LO STERMINIO HA UN SOLO NOME. SHOAH
di Maria Carla Papi
A volte avvengono delle successioni di eventi
che sono apparentemente casuali, ma che mano a mano completano un
disegno, un discorso che riporta tutti gli uomini, in particolare
i credenti, a rimettersi in discussione.
Dopo la Settimana per lUnità dei
Cristiani, che la Chiesa celebra ogni anno a gennaio con un
giorno dedicato ai fratelli maggiori ebrei, ecco che i cristiani,
con lo spirito rinnovato dalle meditazioni sulla reciproca
fratellanza, si ritrovano a vivere il giorno della
Memoria che il mondo civile celebra il 27 Gennaio in
ricordo della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz.
Nella domenica che succede subito dopo questa data (e che questanno
cade il 2 di febbraio) è dedicata la Giornata
per la Vita e chi ha ben individuato il valore della
vita umana e la necessità di difendere la dignità delluomo
dal suo concepimento fino al momento della morte, potrà
trovare la forza di difendere sempre la vita e di
combattere con ogni mezzo tutti coloro che la minacciano.
Ricordiamo allora poche regole:
- Non dobbiamo avere timore a raccontare ai
nostri figli la verità su talune atrocità. Se tanti
ragazzi hanno sopportato sulla loro pelle i fatti, i
nostri sapranno ben sopportare le parole. L"ovatta"
non protegge dal male.
- Solo chi sa, può divenire testimone e
difensore dei diritti umani.
- Se la televisione, in luogo delle solite
sciocchezze, ci propone documenti della Memoria o
dibattiti sul fenomeno delle pulizie etniche, non
cambiamo canale, insofferenti: milioni di parole ripetute
non saranno mai sufficienti ad avvicinarci allorrore.
- Accogliamo in noi con amore quel disagio
per imparare a riconoscere i segni del sopruso e del
razzismo strisciante, per insegnarlo ai figli affinché
essi, un giorno non torcano il viso da noi
come dille Primo Levi.
- Infine, impariamo a chiamare lo sterminio
col suo nome: SHOAH e non olocausto.
- Lolocausto era lofferta di un
animale che veniva sacrificato a Dio. Ma per chi ha
perpetrato con ferocia indescrivibile la SHOAH, non cera
nessun Dio, e soprattutto, non cerano capretti,
ma UOMINI come noi.
- Anche cambiare una parola, chiamare un
fatto col suo vero nome vuol dire rispetto per la VITA.