Ci scrivono ...
Mons. Enelio Franzoni scrive a Don Carlo manifestando simpaticamente le sue opinioni sul Bollettino. Riteniamo giusto pubblicare la lettera anche per una gratificazione a quanti collaborano da anni alluscita del Bollettino, sia coloro che scrivono, come coloro che aiutano a piegarlo, a incartellarlo e a distribuirlo. Fa sempre piacere vedere che un piccolo sacrificio può costituire una soddisfazione per il prossimo ...
Bologna, 11.5.04 Carissimo Don Carlo, il tuo Bollettino Parr.le n. 5, è giunto qui alla Casa del Clero indirizzato a Don G. Camerini già assunto in Cielo e mi sono permesso di appropriarmelo. Ci ho provato un gusto squisito (che siano tutti così i Bollettini Parrocchiali di oggi?). Lho letto tutto; notizie preziose (tanto per dirne una) sul film di Mel Gibson, sulle vicende del regista stesso durante la produzione. Hai dei collaboratori da fare invidia; uno più bravo dellaltro: la Papi, Climati, Citossi, Polombito ... Evviva Don Carlo! Non vieni mai a trovarci? Iddio ti benedica! Aff.mo D. Enelio |
Riceviamo questa e-mail dal Gruppo di Bologna del Movimento Italiano Casalinghe
"Leggo sempre con molto interesse il Vs. bollettino che, secondo me, più che un "bollettino parrocchiale" è un mensile di attualità e opinioni varie. Con tutto il cuore complimenti a Serena Polombito per il suo articolo sul N. 5. Quanto dolore! Quanti bambini torturati sotto i nostri occhi tesi più a guardare altrove e anche noi, giustificare il tutto. Per non parlare poi degli anziani quindi della vita debole. Abbiamo svenduto i due momenti più teneri della vita dei nostri cari: l'alba e il tramonto. A questo proposito vi invio una definizione del lavoro di cura per il quale giovedì faremo una giornata di preghiera iniziata in sordina e che il prossimo anno cercheremo di allargare a più parrocchie. Buon lavoro e cordiali saluti."
Bona Cavedoni responsabile MOICA.
Definizione del lavoro di cura
Che cosè il lavoro di cura?
Per lavoro di cura intendiamo tutti quei lavori che hanno come finalità la persona umana. Il lavoro di cura è infatti interoggettivo: il suo svolgimento comporta sempre una relazione con almeno unaltra o con più persone.
Da dove nasce, quali le origini di questa definizione?
Il lavoro di cura può essere considerato una antica competenza delle donne. Allinterno del gruppo familiare è il lavoro riproduttivo delle donne nel senso largo del termine, cioè non solo mettere al mondo figli e figlie ma accudire sotto tutti gli aspetti, da quelli materiali a quelli emotivo-psicologici, i propri familiari.
Questa definizione rappresenta un punto di arrivo della ricerca e riflessione delle donne sul lavoro domestico familiare. Il lavoro di cura è una parte del lavoro domestico familiare e al tempo stesso ne costituisce lelemento connettivo, quello che lo dota di senso. E senza alcun dubbio uno degli aspetti più rilevanti del lavoro domestico, quello che richiede un maggior dispendio di energie, sia emotive che fisiche, ma è anche quello che fornisce le maggiori gratificazioni alle donne (ed ora anche uomini) che lo svolgono. Il lavoro di cura è infatti la parte del lavoro domestico familiare più direttamente mediata dagli affetti.
La presenza di questa mediazione affettiva (una bella ricerca svolta da un gruppo di donne in Quebec definiva già molti anni fa questo tipo di lavoro come "le travail de lamour") è una delle ragioni fondamentali della scarsa rilevanza economica accordata ancora oggi al lavoro di cura. Eppure il suo valore è enorme: quando le donne hanno cominciato a fare un po di conti, hanno scoperto che il contributo economico del lavoro di cura vale da un terzo a un quarto del prodotto nazionale lordo di ogni paese.
Secondo noi, anche il disprezzo per questo importante lavoro ha portato al declino demografico al quale solitamente conseguono quelli economico, sociale e civile. Fattori di ordine economico e sociale e soprattutto di ordine culturale incidono profondamente sul "modello" di matrimonio e famiglia che comunque vedrà sempre più affermarsi la donna che lavora fuori casa, per diverse ragioni che non è nostra competenza esaminare. Infatti, in questa circostanza desideriamo solo che si rifletta sullAMORE profuso nella famiglia dai familiari che se ne prendono cura, e si preghi perché non subentri in loro la stanchezza.