27
Gennaio 2006 - GIORNATA DELLA MEMORIA
GUERRA
E RAZZA.
SVILUPPO
E PACE
di
Francesca Citassi
Insegnanti e scolari di razza
ebraica esclusi dalle scuole di qualsiasi ordine e grado,
Il Messaggero, 3 settembre 1938, Prima pagina.
Lidea forse
più radicata nella nostra società è che le razze rappresentino
categorie naturali di persone e quindi che si abbiano
necessariamente più cose in comune con le persone della propria
categoria che non con quelle di unaltra. In questo modo
imponiamo un ordine al nostro universo sociale classificandolo.
In realtà l85% di tutta la diversità genetica umana si
situa tra gli individui che appartengono allo stesso gruppo. Che
cosa è importante per noi? Il fatto di essere Francesi,
Americani o Iracheni, di essere un fascista o un comunista,
democratico o repubblicano, ricco o povero, analfabeta o laureato.
Noi o loro. Le categorie definite dalla storia e dalla società,
le categorie dellinvenzione umana sono molto più
importanti e rendono quasi nulle le effettive differenze
genetiche. Quelli che si detestano di più sono quelli
biologicamente più vicini: irlandesi e inglesi, hutu e tutsi,
arabi e israeliani, serbi, croati e bosniaci. I segni distintivi
trasversali ai gruppi, le animosità e le lotte allultimo
sangue hanno origine dalle differenze economiche, politiche,
sociali e culturali, non dalla differenza biologica. Così nasce
la necessità di costruirsi unidentità basata nella
maggioranza dei casi su leggende, pregiudizi e falsità.
Fu Linneo nel
Le leggi
americane fino agli Anni Cinquanta (ma anche sudafricane fino
agli Anni Novanta) vietavano matrimoni fra bianchi e neri sulla
base della legge della goccia di sangue cioè un
bisnonno nero e sette bisnonni bianchi rendevano lindividuo,
comunque, nero. Nella Germania hitleriana i dibattiti sulla
definizione di chi fosse Ebreo e chi no furono logoranti. I
puristi volevano risalire fino allottava generazione. Dopo
aver lasciato discutere per lunghi mesi i filosofi e i
ricercatori si impose Hitler, moderato, che decise di fermarsi
alla quarta generazione. Risalire fino allottava
generazione per controllare eventuali antenati ebrei avrebbe
significato sterminare metà dei Tedeschi di Germania. Non siamo
così puri, divisi, razziali e diversi come pensiamo. Hitler non
era biondo con gli occhi azzurri, e nemmeno tedesco. Va detto che
i Tedeschi non perdonarono mai a Marlene Dietrich (e cerano
altri meno famosi), nemmeno dopo la guerra, di aver rinnegato la
patria per quel che stava succedendo. Lattrice non era né
Ebrea né particolarmente di sinistra. Era disgustata da quel che
vedeva e preferì non essere associata al Reich, come fecero
invece Richard Strauss, Herbert von Karajan e Leni Riefenstal. I
pochi che hanno coraggio vengono quasi sempre condannati, anche
di fronte allevidenza dei fatti.
Le differenze
biologiche sono esasperate dalle differenze di lingua,
comportamento, abbigliamento e dalle altre componenti del flusso
storico cumulativo che chiamiamo cultura. La razza è
ereditata secondo leggi non scientifiche, secondo un sistema
culturale basato sul sentimento popolare che può essere
fuorviato da mancanza di conoscenza, dicerie, manipolazioni
politiche e strumentalizzazioni. Dieci anni di guerra nei Balcani
ne sono il risultato più macroscopico e raccapricciante: chi era
parente, amico, vicino, nel giro di una notte è diventato il
nemico sanguinario. Le razze non sono altro che gruppi ai quali abbiamo
attribuito un nome, unetichetta, una tessera. Ne discendono
il razzismo, cioè il credere che una persona sia semplicemente
lincarnazione di un gruppo e possieda tutte le proprietà (quindi
gli Italiani sono confusionari, i Tedeschi precisi, i Francesi
raffinati etc
). Si attribuiscono a certi individui delle
caratteristiche basate unicamente sulla loro appartenenza ad una
categoria invece di osservare quello che sono veramente, degli
esseri umani. Percorrendo questa china si è finiti per associare
invasori e purezza delle caratteristiche genetiche (lo stupro
etnico nei Balcani è nato proprio da questa accozzaglia di bugie
e imprecisioni, rovinando la vita di migliaia di donne) arrivando
a costruire identità nazionali o nazionalistiche sul nulla:
parolacce come razza, etnia, tribù hanno assunto connotazioni
negative, semplicistiche, riduttive e offensive.
La percezione
degli Italiani teneri e inoffensivi che familiarizzano coi locali
ha scavalcato la realtà dei crimini di guerra commessi nella
Seconda Guerra Mondiale. Il Prefetto Giovanni Ravalli fu accusato
e condannato per crimini di guerra in Grecia, il Generale
Badoglio bombardò villaggi etiopi con il gas e vari crimini
furono commessi dal macellaio di Libia Rodolfo Graziani.
Molte richieste di estradizione sono vanamente partite da Etiopia,
Jugoslavia, Grecia, Albania e Libia e aspettano risposte da cinquantanni.
Un ebreo romano
racconta degli effetti delle leggi razziali del 1938. Nessuno
dei miei amici mi chiamò dopo che fui cacciato da scuola.
Comè possibile che nessuno sentisse le grida di donne e
bambini che sui treni verso
Telegiornali,
giornali e radio nel Novembre 2005 hanno titolato per alcuni
giorni Islamici assolti dallaccusa di
terrorismo. Islamico vuol dire fedele dellIslam. Perché
non ci sono titoli su Testimoni di Geova, Cattolici ortodossi o
Quaccheri? La parola islamico ha forse assunto
automaticamente lombra sinistra del terrorismo? Il signor Mohammed
Daki fu arrestato e incarcerato in attesa di giudizio perché
accusato di associazione eversiva finalizzata al terrorismo
internazionale, è stato assolto nel gennaio 2005 e
lassoluzione è stata confermata dalla Corte dAppello
in Novembre. Il signor Daki si è fatto un anno di prigione pur
essendo innocente, e non potrà ricevere nessun indennizzo di questo
anno rubatogli, perché le spese per una causa sarebbero troppo
ingenti. È stato, inoltre, interrogato varie ore senza avvocato
e, nel dicembre 2005, espulso dal paese. Se facciamo questo a chi
viene assolto, cosa ne sarà dei colpevoli? Che cosa faremo a
Caino? I film rigurgitano di crudeli terroristi musulmani, in una
ricerca universitaria (Jack Shaheen, Southern Illinois University)
lelenco delle espressioni ricorrenti riguardo agli arabi
nei film contiene schifoso, maiale, selvaggio incivile,
sciacallo del deserto e terrorista. Pochi giorni dopo l11
settembre 2001 un autista dellATC a Bologna proibì ad una
signora col velo di salire sullautobus. Ci sono molti Arabi
non musulmani e il paese più musulmano al mondo è
lIndonesia che araba non è proprio. La dimensione
dellignoranza e dei preconcetti in questo campo è
sterminata. Gli israeliani che massacrano palestinesi nelle
moschee sono fanatici, mentre un gruppo di
palestinesi della media borghesia deportati illegalmente senza
accuse precise e quindi possibilità di difesa sono
terroristi.
Più caserecce,
di facile applicazione e impunità sono le invettive e gli atti
di violenza negli italianissimi stadi contro i giocatori di
colore: hanno cominciato nei primi Anni Novanta ai tempi di Arkan
cui venivano tributati striscioni (lui, imperturbabile,
massacrava civili inermi in Croazia e Bosnia) e si continua
tuttora. Possibile che nessuno si accorga che si comincia sempre
così, liquidando le bravate da ragazzotti mettendo un piede
nellanticamera dellinferno?
Chi parla di
villaggio globale e delluniversalità di internet dimentica
che l80% della popolazione mondiale non ha mai usato un
telefono in vita sua. Nei paesi industrializzati vive il 15%
della popolazione mondiale e l88% degli utenti di Internet
i cui siti sono per 4 quinti in inglese, e comunque il 70% della
popolazione del Niger, ad esempio, è completamente analfabeta.
La forbice è tra chi sa e chi non sa, ma peggio ancora non può
sapere perché non ha gli strumenti per listruzione-di
conseguenza non potrà qualificarsi per un lavoro che identifica
la propria posizione nella società. Ora lapartheid è
economico perché chi non ha un lavoro, o un buon lavoro, non ha
casa, assistenza sanitaria o comunque una vita
normale.
Le categorie su
cui abbiamo ordinato le nostre società sono razze etniche, razze
religiose, razze culturali, razze economiche e altre razze così.
Sono barriere che portano allopposizione e alla
contrapposizione. Politici corrotti e vanagloriosi, popoli e
persone superficiali, scarsa e scorretta informazione, pigrizia e
faciloneria fanno il resto sulla via del conflitto che da decenni
ripercorre il suo ineluttabile sentiero.
Scuole, case,
ospedali, lavoro per tutti portano, ineluttabilmente, alla pace.
Non è necessario
mettersi a braccia aperte davanti ad un cannone sul campo di
battaglia. Basta adottare a distanza un bambino o una bambina,
fare acquisti del mercato equo e solidale o informarsi un
po per corrodere la barriera delle razze che ci siamo
inventati. La guerra è un prodotto umano, e il genere umano può
fermarla.
Eppoi scusate, ma
oltre ad essere una violazione della nostra Costituzione (articolo
3) e del Diritto Internazionale, essere offensivo e ignorante non
è noioso ripetere da secoli che i neri sono pigri, gli Ebrei
avidi e i Rom ladri? E diamoci un taglio con questa robaccia.