MA GLI ITALIANI SANNO QUELLO CHE VOGLIONO?
di Ferruccio Polombito
Da quando sono in pensione ho più tempo da dedicare alla lettura dei quotidiani e ciò che mi colpisce di più in questo periodo, è lincongruenza del comportamento degli italiani (ma forse tutto il "mondo è paese"), nellaffrontare alcuni problemi nuovi e importanti.
Primo problema: fornitura di energia elettrica e conseguente inquinamento provocato dai mezzi che la producono, tutti sappiamo che la produzione italiana è insufficiente, vedi le recenti interruzioni di erogazione (black-out non mi piace), quindi per non dipendere da fornitori stranieri, bisogna produrne di più in casa nostra; ma con quale tipo di centrale?
No: con un referendum popolare gli italiani hanno scelto di non utilizzare la fissione dellatomo per questo scopo, perché le scorie rimangono pericolose per migliaia di anni e nessuno le vuole vicino casa, neanche interrate a 700 metri di profondità e circondate da uno spesso strato di sale, come proposto a Scanzano Jonico; nel frattempo queste bombe ecologiche, residui delle centrali disattivate, rimangono sparpagliate per lItalia, in località insicure. Immaginatevi se una piena anomala del Po portasse via i fusti pieni di scorie immagazzinati a Caorso sparpagliandoli lungo le rive del fiume e magari anche nellAdriatico.
Considerate anche che tutte le altre centrali nucleari "spente" con il loro carico di scorie sono collocate, per motivi tecnici, sulle rive di fiumi con notevoli portate dacqua.
LItalia non correrebbe minori rischi se tutto questo materiale fosse interrato in profondità?
No: perché a carbone è terribilmente inquinante, a gasolio è molto inquinante, a metano dunque, se recentemente non si fosse scoperto che dalle ciminiere di questi impianti vengono emesse assieme allacqua e allanidride carbonica, anche delle polveri finissime battezzate con le sigle Pm 2,5 e Pm 0,1 (il numero indica le dimensioni in millesimi di mm), che, a detta degli esperti, sono molto più pericolose di quelle famigerate Pm 10 espulse dai tubi di scappamento delle automobili, che fanno scattare il blocco della circolazione dei veicoli con motore a scoppio, quando nelle città, raggiungono la concentrazione di 70 microgrammi per metro cubo. Quale cittadino vorrebbe un simile mostro nelle vicinanze della propria casa?
Sembrerebbe una buona soluzione: lacqua imbrigliata dalla diga, incanalata nelle condotte forzate, entra nella turbina, svolge il suo compito, torna a valle, arriva al mare, evapora e come pioggia ritorna a riempire il bacino formato dalla diga, poi è pronta per un nuovo utilizzo.
No, non va bene perché le dighe di queste centrali, collocate per la maggior parte in rinomate località di villeggiatura, causano una fortissima riduzione della portata di torrenti e fiumi, provocando grave danno al paesaggio e di conseguenza allattività turistica, così gli abitanti dellalta Valtellina, ad esempio, (vedi articolo su Famiglia Cristiana N° 43) hanno inscenato una garbata forma di protesta presso le autorità competenti contro le dighe esistenti e quelle in progetto.
Il massimo dellecologia, sullAppennino emiliano ho avuto occasione di vedere queste installazioni: torri su cui sono montate due enormi pale, che mosse dal vento, azionano il generatore di corrente.
Provate a raccontarlo agli abitanti della zona compresa tra le Gole del Furlo e Cocullo (AQ), dove è in progetto la costruzione di 100 aerogeneratori alti 80 metri (vedi articolo Avvenire 02/11/03), quanto sia ecologico questo sistema, vi sentirete rispondere che non è vero, perché: "come la mettiamo con linquinamento visivo?" queste enormi torri deturpano il paesaggio ed anche da qui i turisti scapperanno una volta completata lopera.
O si impara a risparmiare energia, o si impara ad accettare qualche compromesso!!
Secondo problema: emissioni onde radio e corrispondente inquinamento da onde elettromagnetiche, altrimenti detto elettrosmog; è doveroso premettere che gli studi su questo genere di inquinamento sono appena iniziati e si protrarranno necessariamente per molto tempo, quindi al momento non esistono dati certi ed è necessario dire anche, che luomo, da sempre, vive in un campo magnetico, quello prodotto dalla Terra, per effetto del quale funzionano, ad esempio, le bussole. Detto questo, entriamo nel discorso: avrete sicuramente sentito molti lamentarsi con lo specifico gestore telefonico, perché il proprio cellulare non "prende" in certe zone, oppure, altri auspicare lincremento delle emittenti televisive e radiofoniche per avere una maggior pluralità di informazioni; tutto ciò comporta un conseguente aumento del numero delle antenne che emettono o riflettono i segnali radio.
"Installiamo pure queste antenne - sostengono molte persone - Non però vicino a casa mia, perché non voglio vivere vicino un campo elettromagnetico". Probabilmente sono le stesse persone che un campo elettromagnetico se lo appiccicano addosso volontariamente, con le cuffie alle tempie, il lettore DVD in vita, il cellulare sullorecchio e gli elettrodi degli elettrostimolatori (quelli per fare ginnastica senza faticare) in tutte le parti del corpo.
Per rimanere nella nostra provincia, dirò solo che a Medicina e Decima, sono sorti comitati per richiedere lallontanamento di antenne per la telefonia mobile, e a Monzuno un cittadino si è addirittura azzuffato con un assessore, per una diatriba nata dalla richiesta di spostamento di unantenna ed un ripetitore TV.
O si ritorna al telefono fisso e ad un unico canale televisivo, o si impara ad accettare qualche compromesso!!
Terzo ed ultimo problema: rifiuti urbani e relativo smaltimento, ormai non fanno più notizia le centinaia di comitati di cittadini che si oppongono allinstallazione di una discarica controllata o peggio ancora di un inceneritore nel loro comune, eppure questi rifiuti bisognerà pure smaltirli, visto che lattuale stile di vita porta ad aumentare ogni giorno la quantità di rifiuti prodotti; consideriamo: le stoviglie "usa e getta" vanno per la maggiore nelle comunità e sempre più spesso anche in casa, gli imballi di apparecchi di vario tipo sono sempre più voluminosi, i vuoti a perdere sempre più utilizzati, i costi eccessivi delle riparazioni inducono a buttare via tutto ciò che si guasta, congegni ancora funzionanti vengono sempre più velocemente sostituiti dallultimo modello tecnologicamente più evoluto e per finire, troppe volte, ingrossano assurdamente il volume dei rifiuti, anche degli alimenti, (spesso ancora buoni) nonostante la moderna tecnologia ne abbia notevolmente migliorato e facilitato le tecniche di conservazione.
È noto che ogni progresso tecnologico ha dei pro e dei contro, limportante è che il bilancio sia a favore dei pro, perché è impossibile eliminare tutti i contro; ragionando, lo si capisce, ma a me sembra che gli italiani, su questi problemi abbiano proprio smesso di ragionare e si comportino come le cosiddette "coppie di fatto", le quali vorrebbero avere tutti i vantaggi del matrimonio senza i vincoli, ma questo è un argomento che esula da questo scritto, e se sviluppato ci porterebbe troppo lontano.
Nel merito hanno le loro colpe anche i politici e gli addetti ai lavori, che non si sforzano di spiegare le cose ed agiscono senza informare sui pericoli reali e quelli invece generati solo dalla scarsa conoscenza della materia.
Nellepoca dellinformatica, che fa correre le informazioni alla velocità della luce, questa incongruenza è unassurdità intollerabile.