Carissimi Parrocchiani
di don Carlo Covoni
Durante le celebrazioni liturgiche della IV domenica di Pasqua il tema sul quale fermare la riflessione, e per il quale pregare, era quello della VOCAZIONE.
Ho ritenuto perciò giusto richiamare anzitutto l'importanza e il valore della vocazione al Sacerdozio e alla Vita consacrata, perché sono le intenzioni più ricordate, data la scarsità particolare di queste vocazioni, ma poiché mi sembra che si parli poco e si trascuri molto la vocazione alla formazione di una famiglia, un altro genere di "chiamata" essenziale per tutta la comunità umana, la domenica successiva sono ritornato sullargomento per precisare e completare quanto non era stato, forse, sufficientemente sottolineato e quindi, vorrei anche qui riassumere un po i concetti fondamentali.
La vocazione è la chiamata che Dio per mezzo dello Spirito Santo - rivolge ad ogni persona, affinché nella propria vita attui il disegno che Egli, nel suo amore ha preparato per ciascuno. Lattuazione del disegno di Dio che è il miglior progetto che possa essere fatto per la vita di un uomo si realizza mediante un proficuo impiego dei doni che Dio stesso ci ha elargito per il conseguimento della felicità terrena, ma, soprattutto, per la vita eterna.
L'ascolto di questa vocazione, si può dire che inizi fin dalla nascita (per essere precisi, con l'uso della ragione) e finisce con la conclusione della vita terrena.
Osservando quello che accade, in generale, si ha l'impressione che per molti, formare una famiglia significa mettere insieme dei sentimenti, più o meno autentici, piuttosto che seguire una vocazione vera e propria
In teoria una persona potrebbe avvertire la vocazione alla famiglia, ma non poterla realizzare non trovando la persona adatta, affermazione che può far sorridere, ma che è vera!
Altre persone invece, formate dalla mentalità odierna, appena avvertono un vago desiderio di formare la famiglia, si guardano attorno e quando i sentimenti diventano effervescenti, come l'acqua nella quale è stata immessa una bustina di idrolitina, partono sicure di aver trovato la persona ideale per tutta la vita!
Purtroppo questa sicurezza dopo qualche tempo può cadere e poiché si deve trovare un motivo per esonerare se stessi dalla responsabilità personale di ciò che è accaduto, facilmente si cerca riparo dietro ad uno scudo che non potrà mai reggere davanti al colpo del fallimento:
" Se avessi saputo!"; " Ma chi avrebbe pensato!"," Non ha mai fatto capire niente!" e altre affermazioni simili, tutte molto distanti dalla realtà delle cose.
In molti di questi casi sarebbe bastato chiarire anzitutto a se stessi, con la ragione e non solo con emozioni inconsistenti, se si era in grado di addossarsi il peso di una vita famigliare e poi temprarsi nell'esercizio delle qualità necessarie per affrontare positivamente un tale regime di vita e da ultimo partire senza rinunciare ad una doverosa prudenza, seguendo perciò i criteri suggeriti dalla vocazione.
Adottando questo modo di procedere non si avrà ovviamente la certezza matematica di evitare tutte le rotture del vincolo matrimoniale, ma senza dubbio, si potrebbe mettere una buona assicurazione sul futuro, così che si potrebbe registrare qualche dramma in meno per i coniugi e soprattutto per i figli.
Anche la persona più sprovveduta capisce che un bambino non può portare un sacco di un quintale sulle spalle, perché lo schiaccerebbe, non avendo la forza sufficiente per sostenerlo. Il bambino come la giovane coppia deve crescere e diventare robusto per non soccombere sotto il pesante fardello. Ma ci vuole tempo. La stessa cosa infatti avviene in coloro che vogliono assumersi le difficoltà della vita famigliare senza avere le qualità necessarie per affrontarle e reggerle.
Vi è poi il caso di qualche coppia, già da anni inoltrata nella vita famigliare, che credendo di aver trovato "un modus vivendi" senza eccessivi rischi, pensa di avere già esaurita la propria vocazione e di potersi concedere una certa quiescenza..
Poiché la vocazione è una chiamata non solo a formare la famiglia, ma a vivere tutta la vita con i vari problemi che ad essa sono legati, la vocazione deve rimanere sempre viva e attiva, fino alla fine, soprattutto nell'impegno di migliorare ogni giorno l'attuazione dei doveri del proprio stato, compreso quello della vedovanza.
Quale valore assumerebbe vita umana se ogni persona fosse principalmente dedita a scoprire continuamente ciò che propone la propria vocazione e ad attuarla con la massima fedeltà! Quanti dolorosi fallimenti verrebbero evitati!
Il tempo del riposo e delle vacanze può essere unoccasione per riflettere sulla propria vocazione, rivedendo gli errori che hanno creato una deviazione dal cammino predisposto
Auguro a tutti: che queste riflessioni siano utili a far luce sulla propria strada.