LA CONFESSIONE

di Annetta Ventura

La confessione è rivolgersi a Dio per chiedere la remissione del male commesso.

E per questo analizziamo fatti, gesti e pensieri, che non esprimono rispetto verso Dio, e verso il prossimo, verso chi condivide la vita con noi.

Spesso, però, troviamo delle scuse, ci creiamo piccoli alibi, dimostriamo una grande comprensione verso noi stessi, senza valutare a pieno le conseguenze dei nostri stessi errori.

Esistono, a volte, cose che ci nascondiamo, che non esprimiamo a chiare parole, così sembrano non prendere corpo, non avere una loro realtà chiara e precisa di sbaglio voluto, di peccato.

Anche dopo un’introspezione, un’analisi personale silenziosa e mentale, un esame di coscienza, possiamo ancora credere alle nostre piccole scuse per non vedere la verità.

Gli errori che non diciamo a chiare lettere sembrano essere meno reali, e possono rimanere inespressi in un angolo della mente.

La confessione, invece è parlare. È tradurre in parole chiare ed inequivocabili i nostri dubbi, le nostre mancanze, i nostri errori.

La confessione è sentire la nostra stessa voce che ci racconta come siamo, che ci spiega le nostre miserie e ci rende coscienti della necessità di cambiare.

È dire a noi stessi verità che forse non accetteremmo da altri, è metterci di fronte ad uno specchio, è guardarci veramente, con distacco e serietà.

La confessione è un umile e faticoso esercizio di chiarezza con noi stessi.