ANNO NUOVO

di Francesca Citossi

 

Natale è passato, e se a Natale siamo tutti più buoni chissà, vuol forse dire che non lo siamo più? È una cosa strana e al tempo stesso amara come nel periodo natalizio ci si ricordi di situazioni umane degenerate, che ci prendono al cuore e allora mettiamo mani al portafogli perché è Natale, non perché c’è da fare qualcosa...come se durante tutto il resto dell’anno non succedesse nulla. Mi chiedo se sia possibile sfuggire a questa gabbia della ricorrenza, se sia possibile cambiare una volta per tutte. Non è noioso fare il Natale sempre nello stesso modo, con ritualità fisse? A noi si aggiunge solo la noia del fare sempre le stesse cose, a qualcun altro manca qualcosa.

 

Molte persone sanno gia cosa sia l’adozione a distanza, altre no. Adottare un bambino o un ragazzo a distanza vuol dire permettergli di vivere nel suo paese, con la sua famiglia, i suoi amici, di studiare, di imparare un mestiere e di strapparlo dalla strada, dalla miseria, da un destino segnato e far si che cambi anche quello che gli sta intorno. Adottare a distanza è il più grande atto di generosità che si possa fare: non c’è possesso, solo la generosità di permettere a qualcuno di cambiare radicalmente il proprio presente e il  proprio futuro. L‘ex Presidente del Sudafrica, Nelson Mandela, ha detto da subito che per ricostruire quella società il punto di partenza sarebbe stato l’istruzione. Ma quanto costa regalare una possibilità a qualcuno? All’incirca 300 Euro all’anno, meno di un Euro al giorno. Cosa ci facciamo noi con un Euro al giorno? Un biglietto dell’autobus. Alla fine dell’anno possiamo mettere sulla bilancia i nostri biglietti dell’autobus oppure andare a scuola, mangiare, vestirsi, avere cure mediche e un futuro per chi, altrimenti, non avrebbe accesso a nulla di tutto questo.

In Birmania, Nepal, Congo, Sierra Leone, Uganda e molti altri paesi ancora per combattere guerre sanguinose vengono utilizzati bambini soldato. I bambini sono obbedienti, vengono facilmente plagiati e non costano nulla. Vengono rapiti, ricattati, costretti con la forza a rapinare e uccidere nei modi più crudeli le loro stesse famiglie, i loro amici e le persone dei loro stessi villaggi. Vengono trasformati in macchine e il trauma di quello che vengono obbligati a fare e devastante. I bambini soldato hanno fra i 4 e i 16 anni e se perdiamo queste generazioni perdiamo paesi interi. Recuperarli non e impossibile: vengono inseriti in programmi di riabilitazione con un forte sostegno psicologico, vengono curate le loro ferite fisiche, vengono mandati a scuola e tenuti in ambienti protetti finche non re-imparano il senso della vita e il valore delle persone per costruire una società diversa e strapparsi da quel ciclo ricorrente che è la violenza: un bambino che ha subito violenza sarà un adulto violento, a meno che qualcuno spezzi la catena.

I Missionari Comboniani seguono da vicino le adozioni a distanza e tengono informato chi adotta sui progressi (che ci sono sempre!)dei bambini. L’AVSI (www.avsi.org), una organizzazione Non Governativa, è partita con una campagna per adottare a distanza i bambini soldato.

Dopo Natale possiamo alzarci dalla poltrona, fare una telefonata e andare a fare un versamento in posta che equivale a meno di un Euro al giorno. Tanto costa cambiare la vita di 2 persone. La loro, e la nostra, se la smetteremo di ricordarci di chi soffre solo a Natale e regaliamo un Anno Nuovo, diverso da tutti quelli precedenti.