Carissimi Parrocchiani …

                                                                di don Carlo Govoni         

 

Come ben sapete hanno già avuto inizio in Parrocchia  i programmi che ci siamo proposti, per aderire alle sollecitazioni del Papa e dei Vescovi.

 

L'adorazione  Eucaristica  fissata ogni prima domenica del mese fra le due messe del mattino, ha avuto il suo avvio con una mia nascosta preoccupazione: temevo di rimanere in chiesa per tutto il tempo, perché avendolo deciso nel mese di dicembre, non c’era stato molto tempo per parlarne ed ero convinto che non venisse nessuno, anche perché eravamo ancora a ridosso delle vacanze natalizie.

Con mia grande meraviglia e gioia, ho constatato che alcune  persone sono rimaste subito dopo l’esposizione del SS.mo Sacramento e poi, per tutto il tempo dell'adorazione, altre si sono alternate a pregare.

 

Lectio divina. Anche questo programma è partito, lunedì 10 gennaio e naturalmente, anche per questo nuovo progetto avevo molti timori e dubbi.

Ancora  una  volta  il mio pessimismo è stato smentito, infatti, tenendo conto del freddo e dei malanni di stagione, il gruppetto degli intervenuti era superiore ad ogni favorevole previsione.

Incoraggiato da queste presenze, ho fatto la presentazione del Vangelo di Matteo e letto una parte del primo capitolo, suscitando riflessioni di una certa intensità spirituale. Dopo tutto, che sia il caso di affermare: "Dio lo vuole?"

È un'espressione retorica, perché sappiamo, con certezza che ogni passo compiuto dall'uomo verso di Lui è da Lui voluto e amato.

Spero perciò che la Lectio Divina divenga un piacevole appuntamento e, assieme all’Adorazione Eucaristica, possa essere per molti un luminoso sole di Vita che illumina il cammino della nostra Comunità.

 

In quanto all’Adorazione eucaristica, vorrei soffermarmi con qualche riflessione.

Richiamo per questo, una frase di Giovanni Paolo II: « … ci viene chiesto di credere che Gesù, figlio di Dio e di Maria, si rende presente con l'intero suo essere umano e divino, nel segno del pane e del vino.»

Credendo a questa verità si crede e si afferma la presenza della Sostanza del Corpo e del Sangue di Gesù nell' augusto Sacramento dell'Eucaristia.

Gesù, dunque, è presente in anima e corpo nel Pane consacrato, cioè con la consacrazione la sostanza naturale del pane e del vino diventano sostanza del Corpo e del Sangue di Gesù.

Questo miracoloso cambio di sostanza è detto con un termine difficile ma preciso: transustanziazione.

 

Se considerato emotivamente, questo miracolo è talmente portentoso e superiore ad ogni altra azione divina conosciuta, da sembrare quasi impossibile, tuttavia giova ricordare che, anche ciò che per noi è fuori dai limiti della nostra comprensione, per Dio è una cosa ovvia e semplice.

Questo è il motivo per cui noi dobbiamo ricorrere alla fede per credere alle opere che Lui  ha compiuto, quando a noi sembrano impossibili.

Infatti, il catechismo di Pio X – che si studiava in preparazione della prima comunione - alla domanda: cosa non può fare Dio? risponde: «Dio non può fare il male perché non può volerlo, essendo bontà infinita.»

Un’altra riflessione meravigliosa e consolante è questa: Gesù ha istituito questo Sacramento per rimanere con noi fino alla fine del mondo, amico sempre disponibile ad accogliere ogni  nostra  difficoltà  e a camminare come compagno al nostro fianco verso l'eternità.

 

Forse qualche volta abbiamo pensato a tutte le anime buone che con semplicità adorano Dio ripagandolo con riconoscenza per il dono di sé che Egli ci ha fatto, ma non dimentichiamo tutta l'indifferenza che tante anime gli dimostrano ignorando la Sua presenza nel tabernacolo!Senza contare, poi, tutte le profanazioni fatte da quelle anime che lo ricevono indegnamente (cioè senza essere in grazia) e anche per le profanazioni compiute con i furti delle particole consacrate! (Esperienza amara che anche la nostra comunità ha vissuto tanti anni fa nell' oratorio  delle Suore di via Borselli, mentre eravamo in attesa di costruire l'attuale chiesa.)

 

Preghiamo, dunque, davanti al SS.mo Sacramento, chiedendo perdono a Dio per tutte le offese che riceve e chiedendogli di aiutare tutte le anime a non offenderlo più. Io prego che nella nostra Comunità si rafforzi sempre più l’Amore per Gesù Eucaristia, dono del Padre per la nostra salvezza.

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N.d. R. – A proposito di quanto detto sull’opportunità di conoscere sempre più la Parola di Dio, rimandiamo il lettore alla Rubrica: La Parrocchia nel mondo che cambia di M. Craboledda.