Carissimi Parrocchiani …

di don Carlo Govoni

Continuiamo ad esaminare quegli argomenti che oggi, per un motivo o per altro, sembrano maggiormente di attualità.

Abbiamo già riflettuto su "l’Ego", "Il Potere" e "La Sete del denaro" e ora affronteremo il tema della "Sessualità", tema molto difficile, non perché manchi l'insegnamento della fede con il quale confrontarsi, ma perché in molti battezzati è venuto a mancare il punto principale di riferimento, essendosi affievolita la fede in Dio, unico e autentico "Legislatore".

Come immediata conseguenza, chi ha smarrito la guida, si sente autorizzato ad agire come ritiene opportuno, spinto molto più dall'istinto che dalla razionalità.

Poiché l'istinto, in particolari ambiti, prevale quasi autonomamente, è ovvio che le scelte più diffuse divengano una moda, avvalorata e consacrata solo dai più.

? la frase che viene ripetuta come solenne difesa della legge personale, tanto insulsa, quanto è ripetuta.

Infatti, questa proclamazione non afferma nulla di positivo, anzi inganna insegnando un criterio di valutazione morale errato, perché "i più" non potranno mai essere garanzia di un buon risultato.

Se i più sbagliano, l'errore diventa gigantesco, ma non diventerà mai giustizia e verità.

La Sessualità è patrimonio della persona, come lo sono del resto anche i sensi che presiedono le varie funzioni umane, ma è lecito porre una domanda: "Perché la sessualità è diventata tanto prevalente da assumere le dimensioni di un idolo?"

Una volta si diceva che se Dio non avesse creato con la sessualità il piacere di procreare, l'umanità non esisterebbe più; chi mai. Infatti - ci si chiedeva - avrebbe accettato prima la fatica e il rischio di generare e poi la fatica e il rischio di crescere dei figli con tutti sacrifici e le preoccupazioni che comportano?

Perché allora la visione della sessualità è cambiata così radicalmente?

Oggi più che di sessualità – a dire il vero – si parla più frequentemente di "erotismo", ma la sessualità è un dono che Dio ha fatto alla natura dell'uomo per il conseguimento di un fine: la procreazione.

L'erotismo invece è l'esaltazione del piacere fine a se stesso.

In questi termini si può affermare che il dono divino è diventato solo un mezzo per soddisfare i propri istinti materiali, commettendo così sempre un maggior numero di peccati dal momento che l’uso del dono di Dio non è certo conforme al ruolo che Egli gli aveva assegnato secondo la Sua volontà e il Suo progetto!

Dio però non ha creato una cosa così importante come la sessualità alla guisa di una mina vagante che esplode quando viene urtata!

La teologia afferma che per evitare questa probabilità e per tenere a freno la passione, ha dotato l'uomo di un dono particolare: "il tranquillo dominio della volontà sui sensi".

Ora, se l’uso di questo dono (il dominio) è venuto meno, significa che un evento ne ha provocato la perdita, rompendo quell'equilibrio che il Creatore aveva donato all'intelligenza e alla volontà dell'uomo.

La causa della rottura di questo equilibrio che nel passato era chiamato "vulnus" è il peccato originale.

Quando accidentalmente si rovescia un barattolo di vernice su di un pavimento lucido, quel liquido, prima contenuto e sigillato accuratamente e che aveva un suo equilibrio, una volta rovesciato e sparso sul pavimento, ha generato il danno (squilibrio).

Se la posizione originaria del barattolo era di ordine, a causa del mutamento intervenuto, la nuova posizione è di totale disordine, pur essendo sempre lo stesso materiale e la stessa quantità.

La volontà, purtroppo, ridotta nella sua efficienza dal peccato originale, non essendo in grado di esercitare un necessario freno sulla passione, ha favorito un aumento progressivo dell'esigenza del sesso fino a divenirne schiavi, considerandolo come un Idolo e arrivando persino a forme di comportamento parossistiche.

Questo degrado avviene generalmente nei momenti in cui, per la diminuzione della fede e della grazia divina, la volontà è debole e non può più fungere da argine e, di conseguenza, prevalgono e vincono le passioni.

La questione più difficile, quindi, è sempre quella: come applicare le leggi di Dio (comandamenti) nelle varie circostanze della vita?

Forse non tanti conoscono e ricordano a memoria tutti in fila i dieci comandamenti - che di fatto sono regole formulate appositamente da Dio per indicare un sentiero percorribile dall'uomo, perché viva senza fare il male – ma la cosa più importante è quella di applicarli ogni giorno.

Dato il tema che affrontiamo questo mese, prendiamo come esempio il sesto comandamento: ‘Non commettere atti impuri’. Questo comandamento prescrive che il sesso debba avere come precipuo fine la procreazione con il dono di sé che due persone fanno uno all’altra con il compiacimento di Dio. Se invece il fine è solo lasciarsi andare alle passioni, ogni gesto diviene ‘impuro’ e, inoltre, non è più ‘dono’ perché diventa solo una prepotente soddisfazione dell'egoismo.

Dire: "Ma noi ci amiamo" per dare una spiegazione, può essere un inganno fatale.

Probabilmente l’incapacità di superare le difficoltà che si riscontra in tante coppie sposate, dipendono da una volontà debole che non si è esercitata, durante il fidanzamento, quando non si è stati capaci di rinunciare ‘per scelta’ ai cosiddetti rapporti pre-matrimoniali.

Questa considerazione ha un fondamento concreto, perché si sa che l'esercizio delle rinunce rende la volontà capace di superare le difficoltà più ardue!

Spesso si sente affermare che il sesso è l'espressione più intensa dell'amore, ma nessuno sa riconoscere e distinguere il confine tra l'amore e l'eros.

E se la cosiddetta intensità fosse solo un'espressione di un’attrazione fisica che non ha nulla a che vedere con l’amore?

In questo caso i protagonisti correrebbero il rischio di ritenere che in futuro, come infatti molti pensano, i problemi della vita possono essere risolti in questo modo.

Se ciò fosse vero, il gran numero di divorzi si ridurrebbe o addirittura scomparirebbe, dati i ritmi vigenti concessi all’Eros.

I problemi invece non si risolveranno mai con il sesso, ma con la presenza di un amore generato da persone mature, in grado di capirsi, dopo assennate valutazioni.

Gli scambi interpersonali, se basati solo sul sesso, sono simili al dono di bellissimi cofanetti ... vuoti, all’apertura dei quali si resta amaramente delusi!

C'è chi ritiene che l'uomo, in quanto essere pensante e libero, possa inventare e praticare vie nuove, anche se in contrasto con la volontà di Dio insegnata dalla Chiesa, ma queste vie nuove conducono diritte al baratro ... Quante volte si è costretti a dire: "Se l’avessi saputo prima, avrei agito diversamente ..." e allora non sarebbe più saggio ... stare dalla parte dei bottoni e non avventurarsi mai fuori dalla legge del Signore?

Nelle scelte sbagliate è decisiva la spinta del super-ego (o del cieco egoismo).

Riflettiamo!