LO
SPORT, QUELLO VERO!
di
Serena Polombito
Anni fa, proprio
sulle pagine del nostro bollettino, raccontavo la mia visione
ideale dello sport: uno sport fatto di correttezza, di lealtà,
di rispetto delle regole e di capacità di apprezzare il valore
dellavversario. Idee che io custodisco ancora gelosamente
nel mio cuore e di cui sono profondamente convinta, ma che fanno
sorridere, se non proprio ridere, i più, avvezzi ormai ad un
mondo sportivo dove vince non chi merita, ma chi fa maggior uso
di sostanze illecite, non chi si impegna, ma chi ha più soldi,
dove le squadre si conquistano la promozione non sul campo, ma a
colpi di battaglie legali o di porti occupati. (Vedi Messina-luglio
2005) Che tristezza!
Sempre meno mi interessano
i risultati delle gare, perché non so più che valore attribuire
alla vittoria, che troppo spesso alata non è.
Come la
televisione, anche lo sport è spazzatura, ma come tra i molti
brutti e sciocchi programmi
televisivi
sopravvive qualche buon programma, così anche nello sport
qualcosa di sano cè ancora. Ad Aosta si svolge ogni anno
un torneo nazionale di minibasket che, poiché inizia il 2 e
termina il 6 gennaio, si chiama Torneo della Befana.
Vi partecipano
squadre provenienti da tutte le regioni dItalia e gli
atleti hanno 9/10 anni.
Per ragioni
familiari, da tre anni ho anchio la fortuna di assistervi e
garantisco che è uno degli avvenimenti sportivi più belli che
mi sia stato dato di conoscere.
I mini atleti che
si confrontano hanno, tra loro, caratteristiche diversissime,
giocano insieme bimbi e bimbe, dotati o no, qualcuno ancora
acerbo nella sua crescita, qualcuno tracagnotto e ben piantato,
ben saldo a terra anche quando il gioco richiederebbe slancio ed
elevazione sotto canestro; qualcuno già con una certa visione
del gioco e qualcuno invece che guarda con occhio smarrito il
campo, non sapendo dove posizionarsi o dove lanciare la palla,
qualcuno che cade e si rialza velocemente, qualcuno che cade e....piange.
Così è il minibasket: e questanno ho visto giocare con il
massimo impegno, e con un certo successo, anche un bimbo insulino-dipendente
ed un bimbo focomelico, quando questultimo ha realizzato un
canestro, lapplauso è stato scrosciante.
I così detti
avversari sono tutti amici, che sfilano insieme per il centro di Aosta,
nella cerimonia dapertura, che pranzano e cenano insieme
nella caserma degli alpini e che la vigilia della finalissima
giocano appassionatamente sulla neve, in uno dei tanti parchi per
i giochi, adatti a tutte le età, predisposti sugli splendidi
monti intorno ad Aosta. Come va a finire?
Finisce che il
pomeriggio del 6 gennaio