Il
Presidente del Movimento per
194
: UNA LEGGE CHE NON DIFENDE
A
cura di Maria Carla Papi
ROMA, giovedì,
12 gennaio 2006:- Nellambito dellindagine conoscitiva
sullapplicazione della legge 194/78, martedì 10 gennaio,
Carlo Casini, Presidente del Movimento per
Il Presidente del
MpV ha spiegato che lattuale legge 194 viene ampiamente
disattesa soprattutto per quanto riguarda la prevenzione
allaborto, mentre attraverso i Centri di aiuto alla Vita (CAV)
è stato possibile salvare dallaborto 70.000 bambini.
Casini ha
affermato che è possibile evitare laborto
anche quando è in corso una gravidanza difficile o non
desiderata. Non è vero che quando una donna è orientata nel
senso della interruzione volontaria di gravidanza (I.V.G.) la sua
decisione è immodificabile.
Dallesperienza
dei CAV risulta che la maggioranza delle mamme, che poi hanno
fatto nascere il loro bambini, aveva già in mano il
documento che le autorizzava ad effettuare linterruzione di
gravidanza. La loro volontà di abortire era stata
formalizzata persino in uno scritto da loro firmato. Molte
avevano già fissata la data per lintervento. Qualcuna era
già ricoverata in ospedale.
In merito alla
mancata attuazione della prevenzione allaborto, Casini ha
precisato che nell'80% dei casi non solo alla donna
non viene prospettata alcuna alternativa all'aborto, ma non viene
neppure chiesto il motivo della sua intenzione. Spesso l'incontro
con il personale del consultorio è vissuto come una
sollecitazione all'aborto. Tra le cause della
propensione allaborto, Casini ha menzionato le difficoltà di
ordine economico e più in generale la solitudine. Per questo i
CAV propongono il metodo della condivisione, e spiegano che le
difficoltà della vita non si superano sopprimendo la vita, ma
superando insieme le difficoltà.
Indicativo di
questo, a suo avviso, è il fatto che quando la propensione verso
lInterruzione Volontaria della Gravidanza è superata, la
donna manifesta sempre sentimenti di gratitudine verso le
persone che lhanno aiutata. I CAV testimoniano che questa espressione
di riconoscenza è presente nel 100% delle situazioni in cui è
avvenuto il parto. Secondo il Presidente del MpV basterebbero pochi
spot televisivi per salvare migliaia di
bambini.
A questo riguardo,
ha proseguito, è particolarmente probante lesperienza del
servizio telefonico SOS Vita. Ogni qual
volta il numero è ricordato in un messaggio televisivo le
richieste di aiuto aumentano di 5 volte
nellItalia settentrionale e di 9 volte
nellItalia meridionale.
Ciò
dimostra lesistenza di un bisogno reale, di un vuoto da
riempire. Di fronte a questa evidenza la insensibilità delle
strutture pubbliche è inaccettabile, ha osservato
Casini.
Una conferma
della scarsa attenzione agli aspetti di prevenzione sembra
potersi ricavare dalla frequenza delle dichiarazioni di urgenza
nei primi tre mesi di gravidanza. Con il trattamento di urgenza
infatti si evita lintervallo di 7 giorni tra
lautorizzazione alla I.V.G. e lintervento previsto
dalla legge. Nella logica preventiva della legge infatti il
termine di 7 giorni è destinato al ripensamento in vista
di una auspicabile prosecuzione della gravidanza.
Il Presidente del
MpV ha quindi elencato le diverse misure previste dalla legge 194
e che sono state ampiamente disattese: la tutela
sociale della maternità; la tutela
della vita umana fin dal suo inizio; il divieto
di usare laborto come mezzo di controllo delle
nascite e il superamento delle cause
che potrebbero indurre allI.V.G..
E ancora: la valorizzazione
del volontariato a servizio della maternità; la valutazione
delle circostanze che inducono allI.V.G.; la promozione
di interventi atti a sostenere la donna in direzione della
prosecuzione della gravidanza; lattesa
di almeno 7 giorni prima dellintervento e ladozione
di misure idonee a salvaguardare la vita del feto.