Il Magistero del Vescovo

«LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO È TROPPO POCO…»

di Maria Carla Papi

In molti paesi europei, in particolare in Francia, in Spagna (recentemente) e nei paesi scandinavi, il laicismo è molto diffuso e l'accettazione dei suoi principi ha fatto sì che lo stato assumesse posizioni culturalmente opposte a quelle delle religioni.

In questi paesi, a sentir loro, i laicisti si considerano portatori di un'ideologia che non intralcia i diritti dei vari culti religiosi.

Ma vediamo bene che non è così e, dopo la tiepida difesa di pochi cattolici riguardo le radici cristiane in Europa, si è visto dilagare sempre più senza argini, l’infiltrazione di un’ideologia che non può portare nulla di buono.

In Italia, almeno rispetto a certi Paesi, la situazione si presenta ancora un po’ diversa, perché il cattolicesimo è fortemente radicato nella sua cultura: . influisce in ciò, ovviamente, la presenza entro i confini dello stato della Città del Vaticano, con la quale l'Italia ha stipulato e rinnovato accordi di forte integrazione (Patti Lateranensi, Concordato), la cultura politica (ora frammentata, confusa e diluita) ispirata ai valori cristiani che è perdurata per quasi tutta la seconda metà del XX secolo e anche una forte tradizione di associazionismo cattolico, rappresentata principalmente dalle ACLI, dall'Azione Cattolica e dall'AGESCI, entrambe impegnate a livello educativo.

Ciò fa sì che nell'ordinamento civico ancora (ma chissà fino a quando) si accettino norme alle radici culturali cattoliche.

Ciononostante, ogni giorno vediamo scalpitare i diversi protagonisti della politica davanti alle conferme che la Chiesa non può non dare al popolo dei credenti, riguardo quei principi immutabili che debbono guidare la vita di chi voglia proclamarsi realmente cristiano. A questo proposito eco cos’ha risposto in un’intervista del Corriere della Sera il nostro Arcivescovo Mons. Carlo Caffarra:

 

D.:Monsignor Caffarra, la Chiesa è accusata di invadere la sfera della politica. I vescovi non sono mai stati così influenti come ora, neppure ai tempi della Democrazia cristiana. Non è forse così?

R. [...] È il Vaticano II a impegnare la Chiesa a essere “realmente e intimamente solidale con il genere umano e la sua storia”; per questo rivendica la libertà di esprimere il suo giudizio morale sulla realtà umana; poiché la sua missione la abbraccia tutta. Se per influenza si intende il fatto che il magistero della Chiesa entra sempre più profondamente ed estesamente nel vissuto umano, allora sì: la Chiesa è sempre più presente; ed è un bene, visto che in Occidente l’uomo si trova a fronteggiare pericoli che mai aveva corso prima d’ora. Se invece si intende che la Chiesa opera nelle istituzioni pubbliche in contrasto con le proprie finalità e in modo scorretto, lo escludo». [...]

D. Quali sono i pericoli che l’Occidente si trova a fronteggiare? Il nichilismo, il relativismo etico, il confronto con l’Islam?

R. «L’Islam è un reagente. La vera questione è che l’uomo per la prima volta ha il potere di ridefinire i contenuti essenziali della sua stessa umanità, ritenendo che non esista nessuna verità circa il bene dell’uomo che non sia il prodotto del consenso sociale; pensando e vivendo la propria libertà come il potere di determinare la verità di sé, e di ridisegnare la sua propria natura. Ma nulla è più contrario di questa visione ai dati originari del vissuto umano. La gente in questa situazione diventa sempre più pubblicamente religiosa, nel bene e nel male (penso ai fondamentalismi). Ora, pensare che il tutto si debba ancora risolvere con la separazione tra religione e vita pubblica, chiudendo la fede nel privato della coscienza dei singoli, è un residuo del passato. La cultura della separazione mi pare obsoleta. Ripetere oggi “libera Chiesa in libero Stato” è troppo poco».  [...]

D. Esiste in Italia un pregiudizio anticattolico?

R.: «Credo si possa notare un’attitudine anche (non solo) pregiudiziale di inimicizia verso la Chiesa cattolica. Sì, credo proprio lo si possa dire». [...]

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§         L’intervista di Aldo Cazzullo è stata pubblicata sul sito del Corriere della Sera