A cura di Maria
Carla Papi*
Il 26 Novembre scorso si è svolta
Il "Sovvenire" è il sistema
di partecipazione delle comunità parrocchiali al sostentamento economico dei
propri pastori. Questo sistema, coordinato a livello
nazionale dall'Istituto Centrale Sostentamento Clero (ICSC), prevede una giusta
perequazione delle risorse tra tutti i sacerdoti, così che tutti abbiano una
dignitosa remunerazione mensile, senza distinzione tra parrocchie ricche e
povere. A livello locale, la redistribuzione
della raccolta nazionale avviene attraverso gli Istituti Diocesani
Sostentamento Clero (IDSC), che provvedono anche a favorire ed incentivare la raccolta delle offerte.
Tutte le offerte vengono convogliate
all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, il quale provvede alla
remunerazione mensile dei circa 38.000 sacerdoti italiani di cui
Le offerte vengono
quindi inviate a Roma per una redistribuzione
globale, in modo che tutti i fedeli sostengano tutti i sacerdoti evitando una
distinzione tra parrocchie ricche, in grado di mantenere il proprio Parroco e
Parrocchie povere che non sono in grado di garantire tale condizione.
Più sotto invitiamo a leggere
l’intervento di Mons. Claudio Stagni –
già nostro Vescovo ausiliare che ricordiamo e salutiamo – e alcune esemplificazioni-
Come ben ha ricordato su Avvenire – BO-Sette Maurizio Martone, incaricato diocesano per il «Sovvenire “purtroppo l’andamento delle offerte negli ultimi anni è in lento ma costante calo sia per il numero degli offerenti, sia nell’importo complessivo. Ciò è in parte dovuto alla difficoltà che molti riscontrano nell’effettuare il versamento a mezzo bollettino postale (recarsi in Posta, fare la fila, ecc.). Altro motivo della scarsa partecipazione dei fedeli al sostentamento dei sacerdoti è la molta confusione che si fa sull’argomento: chi paga lo «stipendio» dei preti? Molti non conoscono i meccanismi delle norme post concordatarie che regolano il sostentamento del clero; si ritiene infatti che bastino le offerte fatte in chiesa, o alla chiesa in occasioni particolari - benedizioni pasquali, matrimoni, battesimi, funerali, ecc. - per garantire quanto serve al mantenimento dei parroci, mentre invece tali offerte sono destinate a coprire le spese ordinarie e straordinarie della parrocchia.”
Chi avesse bisogno
di chiarimenti o non potesse recarsi in Posta può contattarmi direttamente
telefonando al n. 051564017. Prenderemo un appuntamento presso
*Referente per il ‘Sovvenire’
OFFRI 100
SPENDI 70
Un esempio di risparmio con l’offerta
Ecco un esempio di calcolo del risparmio fiscale complessivo per
un’offerta di 100 euro fatta da un lavoratore dipendente a Bologna con un
reddito complessivo annuo
pari a 25mila euro.
Irpef. Il primo
risparmio è questo: il reddito complessivo del donatore arriva fino allo
«scaglione» del 23%, quindi il risparmio Irpef è di
23 euro (100x23%); il secondo risparmio è che la deduzione effettivamente
spettante (in base a determinati calcoli) è di 2480
euro, senza l’offerta invece sarebbe stata di 2452 euro, aumenta quindi
di 28 euro e l’ulteriore risparmio Irpef è pari
a circa 6 euro (28x23%). Pertanto il risparmio complessivo è pari a 29 euro
(23+6).
Addizionale
regionale. L’addizionale regionale è applicata
con l’aliquota fissa dello 0,9%: il risparmio di addizionale
regionale è quindi pari allo 0,9% dell’importo donato: 100x0,9% = 0,90
euro.
Addizionale
comunale. L’addizionale comunale è applicata
con l’aliquota fissa dello 0,4%; il risparmio di addizionale
comunale è quindi pari allo 0,4% dell’importo donato: 100x0,4% = 0,40
euro.
Risparmio
complessivo: 29+0,90+0,40 = 30,30 euro (arrotondato
a 30.)
Pubblichiamo l’esortazione di Mons.
Claudio Stagni - Vescovo
delegato per il «Sovvenire» dell’Emilia-Romagna
La giornata di
sensibilizzazione che si svolge alla fine dell’anno liturgico, è
orientata a far conoscere le ragioni e le modalità delle offerte liberali per i
sacerdoti.«Siamo sempre
dietro a chiedere soldi», ho sentito dire come argomento per non
fare niente per quella giornata. Ammesso che sia anche
vero, anzitutto si deve vedere per quale motivo si chiedono i soldi ai fedeli,
che in genere gradiscono che si orienti la loro offerta a qualche finalità
utile, e sono attenti a che si renda conto del successivo uso fatto. Se si pensa che sollecitando le offerte liberali per i
sacerdoti possano diminuire quelle fatte alle parrocchie, si dovrebbe
riflettere che invece le maggiori offerte per il sostentamento libererebbero
dei fondi dell’otto per mille per finalità di culto, pastorale e carità.
Vi è poi una
ragione singolare in questa giornata: non si chiedono soldi per se stessi; o meglio,
le offerte vanno in una massa comune presso l’Istituto centrale, e vengono ridistribuite in modo uguale a tutti i sacerdoti
italiani in servizio. È questa l’unica forma di perequazione attuata per una intera categoria. Coloro che volentieri parlano di
povertà della Chiesa, dovrebbero capire che per i sacerdoti c’è già una
realtà che assicura una dignitosa sopravvivenza (con 800 euro al mese non si diventa ricchi!), e che deve essere
alimentata da coloro che hanno a cuore la vita della Chiesa. È stato calcolato
che se il 25% di coloro che vanno a Messa offrissero
in media 60 euro all’anno, non sarebbe più necessario attingere
dall’otto per mille per l’integrazione ai sacerdoti. Quando queste
offerte (anche piccole; l’obolo della vedova insegna!), saranno diventate
abituali, si potrà dire che i sacerdoti sono davvero
sostenuti dai fedeli. Qualcuno pensa che le difficoltà poste dai sacerdoti nel
valorizzare la giornata, siano favorite dal fatto che comunque
alla fine del mese l’integrazione dell’Istituto centrale arriva; da
parte dei laici si trova maggiore comprensione sulla opportunità di dare un
aiuto ai sacerdoti, affinché liberamente possano attendere al loro ministero.
Speriamo che col tempo si purifichino le precomprensioni
al riguardo, e si diffonda lo spirito di solidarietà e di comunione attorno al
quale anche questo aspetto della vita della Chiesa è
fondato.
+ Claudio Stagni