"LIBERTÀ VA CERCANDO ..." *

…PERDENDO VA RAGIONE

di Serena Polombito

Tizio è stanco della routine del suo matrimonio e della donna che ha sposato, intorno a lui ci sono ragazze più giovani e interessanti, vuole essere libero, libero di fare nuove scelte, perché qualcuno o qualcosa dovrebbe impedirglielo?

Caio è irritato dall’improvviso sciopero degli autobus e per sfogare la rabbia suscitata dalla vana attesa, decide di spaccare la prima vetrina che gli capita a tiro. Caio si sente libero di farlo, anzi gli sembra proprio la giusta compensazione al danno che ha subito.

Sempronia scopre, suo malgrado, di aspettare un bambino, un bambino scomodo che limiterebbe la sua libertà, meglio non farlo nascere …

Pomponia, invece, un bambino lo vuole a tutti i costi, è disposta a sperimentare qualunque sistema pur di raggiungere il suo scopo, si sente in diritto di avere un figlio, gli eventuali embrioni congelati prima ed eliminati poi, non sono un problema suo, perché a lei dovrebbe essere negata la maternità?

Perché entrambe queste donne non dovrebbero avere piena libertà di scelta?

E quel nonno, ormai privo di senno, che vegeta tra la poltrona e il letto, soffrendo per le sue condizioni nei rari momenti di lucidità e che toglie tanta libertà a chi gli vive accanto, perché non eliminarlo con una pietosa puntura, per il bene di tutti?

Tanzi di soldi ne aveva proprio tanti, le sue aziende erano floride e produttive, ma questo non gli bastava e voleva di più, sempre di più, si è sentito libero di ingannare, truffare, speculare, di annientare i risparmi di tanti onesti lavoratori, ma perché? Per arrivare dove? Per avere cosa?

Potrei proseguire chissà quanto:

scienziati che non accettano barriere alla loro sperimentazione,

giovani che non accettano di disciplinare comportamento e orari,

lavoratori che non accettano norme contrattuali,

tifosi che non accettano la sconfitta della squadra del cuore,

ci si ribella persino alla nebbia che impedisce il decollo dell’aereo …

Ascoltando le notizie che il telegiornale trasmette ogni giorno, mi domando: "Ma dove sono la ragione, l’intelligenza, la volontà, il buon senso….possibile che non ne sia rimasta più traccia in nessuno? Possibile che la gente ritenga davvero di poter fare tutto, proprio tutto, quello che vuole, sempre e comunque, senza domandarsi dove e quando sia lecito fermarsi?"

Il dizionario della lingua italiana, alla voce libertà, recita: "stato di autonomia essenzialmente sentito come diritto e come tale garantito da una precisa volontà e coscienza di ordine morale, sociale, politico."

Credo sia evidente per tutti come nel comportamento generale siano poche le tracce di coscienza e consistente, invece, il disordine sia morale, sia sociale, sia politico.

E ancora mi domando: "In queste scelte di libertà incondizionata, noi cristiani, il Signore dove lo abbiamo relegato? Noi che abbiamo ricevuto il Battesimo, ci siamo dimenticati di essere figli di Dio? Noi che, bimbi emozionatissimi, accogliemmo in noi Gesù Eucaristia, promettendogli tutto il nostro amore, allora davvero sincero, e poi cresciuti abbiamo continuato a riceverlo con amore forse affievolito, ma senza smettere di domandargli grazie su grazie, ci sentiamo davvero coerenti e corretti? Noi che abbiamo ricevuto anche lo Spirito Santo il giorno della Santa Cresima e con fiera convinzione ci siamo proclamati soldati di Cristo (i più vecchi), o Suoi testimoni (i più giovani), ma tutti ugualmente pronti a difenderLo, per difendere la nostra Fede, noi che oggi ci ricordiamo a malapena i comandamenti o pretendiamo di interpretarli a nostro uso e consumo, da quanto tempo non facciamo un serio esame di coscienza? Quando diciamo convinti: - io, in coscienza, mi sento…- abbiamo prima pensato di confrontare con la volontà del Signore quello che in coscienza ci sentiamo?"

Eppure il Signore ha parlato chiaro; i Suoi comandamenti sono una guida precisa per il buon funzionamento del mondo e coerenza vuole che, se cristiani si è, da cristiani si viva. Non è neanche difficile vivere da cristiani, può sembrarlo quando si giudica dal di fuori, quando si vanno a cercare altre religioni alla ricerca di chissà quali paradisi, ma se si trova il coraggio iniziale di riaprire con il Signore un discorso interrotto senza sapere bene come, né quando, né perché, allora la vita apparirà in una luce diversa, senza dubbio migliore, le difficoltà non eliminate, ma facilitate, perché non più soli ad affrontarle, si diventerà a poco a poco, un po’ più buoni, un po’ meno litigiosi, un po’ più rispettosi, un po’ più generosi, molto più fiduciosi, molto più sereni.

Il Signore ha promesso: "Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto." (Mt. 7,7) È cosa certa: il Signore, quando promette, mantiene.

 

*(Dante – Purgatorio Canto 1 v. 71)