Carissimi Parrocchiani …

di don Carlo Covoni

 

Anzitutto, Buon Anno!

A tutti auguro un anno ricco di cose buone, gradevoli e utili,  ma ovviamente, come Parroco, intendo col mio augurio formulare l’auspicio che le “cose buone, gradevoli e utili” sino principalmente quelle che arricchiscono e nutrono lo spirito. Dopo di che, tutto diventa più bello, anche le cose più semplici della vita quotidiana.

Ogni anno trascorso dovrebbe lasciare un vivo ricordo non solo degli eventi quotidiani affrontati, ma anche la gioiosa constatazione di un progresso spirituale compiuto dall'anima, cioè un passo in più nel nostro rapporto spirituale con Dio.

È bene non dimenticare che l’esistenza di ogni uomo sulla terra ha come fine principale quello di accumulare meriti per guadagnare l'Eternità. È questo un ideale importante che deve orientare tutta la vita di ciascuno.

Chi crede nella vita eterna come ricompensa all'amore dato a Dio qui in terra, vive questo ideale con serenità e gioia; al contrario, la mentalità relativistica del mondo, la ripudia perché la ritiene troppo restrittiva della libertà personale.

Purtroppo si deve quotidianamente riscontrare che tante persone pur essendo battezzate e quindi inserite nella grande famiglia di Dio, non solo trascurano per egoismo  ciò che hanno ricevuto, ma spesso rifiutano con piena consapevolezza di ubbidire alla volontà di Dio, volontà che Egli ha rivelato per il nostro bene presente e futuro.

 Questo comportamento è suggerito dall'orgoglio ribelle che in tante persone, condizionate pesantemente dal relativismo e dall’edonismo oggi imperanti, tende a cancellare o a nascondere la convinzione (fede) della esistenza di Dio e della sua creazione. È proprio il caso di ripetere la nota frase, tanto sintetica quanto vera: "l'orgoglio acceca l' uomo".

Se  l'uomo smarrisce il senso del divino, inesorabilmente prende vigore e lo attanaglia il materialismo, antitesi letale per la spiritualità e per il soprannaturale.

 

Una cosa  triste appare oggi con evidenza: il senso quasi di sollievo che molti ostentano per essere riusciti a cancellare il pensiero di Dio, giudice giusto  davanti all'errato uso della libertà, peccato grave della società odierna.

Le nostre Comunità cristiane debbono riuscire a vincere il senso di inferiorità e di impotenza che nasce dalla constatazione dell'aumento progressivo dell'indifferenza, e talvolta dell'ostilità, manifestate da una società divenuta sempre più ‘senza Dio’.

Ma "a mali estremi, estremi rimedi": se forti sono gli ostacoli tanto più forte deve essere l'impegno dei credenti i quali - con estrema decisione - a questa desertificazione dello spirito che spavaldamente avanza, debbono opporre una primavera rigogliosa di santità.

Il credente vero non deve accontentarsi della sola  partecipazione alla messa festiva, ma ritagliare anche nella giornata il tempo per nutrirsi abbondantemente con la grazia santificante e in tal modo onorare Dio.

Il Signore accompagni ognuno di voi lungo tutto questo nuovo anno, affinché ogni giorno divenga un gradino per avvicinarvi sempre più a Lui.

 

ef

 

Non lasciare mai

Non
lasciare mai
che le tue preoccupazioni
crescano fino al punto di farti dimenticare
la gioia del Cristo risorto
.
Tutti noi aneliamo al paradiso,
ma possiamo essere sin da ora con Gesù
e comunicare la sua gioia.
Questo significa:
amare come Lui ama;
aiutare come Lui aiuta;
dare come Lui dà;
servire come Lui serve;
salvare come Lui salva.

Significa essere con lui ventiquattro
ore al giorno e toccarlo
nel suo aspetto più malandato.

Madre Teresa di Calcutta