Il cardinale Biffi saluta la stampa

"Monsignor Caffarra scoprirà subito il grande cuore di questa città, come l'ho scoperto io"

BOLOGNA (23 dic. 2003) - Monsignor Carlo Caffarra "scoprirà subito il grande cuore di Bologna, come l'ho scoperto io". Il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna dal 1984, salutando i giornalisti al termine del proprio periodo di governo della diocesi, ha parlato così della città che lo ha ospitato per tanti anni e del suo successore. "Anche lui ha qualche difetto - ha aggiunto scherzando - e uno è imperdonabile per un interista come me: è un tifoso del Milan". Il nuovo arcivescovo si insedierà a Bologna il 15 febbraio e il 18 gennaio la Chiesa petroniana ringrazierà e saluterà Biffi. Il cardinale (nominato 'amministratore diocesano' fino all'arrivo del sostituto) ha detto di essere molto contento della sua situazione e del fatto che "il Papa sia venuto incontro ai miei desideri. Sono anche contento del successore - ha sottolineato - Ho collaborato con lui per 25 anni, l'avevo scelto io come insegnante di morale all'istituto che dirigevo. ? una persona di grande prestigio culturale (ha anche una laurea honoris causa in America) ed è un uomo buono e cordiale". "Vi saluto con molta riconoscenza", ha detto Biffi ai giornalisti che, insieme al presidente dell'Ordine dell'Emilia-Romagna, Claudio Santini, hanno fatto gli auguri al cardinale. "Sono venuto di malavoglia, non è un mistero - ha raccontato, ricordando la sua venuta da Milano al capoluogo emiliano vent'anni fa - ma fin dal primo giorno sono stato conquistato dalla realtà bolognese. E questo mi ha consentito di fare le cose al meglio, perché ci ho provato gusto". Ma la gratitudine per i giornalisti è "più specifica", ha aggiunto Biffi facendo trapelare una ironia sottile ma bonaria. Il cardinale si è riferito all'espressione che lo ha reso famoso, "sazia e disperata" ("ma io l'ho detto dell'Emilia-Romagna e non di Bologna"), pronunciata "non so se per ispirazione dell'angelo o del demonio" e che "ha avuto una fortuna immensa", "una espressione che non ho mai detto se non in un contesto privato, ma i giornalisti mi hanno garantito una fama nazionale". Fama che è diventata internazionale quando un cronista attribuì a Biffi un giudizio secondo cui le donne di oggi sarebbero state "raffinate e squallide". "Un'accusa che non ho mai fatta, ma ho ricevuto lettere pure dagli Stati Uniti", ha ricordato il cardinale, precisando che si riferiva a un modello di comportamento. "Ma ho l'impressione che alla fine ci siamo intesi, anche sul piano umano e il rapporto è stato sereno e cordiale". A Santini - il quale ha detto che prima o poi dovrà essere riconosciuto il valore etico e intellettuale della professione giornalistica, in un periodo in cui sempre più spesso ci sono "esibizioni giornalistiche" da parte di personaggi dello spettacolo - il cardinale ha risposto di non potere che associarsi "al rammarico che si nota e che fa parte di questa mancanza di principi definiti, di gente che faccia la propria parte e basta, mentre tutti fanno la parte di tutti. Innegabilmente viviamo un'epoca un po' difficile, un'epoca incerta. Per fortuna - ha concluso - il Natale viene sempre il 25 dicembre, non tradisce mai".