PASTORALE FAMILIARE

a cura di Serena Polombito

 

Nei bollettini di novembre e dicembre è stato pubblicato il resoconto della relazione che Mons. Cassani ha tenuto in occasione del Convegno diocesano di Pastorale familiare del 9 ottobre 2005, dal titolo: «situazioni difficili e irregolari: differenti tipologie ed approccio pastorale della Chiesa.»

In questo numero invece, sarà preso in considerazione il tema della seconda parte del convegno, ovvero: Analisi di situazioni difficili – itinerari di sostegno proposti – ed in modo particolare l’intervento della Dott.ssa Giovanna Baglieri.

 

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«La crisi della coppia – ha esordito la dottoressa – può anche non essere negativa, quando i due coniugi, constatate le carenze del loro rapporto coniugale, rifiutano di adeguarsi ad una situazione piatta, per cercarne una più vitale e soddisfacente, impegnandosi in un cambiamento che rinnovi e migliori la loro vita.» Da soli si può riuscire, ma l’impresa è difficile e rischiosa, ecco allora che la Dottoressa suggerisce l’appoggio del Consultorio familiare, dove gli operatori offrono gratuitamente i loro interventi.

Ogni caso è particolare ed ogni coppia vive e pone problemi diversi, ma nel consultorio può trovare psicologi, anche plurilaureati e con diverse specializzazioni, capaci di offrire sostegno mirato ad ogni singola e specifica situazione.

La comunicazione è vita e la vita è comunicazione – questo slogan nasce dalla constatazione che senza comunicare non si può vivere e soprattutto non può vivere un matrimonio, dove l’assenza della comunicazione, che è fatta di dialogo, di comprensione, di ascolto, porta le persone a spegnersi e può essere causa di disperata solitudine.

Per diventare coppia vera, bisogna che i due soggetti possano essere pienamente se stessi, con pari dignità; quando uno dei due si adatta all’altro, perché ne dipende in misura eccessiva, finge di essere soddisfatto, quasi si annulla all’ombra dell’altro, falsa il rapporto, quel matrimonio quindi non può essere un matrimonio ben funzionante.

Ogni soggetto porta nella coppia le sue radici: infanzia, famiglia d’origine, ambiente sociale ecc., da questo quadro d’insieme nascono tutti i comportamenti successivi che l’altro deve saper comprendere. Fondamentale è il dialogo, nel quale quando uno parla, l’altro ascolta, ma saper ascoltare non è cosa facile, significa farsi “pagina bianca” affinché chi parla possa esprimersi liberamente, senza dover reprimere ciò che sente, consapevole che sarà accettato completamente, anche se dirà cose non sempre gradevoli. La piena accettazione, come la comunicazione, è la vita del matrimonio.

A volte nascono, all’interno della coppia, atteggiamenti, anche involontari, ma sbagliati: una moglie troppo materna, un marito aggressivo (ma anche la moglie può esserlo), un coniuge che detiene il potere e comanda, l’altro che desidera rivalersi o ribellarsi, ruoli confusi, sono situazioni causa di relazioni malate; dove manca il progetto comune di vita, dove manca l’intesa profonda a livello mentale, anche la comunicazione dei corpi è destinata ad ammalarsi e a produrre solitudine.

Si giunge così alla decisione di separarsi, perché la vita in comune diventa un peso insopportabile: ma è davvero assolutamente necessario?

E se bastasse rivolgersi a qualcuno capace di aiutare a leggersi in profondità, per risolvere i problemi?

Delle coppie che si sono rivolte ai consultori familiari, ben l’ottantasei per cento (86%) si sono salvate, avendo scoperto, al termine di un percorso terapeutico, che i motivi di incomprensione ed incompatibilità, a volte davvero banali, individuati e seriamente analizzati, erano, in realtà, superabili.

Le persone, aiutate e guidate a conoscersi interiormente, riescono a maturare, quindi a cambiare, migliorandosi, e imparano a capire e risolvere i problemi. (Chi non cambia farà emergere gli stessi problemi anche in una eventuale seconda coppia).

 

¨     (Dall’intervento dei coniugi Gellini)

Una delle tante strade seguite dagli operatori che guidano le coppie nel superamento della crisi è quella di portare i soggetti a riscoprire il loro amore, a ritrovare le cause che lo avevano generato e sviluppato, per aiutarli a capire che non è vero che si è esaurito, l’amore è ancora lì, vivo, solo nascosto dalla polvere dell’egoismo, dell’orgoglio, della superficialità e del disimpegno, sarebbe un peccato non accorgersene e buttarlo via per sempre, come un diamante perso nella spazzatura.

Mi sovviene quello che Don Carlo insegna alle giovani coppie che si preparano al matrimonio, quando dice che l’amore non è un sentimento, ma un prodotto dell’intelligenza. Finché l’intelligenza regge e la mente non vacilla, sarà sempre possibile farvi ricorso per ragionare sulle origini del proprio amore ed impedirsi di commettere errori irreparabili.

Se da soli non ci si riesce, è saggio cercare chi può offrire un aiuto concreto ed efficace.

 

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Il Consultorio Familiare ha 5 sedi:

Bologna: Via Irma Bandiera, 22/a - 051/614.54.87

Sez. di Castel S. Pietro (Bo): Via S. Martino, 58 - 051/ 94.08.33

Sez. di Porretta Terme (Bo): via Capponi, 4 - 0534/21.052

Sez. Cento (Fe): via Carpeggiani, 11 – 051/6831206

Sez. Casalecchio di Reno (Bo): via Bazzanese, 17 – 051/572426

 

Il Consultorio Familiare si pone l’obiettivo di aiutare le famiglie in generale e le coppie in difficoltà.

 

Offre corsi per:   1) prevenire le difficoltà.

          2) imparare i metodi anticoncezionali naturali, in particolare il  metodo Billing.

                             3) per chi aspetta un bambino.

                             4) per aiutare i genitori ad affrontare le crisi dei figli adolescenti.

 

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