facili e banali del successo,
esaltando come artisti solo gli intrattenitori, tra reality e
carte patinate. Per poi sentire i giudici che dicono ai genitori:
"Non avete dato loro una buona educazione sentimentale".
Sui corpi dei ragazzini hanno fatto orrendo pasto creatori di
programmi tv, azzimati esperti di comunicazione, consiglieri di
amministrazione di aziende che producono certi giochi, certi films
e certi giornali. Le loro case vanno sequestrate. I politici
approvavano leggi libertine (non libertarie, che è diverso),
permettevano dietro la retorica ogni nefandezza a riguardo della identità
sessuale. In tutti avanzando la disattenzione ad ogni
coltivazione dello spirito, ad ogni educazione al valore infinito
della persona. Si sono promossi intellettuali il cui orizzonte
esclude che la vita umana abbia rapporto con qualcosa che la
trascende, con l' infinito che chiede di entrare nella idea e
nella prassi. Per poi stupirsi che questi ragazzini - come i loro
padri e madri e fratelli - si buttino come cani affamati sull'uniche
cose che sembrano somigliare all'infinito: il sesso, o il potere,
o la fama. Diceva uno scrittore francese che il sesso è l'infinito
dei cani. Come dire che lì, nell'esperienza di sperdutezza che
è propria dell'atto erotico, c'è qualcosa che richiama l'esperienza
dell'infinito a cui la natura umana tende. Se si fa crescere l'uomo
come un cane (se pur ben vestito e accessoriato) e non lo si
educa a giocare il suo desiderio di infinito nell'arte, nella
cultura, nella religione, allora non gli resta che buttarsi sul
proprio corpo o su quello altrui. Con prepotenza se occorre. I
ragazzini nostri vanno educati ad avere un'anima. Ai loro corpi
non basta la legalità.
*Poeta. Dirige il Centro di Poesia
Contemporanea dellUniversità di Bologna.