SUOCERE E NIPOTINI

di Luigi Gozzoli

Il primo dovere di una suocera é quello di non essere invadente, sia nella educazione dei nipotini sia per altre scelte che competono ai genitori, come - ad esempio – la scelta del pediatra. Soprattutto ... non metta il dito fra moglie e marito, perché il compito di educare e far crescere i figli, possibilmente con qualcosa di cristiano nel cuore, spetta ai genitori. La suocera, quindi, per non turbare l'equilibrio di coppia, dovrebbe alimentare con delicatezza il colloquio a tre e non influire, in modo surrettizio od indiretto, sui nipotini, indifesi per definizione. Sarà bene però che questi ultimi imparino presto il rispetto amoroso verso la nonna ed il nonno. I nonni, inevitabilmente, esibiranno espressioni diverse da quelle dei genitori e, si spera, modi più severi. Se invece non usassero bonaria severità e trascurassero le sagge tradizioni della civiltà contadina, fino al punto di viziare i nipoti (come lamentano alcune nuore), allora cadremmo nella patologia senile. Circa i propri figli, le suocere dimenticano facilmente il fondamentale versetto della Genesi: "L'uomo abbandonerà suo padre e sua madre, si unirà alla sua donna e i due saranno una sola carne"(Gen 2,24). Nella Bibbia il figlio, divenuto adulto, esce dalla famiglia originaria appena possibile per formare una nuova discendenza. Si noti che anche per il laico Benedetto Croce, l’irrisolto problema che hanno i giovani é uno solo: diventare maturi. A proposito, ricordate il noto aneddoto sul pescatore? Se gli regalo una trota mangerà la sera; se gli insegno a pescare, sopravviverà tutta la vita. Sulla figura ottimale della suocera cito a memoria il Libro dei Proverbi: "Ha gestito la casa, aiutato il marito, comperata una vigna; molto attiva col fuso e la conocchia, é stata attenta nel quotidiano, ha confezionato abiti per tutti; di notte la sua lucerna rimane accesa fino a tardi"

Commento: una suocera così non ha prezzo ed il coniuge la elogia soddisfatto alle porte della città conversando con gli amici. Infine, due parole sulle vedove. Questo "mestiere" è difficile sotto tutte le latitudini. Se piange, si dà le arie; se ride, é troppo allegra! Ci chiediamo, all’inizio del terzo millennio, se la suocera - vedova (magari dalla giovinezza) possa avere una sua vita privata. Credo di sì, solo che la salute glielo permetta. Non solo allora gestirà i nipotini ma curerà proprie amicizie, attività di volontariato, collaborazioni in parrocchia. Circa l’amore se, come ha scritto Gabriele D'Annunzio: "noi conserviamo quello che abbiamo donato" non perderà mai l'affetto dei figli. In conclusione, dobbiamo ritornare alla civiltà ebraico – cristiana: valorizzare, difendere e rispettare gli orfani (che sono tanti) e le vedove (che non sono poche).Come, ai suoi tempi, esortava a fare S. Cipriano, vescovo e martire.