Il Magistero del Vescovo
«LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO È TROPPO
POCO
»
di
Maria Carla Papi
In
molti paesi europei, in particolare in Francia,
in Spagna
(recentemente) e nei paesi scandinavi, il laicismo è molto diffuso
e l'accettazione dei suoi principi ha fatto sì che lo stato
assumesse posizioni culturalmente opposte a quelle delle
religioni.
In
questi paesi, a sentir loro, i laicisti si considerano portatori
di un'ideologia che non intralcia i diritti dei vari culti
religiosi.
Ma
vediamo bene che non è così e, dopo la tiepida difesa di pochi
cattolici riguardo le radici cristiane in Europa, si è visto
dilagare sempre più senza argini, linfiltrazione di
unideologia che non può portare nulla di buono.
In
Italia,
almeno rispetto a certi Paesi, la situazione si presenta ancora
un po diversa, perché il cattolicesimo è fortemente
radicato nella sua cultura: . influisce in ciò, ovviamente, la
presenza entro i confini dello stato della Città del Vaticano, con la quale
l'Italia ha stipulato e rinnovato accordi di forte integrazione (Patti Lateranensi, Concordato),
la cultura politica (ora frammentata, confusa e diluita) ispirata
ai valori cristiani che è perdurata per quasi tutta la seconda
metà del XX secolo e anche una forte tradizione di associazionismo cattolico,
rappresentata principalmente dalle ACLI,
dall'Azione Cattolica e dall'AGESCI,
entrambe impegnate a livello educativo.
Ciò
fa sì che nell'ordinamento civico ancora (ma chissà fino a
quando) si accettino norme alle radici culturali cattoliche.
Ciononostante,
ogni giorno vediamo scalpitare i diversi protagonisti della
politica davanti alle conferme che
D.:Monsignor
Caffarra,
R.
[...] È il Vaticano II a impegnare
D.
Quali sono i pericoli che lOccidente si trova a
fronteggiare? Il nichilismo, il relativismo etico, il confronto
con lIslam?
R.
«LIslam è un reagente. La vera questione è che
luomo per la prima volta ha il potere di ridefinire i
contenuti essenziali della sua stessa umanità, ritenendo che non
esista nessuna verità circa il bene delluomo che non sia
il prodotto del consenso sociale; pensando e vivendo la propria
libertà come il potere di determinare la verità di sé, e di
ridisegnare la sua propria natura. Ma nulla è più contrario di
questa visione ai dati originari del vissuto umano. La gente in
questa situazione diventa sempre più pubblicamente religiosa,
nel bene e nel male (penso ai fondamentalismi). Ora, pensare che
il tutto si debba ancora risolvere con la separazione tra
religione e vita pubblica, chiudendo la fede nel privato della
coscienza dei singoli, è un residuo del passato. La cultura
della separazione mi pare obsoleta. Ripetere oggi libera
Chiesa in libero Stato è troppo poco». [...]
D.
Esiste in Italia un pregiudizio anticattolico?
R.:
«Credo si possa notare unattitudine anche (non solo)
pregiudiziale di inimicizia verso
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Lintervista di Aldo Cazzullo è stata
pubblicata sul sito del Corriere della Sera