IL VOTO DI UBBIDIENZA/2

di Luigi Gozzoli

La volta scorsa abbiamo parlato del principio di ubbidienza nella Chiesa. Adesso affrontiamo il medesimo problema visto all'interno della famiglia. Infatti, molti genitori si angosciano perché i figli oggi non danno più retta a nessuno. Inzuppati di consumismo, suggestionati dal branco, conquistati dalle ideologie laicistiche imperanti e dai cattivi maestri vanno via per tangenti pericolose correndo molti rischi. In realtà, specie se fuori controllo, questa situazione si risolve in un falso problema perché gli adolescenti non seguono ciò che sentono dire ma imitano quello che vedono fare. Dobbiamo perciò risalire a monte e cioè alla coppia. Se si mantiene: sana ed unita, nonostante possibili litigi, i figli crescono bene onorando i genitori ed i loro consigli. Però ci sono eccezioni alla regola, provocate dal Maligno: genitori degnissimi e pii, si ritrovano, senza una ragione: apparente, figli scapestrati. Non sarà perché li hanno coccolati con troppo buonismo? A maggior ragione,se la coppia é sbilanciata, i primi a risentirne sono proprio i giovani, esposti allo sbando. Ci chiediamo perciò: chi deve comandare nella coppia? Tutti e nessuno? La giusta risposta la dà S. Paolo nella lettera agli Efesini (5,2I e sgg.): "Mogli e mariti siate soggetti gli uni agli altri nel timore di Cristo, poiché l'uomo é capo della donna come Cristo é capo della Chiesa"

Due osservazioni. La prima, soggetti gli uni agli altri, laicamente parlando, significa parità dei sessi. Semplice verità che le femministe:,ignoranti di Bibbia, hanno disatteso. Seconda osservazione: questo insistito parallelo tra la coppia umana e quella divina (Cristo/Chiesa) é molto impegnativo e ci aiuta a risolvere il problema dell'ubbidienza all'interno della famiglia. Infatti, un’analisi corretta dei testi ci _porta a distinguere il nostro linguaggio, per il quale "capo" é colui che comanda da quello evangelico dove il latino "caput" significa testa, persona,reggitore; prescinde cioè dal comando ed esprime il "servizio. E così il corrispondente greco "kefalé" (da cui cefalea) é colui che l'ricapitola il cervello ed il cuore della coppia. Cristo infatti ha detto: "chi vuole essere il primo sia l'ultimo ed il servo di tutti". Se ne deduce che,nella coppia e fuori, la vera autorità viene espressa da chi serve e non da chi comanda. E i figli? Essi non sono proprietà esclusiva dei genitori e neppure di se stessi (come ancora blateravano le femministe: "io sono mia") ma fanno parte: di un progetto personale e divino, stabilito dal Padre fin dall'inizio dei tempi.

Infatti (Efesini 1,4) "In Cristo Dio li ha scelti, prima della Creazione del mondo per essere santi ed immacolati al suo cospetto, nella carità."

Debbono solo ricordare che il quarto comandamento (onora il padre e la madre) non é stato ancora abrogato.