di don Carlo Govoni
Durante l'avvento, proponendo
riflessioni utili alla conversione, ho cercato di
porre l’accento su quella mentalità, oggi prevalente, con la quale siamo
costretti a fare i conti ogni giorno soprattutto confrontandoci con le idee
divulgate dalla stampa e da certa TV. Durante questa analisi
ho avuto la sensazione che nella vita di molti cristiani sia rimasto ben poco
della fede insegnata dalla tradizione cattolica e quindi della pratica della
vita cristiana, divenuta sempre più evanescente.
Uno stato – diceva il Card.
Giovanni Colombo – deve essere sanamente
laico democratico, sociale. Il nostro stato tende invece ad essere
confessionale in senso laicistico, poiché ogni
partito è una religione che vuole imporsi
Per questo, stiamo
ampiamente vivendo in uno stato che di fatto laico non è e che non ha saputo
difendere la nazione dalla cultura laicista oggi dominante.
Venendo a mancare
l’identità cristiana ecco che si cercano altre identificazioni e per
giustificare talune scelte laicistiche si prendono ad esempio altri stati. Il problema così si allarga perché
se anche l’Italia si allinea a certe scelte, non saranno solo gli
italiani a rimetterci, ma l’intera Europa perde una voce in difesa dei
principi fondamentali per l’uomo.
Infatti per il culto della libertà, in voga oggi in maniera
trasversale fra i diversi politicanti, una nazione non può essere marchiata
dall'aggettivo ‘cattolico’ perché – confondendo così lo stato
con la nazione – si ha paura che lo stato sia considerato arretrato o
oscurantista.
Tutte le scelte laiciste
fatte dallo stato, particolarmente negli ultimi decenni, non hanno suscitato
molto clamore fra il popolo cattolico, nonostante le forti indicazioni della
Chiesa e così ha preso vigore il proverbio che recita: "Chi tace
acconsente!". Il silenzio dei cattolici diviene perciò colpevole, come ogni
atto di omissione, perché indirettamente, convalida le scelte fatte e, peggio
ancora, autorizza a procedere in tal senso.
Dal divorzio alla legge
sull’interruzione di gravidanza siamo passati oggi a discutere sulle
manipolazioni genetiche, i matrimoni fra persone dello stesso sesso,
l’eutanasia ... e chissà come andrà a finire se i bravi cristiani
continueranno a tacere!
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi
sulla negatività del laicismo, sarebbe bene che, per esempio, si ponesse questa
domanda e meditasse: perché è sorta la contestazione per la presenza del
Crocefisso nei locali pubblici? Perché dà fastidio il
Presepe e al posto del Bambinello alcuni hanno messo Cappuccetto
Rosso? Perché in qualche scuola è successo che per
falso senso del rispetto si evita di pronunciare il nome di Gesù
nelle canzoncine di Natale dei bambini?
Fino a
poco tempo fa, nessuno, credente o non credente, ha
mai subito traumi vedendo in croce Colui cheha dato
la vita per salvare gli uomini, ma l'ha sempre considerato il segno di uno
smisurato amore. Echi non credeva, aveva per lo meno
il rispetto della fede altrui.
Purtroppo, diminuendo la
fede nelle anime, nessuno scende in piazza per difendere
Molte altre sono le
manifestazioni laiciste che vengono anche dal mondo dell’informazione e
della cultura. Informazione e cultura a senso unico, quando,
come nell’esempio che farò, non si tiene conto neppure di un
contraddittorio e quindi della pluralità delle idee.
Una sera, sono capitato per
caso su un canale televisivo dove qualcuno stava intervistando qualcun altro su
Santa Maria Goretti.
Incuriosito,
mi sono fermato ad ascoltare e, intanto – poiché ho sempre ammirato questa creatura – riandavo coi ricordi a quando in
seminario mi fu proposto di fare il suo ritratto a penna per l’Avvenire. (Proposta che accettai con gioia proprio come atto di
devozione alla Santa.)
Mentre mi cullavo su questi ricordi, sono stato richiamato
bruscamente alla realtà dalla voce dell'intervistato che criticava il
comportamento di Maria Goretti
davanti al suo aggressore, sminuendo così in modo vergognoso il motivo della
santificazione; aggiungeva poi che se una sua figliasi fosse trovata in un
simile frangente l'avrebbe consigliata di non porsi problemi di fronte al
tentatore.
Inoltre, subito dopo, ha
contestato anche
Ovviamente questo è un
genere di informazione che rischia di smorzare quei
barlumi più deboli della fede. Questa non è laicità, ma
laicismo.
È innegabile, come ho detto
fin dall’inizio, che oggi stiamo tutti camminando su un terreno minato.
Ogni ideale vieneincrinato e se anche un genitore si
sforza di insegnare qualcosa ai figli con amore, per aiutarli a crescere bene
nella vita, se propone una rinuncia subito viene
contestato perché, per la stessa miope ideologia proposta dall’esempio,
pare soffocare la libertà individuale e non ci si accorge che così invece
l’uomo è sempre più rassegnato e inerte sotto il suo carico di difetti.
Invece,
poiché ogni correzione vera è data per conseguire un bene, sarebbe da accettare
di buon grado, cercando di capirne bene i fini, anche quando ciò comporta un
sacrificio e una certa disciplina su se stessi.
Mi chiedo: se ogni
automobile è costruita per muoversi in velocità, perché ha in dotazione anche i
freni che sonola negazione esatta del procedere della
macchina? Per arrestarsi davanti al pericolo. Gli ideali e i sacrifici che
servono per attuarli sono i freni che permettono agli uomini di fermarsi in
tempo.
Ogni santo che veneriamo è
portatore almeno di un ideale fondamentale e i santi non sono persone
eccezionali, magente come noi, solo con un po’
più di fede: ecco perché possono essere un esempio per tutti.
Sant'Agostino, intelligenza sublime, diceva: "Se
questi e quelli, perché non io?"
Tanti sono i problemi
dovuti alla diminuzione della fede!
Rileggo per caso in questi
giorni, l’incipit di un profetico intervento che
il Card. Giacomo Biffi fece all’Azione Cattolica il 27 Febbraio 1994
(dieci anni fa!): «Oggi è in atto la più grave aggressione della storia all' Avvenimento cristiano, ai valori cristiani, al
patrimonio esistenziale cristiano. Solo anime eccezionalmente candide o
eccezionalmente sciocche possono negarlo o non riconoscerlo … Cosa deve fare la comunità cristiana?
Deve
svegliarsi, deve rendersi conto che difendere la verità delle cose come ci è rivelata da Dio è il più elementare e il più necessario
atto di carità verso l'uomo e deve avere il coraggio di contestare apertamente
le opinioni anticristiane.»
Davanti
ad un panorama così desolante, i cattolici non devono chiudersi in una passiva
inerzia aspettando la manna dal cielo, ma ognuno deve
agire santificando la propria anima, nutrendosi della Parola di Dio e dei
Sacramenti e mettendo in pratica nella vita il Vangelo, testimoniando la verità
senza timori, difendendo i propri valori cristiani senza vergogna. Ognuno lo
può fare nel suo piccolo, quando dialoga col vicino di casa o con il collega
d’ufficio, quando si confronta con gli amici o
deve fare una scelta che coinvolge un piccolo nucleo sociale. Si comincia così
pian piano ad allenarsi a vivere senza compromessi, rispettando gli altri ma
pretendendo il rispetto per l’esercizio libero dei propri valori
cristiani.
Concludiamo allora questa riflessione sempre
con le parole che il Card. Biffi disse nell’intervento del 1994: «Il
Signore ha detto: Sia il vostro parlare sì sì no no. Allora bisogna
saper dire di sì e di no.Qualche volta ho la sensazione
che si prenda la frase di Gesù
così: il vostro parlare sia sì sì sì
sì. Non sono quattro sì: sono due sì e due no.
Dobbiamo dire di SÌ a
tutto ciò che di bello, di buono, di vero troviamo nel
mondo, anche nel mondo non cristiano, dobbiamo dire di sì alle persone che sono
sempre immagini vive di Cristo e che devono sempre essere destinatarie del
nostro amore anche quando sono delle immagini sfigurate. Ma dobbiamo saper dire
di NO a tutti gli errori, a tutti i vizi, a tutte le stupidità che ci vengono imposte dalla cultura dominante.»
Accogliamo allora l’invito
di Gesù che ci ha ricordato il Card. Biffi e
scuotiamo via la polvere dei denigratori, senza –farci contaminare dai
rifiuti, dai dinieghi o dalle derisioni. Anche questo
può essere un proposito per l’anno nuovo!
A
tutti auguro che il Signore benedica le Vostre intenzioni per un santo 2005!