QUARTO PATÉ

 

di Francesca Citossi

Aveva ragione Orson Welles?

In breve, oltre ai tradizionali tre poteri garantiti in tutte le democrazie (legislativo del Parlamento, giudiziario della Magistratura ed esecutivo del Governo) che tengono in piedi il nostro e (dovrebbero) altri paesi ce n’ è veramente un Quarto?

Noam Chomsky sostiene che gli organi di informazione veicolano quel che è già deciso debba essere informazione. In sostanza nella realtà si susseguono eventi che vengono poi filtrati e a noi giungono notizie, idee, teorie, suggerimenti, tutto filtrato. Quindi, poiché le nostre informazioni sono incomplete le nostre azioni saranno basate su percezioni alterate. La conseguenza maggiore, ovviamente, riguarda la vita pubblica e le scelte sociali, a partire dall’esercizio del voto. Viviamo in un mondo di imperfetta informazione, quindi le nostre azioni sono imperfette.

Si può provare a fare un esperimento. Cosa succede, ora, nel mondo?

Lo Tzunami.

Va bene, a parte lo Tzunami, cosa viene in mente?

Le circa 70 guerre in corso (sì, ma dove?) nel mondo (assumiamo che più o meno gli eventi nazionali siano noti, ma non è vero!), il sospetto genocidio in Darfur, la pace firmata in Sud Sudan, la precaria situazione in Afghanistan, le elezioni in Iraq a fine gennaio costellate di continue esplosioni, i problemi della Somalia, i circa 20.000 rifugiati che dal Congo fuggono in Uganda, le locuste e la siccità della Mauritania, la crisi della Costa d’Avorio, la faticosa ricerca di democrazia della Liberia, la pericolosa instabilità di Haiti e Kosovo, i costanti e immutati problemi dell’Autorità Palestinese e molto altro?

Da 0 a 10 azzeccato qualcosa? Questi sono eventi macroscopici, e il resto?

Negli anni Settanta l’editore del principale quotidiano di Santiago del Cile, El Mercurio, era un caro amico del presidente Nixon che indottrinava i Cileni sui mali della presidenza Allende. Negli Anni Ottanta (non solo, vedi crisi Argentina nel 2002) era pratica comune per i governi dell’America Latina alterare i dati di inflazione e disoccupazione per non turbare l’opinione pubblica. La Grecia ha recentemente falsificato i suoi conti pubblici per poter rientrare nei parametri di Maastricht  e rimanere così nell’Unione Europea.

Viene quindi spontaneo chiedersi: quanto è grande la differenza tra la realtà, quel che veramente succede e quello che arriva a noi? In gergo si chiama “effetto CNN”. Cioè quello che la televisione fa vedere accade, il resto no. Quante volte si sente “la televisione non ne parla?”. Il fatto che la televisione o i giornali non menzionino un evento significa forse che non accada o non sia rilevante?

Il fatto che i prodotti televisivi siano mediamente scadenti non è una novità per nessuno. La stampa e i mezzi di comunicazione in generale subiscono limitazioni di tipo economico e politico.

Qual è quindi la soluzione per evitare di essere menati per il naso? Diversificare le fonti è un buon contraccettivo al proliferare di leggende metropolitane, panzane governative e dell’opposizione, attività di gruppi d’interesse che, come dice la parola stessa, fanno i loro interessi, appunto. Leggere buoni libri sarebbe simpatico. Informarsi presso fonti competenti sarebbe una buona mossa. Attingere a fonti primarie garantisce il formarsi di un’opinione personale (quanti hanno effettivamente letto la legge sulla procreazione assistita? Le motivazioni della Corte Costituzionale per i 4 referendum?)

Se i mezzi d’informazione fossero effettivamente informativi, trasparenti e indipendenti la Parmalat sarebbe crollata 10 anni fa, molte dittature non avrebbero proliferato, le industrie del tabacco non avrebbero fatto tanti morti e tante catastrofi naturali sarebbero evitate. Tzunami compreso.

Chi accetterebbe di farsi imboccare con cibo per cani da qualcuno che sostiene essere paté di prima qualità? Di questo si tratta, continuare a farsi infinocchiare o meno. Il menù si può scegliere, basta leggere. In tempo di guerra si chiama propaganda, in commercio pubblicità, in termini sociali pettegolezzo, in letteratura fiction, in diritto reato. Le notizie più censurate si trovano sul sito www.projectcensored.org. Un’opinione personale sgradita ai più ma basata su informazioni di prima mano è più dignitosa, rispettabile e coraggiosa di opinioni condivise da milioni di persone costruite sul sentito dire e l’approssimazione.

Fatti non fummo per viver come bruti...