LA CASTITÀ

 

di Luigi Gozzoli

Per cercare di capire il concetto biblico di purezza bisogna riflette:re sul testo di Matteo (51,8): "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio". Che: significa? L'evangelista Giovanni scrive che "Dio,nessuno l'ha mai visto" .Ma non c'é contraddizione. Nel linguaggio dei salmi vedere Dio significa gustare la sua grazia e godere nell'intimo della sua presenza. D'altra parte, quando Pietro, Giacomo e Giovanni salgono sul Tabor, "vedono" la gloria del Padre sotto forma del Figlio Gesù, bello e luminosissimo. La stessa cosa succede a chi si confessa: guarda con lo spirito dentro di sé e sente la grazia divina. Quanto alla citata frase di Giovanni (Prologo 1:, I8) - "Dio,nessuno l'ha mai visto"- significa che l'essenza intima di Dio non la conosce nessuno.

Ci potremo avvicinare ad essa in paradiso, secondo il grado della nostra santità. In questo senso va interpretata anche l'altra frase:"non si può vedere Dio e restare vivi".(Esodo 33,20). Circa il Padre, l'apostolo Filippo, tipo alla san Tommaso, fa a Gesù questa modesta proposta: "Mostraci il padre e ci basta" .Risposta autentica e definitiva: "Filippo .é tanto tempo che sono con te e non hai ancora capito: chi vede me vede il Padre." Ma torniamo al concetto di purezza biblica. Ai tempi di Cristo il giudaismo insisteva molto sulla purezza rituale: bisognava lavarsi le mani prima dei pasti ed in molte altre circostanze. In tal modo si dava agli altri l'impressione esteriore: di essere puliti ed ossequienti alla Torah (La Legge). Tant'é vero che Gesù si arrabbiò di brutto:"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto!

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità" (Mt 23,25-26)

Commento: si tratta di maledizioni gravi perché la purezza esterna, senza carità, resta infeconda e, al limite, ornamentale. In qual modo Gesù spiegò ai suoi interlocutori la vera purezza? Prima di tutto vivendola e prediligendo il discepo1o che più la connotava, Giovanni. In secondo luogo perfezionando la catechesi rabbinica del A.T.: "Avete inteso che fu detto: non praticherai l'adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso con essa adulterio nel suo cuore" (Mt 5.28)

Vuol dire che il peccato nasce dal desiderio.

È la nota "concupiscenza degli occhi", citata da Giovanni evangelista nella sua prima lettera (2,I6). Non é fatta naturalmente da un semplice sguardo, casuale e perciò incolpevole, ma si tratta di compiacimento intrigante ed insistente.

Due esempi: re Davide vede Betsabea fare il bagno, si invaghisce della sua bellezza, la chiama a corte, ha un figlio con lei e, per completare l'opera, ordina di uccidere il povero Uria, marito ed onesto soldato. (2 Sam 11,2 e segg.)

La casta Susanna, sposa di Joachim, ha la sfortuna di incontrare due torbidi vecchi (Dan 13,20) che la insidiano. Avendo difeso la propria purezza, i due vecchi l’accusano con delle menzogne, e viene condannata a morte, ma alla fine trionfa la verità e viene assolta.

Una storia che richiama quella ancora più drammatica di Santa Maria Goretti, morta per aver difeso la sua verginità.