DIARIO DI UNA MAMMA
di Caterina Degli Esposti
Sabato 15 marzo puntualissimi siamo partiti per Villa Revedin, sede del Seminario.
La casa che ospita i seminaristi, costruita per volere dal Cardinale Nasalli Rocca, è immersa in un vasto parco situato sulle colline bolognesi e lo scenario di quel luogo di pace ispira immediatamente sentimenti di serenità.
Oltre al nostro gruppo di cresimandi, catechisti e genitori di San Gioacchino, vi erano altri gruppi provenienti da diverse parrocchie della Diocesi e, allincirca, saremo stati una cinquantina di adulti e più di un centinaio di bambini.
Don Angelo ci ha accolti con calore e, allarrivo di tutti i gruppi, il pomeriggio è cominciato con un gioco per i ragazzi. Insomma il ghiaccio era già rotto.
Ci siamo poi divisi, da una parte tutti i ragazzi con catechisti e da unaltra i genitori.
Il gruppo dei ragazzi e dei catechisti, accompagnati da Don Angelo, si sono incontrati con Agnese, novizia di S. Maria Ausiliatrice, Matteo ed altri seminaristi. I bambini hanno ascoltato i racconti della loro vocazione, del cammino di preparazione e di conferma che stanno intraprendendo e che li porterà a consacrarsi a Dio.
Don Luciano ha raccolto noi genitori e le sue parole ci hanno guidato lungo il percorso di crescita nella fede dei nostri figli, che è cominciato in famiglia quando abbiamo scelto per loro il Battesimo perché, dopo averli liberati dal peccato originale, ricevessero il dono dello Spirito Santo, inserendoli nella comunità cristiana. Questo percorso è proseguito sempre in famiglia, ma pian piano si è allargato nella comunità che i ragazzi frequentano partecipando al catechismo. È importante che i ragazzi ritrovino in famiglia i contenuti della catechesi vissuta in parrocchia e sarà indispensabile garantire questa continuità ai nostri figli per non creare in loro disorientamento. Dovremo saperli educare, comunicando loro alcuni valori fondamentali quali il rispetto dellaltro, il senso di giustizia, di disponibilità e solidarietà, il valore del dialogo. Anche noi genitori dovremo essere testimoni di fede, perché è a noi che guarderanno inizialmente, cercando di imitarci e cercando il nostro consenso.
Don Luciano ci ha parlato con entusiasmo dellimportanza di cercare con loro il dialogo, di godere della loro fiducia. In famiglia diventa indispensabile saper trovare un momento di ascolto dei loro problemi e delle loro esigenze, senza le distrazioni portate dalla televisione e cercando di allontanare le tensioni quotidiane. Bisogna saperli ascoltare senza giudicarli immediatamente. Con ladolescenza i nostri ragazzi metteranno in discussione la famiglia ed i valori proposti,fino a quel momento, perché saranno alla ricerca della loro identità. In quel momento saranno più che mai fondamentale lascolto, il dialogo (per quanto possibile), così come fare sentire loro che siamo vicini e li accettiamo così come sono. Le attrazioni esterne saranno sempre più irresistibili. Diventerà importante appartenere ad un gruppo, quindi in loro dovrà essere forte la capacità di discernimento fra bene e male, la rielaborazione dei valori proposti, perché sia veramente un gruppo quello che cercheranno e non piuttosto una banda o un branco.
Il dono dello Spirito Santo che riceveranno con il sacramento della Cresima dovrà essere da loro accolto nella consapevolezza che essi ne verranno interiormente plasmati e fortificati perché ricevere la Santa Cresima e lo Spirito Santo vuol dire diventare uomini nuovi, liberi, ottimisti, onesti e buoni, insomma uomini di Dio. E noi genitori? Noi dovremo, con lesempio, cercare di trasmettere ciò che significa vivere come Gesù.
Don Luciano ha trovato parole bellissime, attuali ma anche piene di Spirito Santo. Grazie!
Come genitore spero di trovare la coerenza e la forza per essere un buon esempio.
Dopo questi edificanti incontri ci siamo riuniti tutti per la merenda sul prato e per altri giochi e abbiamo poi concluso lincontro tutti insieme nella cappella del seminario, recitando la preghiera semplice di San Francesco, che è stata donata ad ogni cresimando.
È stato un pomeriggio bellissimo, che resterà nella nostra memoria.
Ancora con questi ricordi nel cuore, domenica 23 marzo ci siamo ritrovati assieme ai nostri bimbi e ai catechisti per lincontro al Paladozza con il Cardinale Giacomo Biffi. Cerano tutti i cresimandi della diocesi ed erano proprio tanti!
I nostri ragazzi, con i catechisti Serena e Gabriele, sono entrati nel palazzetto, dove sono stati accolti dagli animatori per un pomeriggio di canti e giochi in attesa dellArcivescovo..
I genitori, invece, si sono raccolti nellattigua palestra della Fortitudo per incontrare il Vescovo Ausiliare, Monsignor Vecchi. Anche noi genitori eravamo tanti.
Monsignor Vecchi ha ribadito i concetti espressi da Don Luciano e ci ha parlato dellimportanza delleducazione alla fede a partire dalla famiglia. Dellimportanza quindi del sacramento del matrimonio, come comunione indissolubile damore. Lamore fra marito e moglie è come lamore di Dio per luomo e la sua Chiesa. Ecco perché è necessario preparare le giovani coppie al matrimonio, perché questo sacramento non venga sminuito a semplice convivenza o non sia considerato solo come punto di arrivo di una convivenza di prova.
Anche lui ci ha parlato dellimportanza della scelta che abbiamo fatto di battezzare i nostri figli per arrivare poi alla scelta della Cresima, ma, ci ha avvertito - questo sacramento deve però essere anche una scelta dei ragazzi e non solo un completamento di quattro anni di catechismo per poi "non pensarci più".
Infine Mons. Vecchi ci ha ricordato i sette doni che lo Spirito Santo darà ai nostri figli con la S. Cresima: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timor di Dio, doni che, per il grande amore di Dio, aiuteranno i nostri figli a discernere il bene dal male e a fare le scelte giuste alla luce della fede. Per avere efficacia, tuttavia, questi doni non devono essere ignorati e devono essere vissuti.
Per questo, nellultimo invito che Monsignor Vecchi ha fatto a noi genitori, ci ha esortati a continuare a curare leducazione religiosa dei nostri figli, anche dopo la Cresima.
Al termine abbiamo raggiunto i nostri ragazzi e cantando con loro abbiamo atteso lArcivescovo
Quando il Card. Biffi è apparso, è stato accolto da una festosa ovazione e dallo sventolio di foglietti colorati. Nel suo messaggio ai ragazzi, Biffi ha sottolineato la cura che ciascuno di loro dovrà porre nella preparazione alla Santa Cresima, dimenticando lansia della cerimonia, delle fotografie e quantaltro sia solo esteriore. Ciò che importa ha detto in sostanza - è vivere interiormente la propria Cresima, capire i doni che si riceveranno e (facendo una battuta) ricordarsi di dire AMEN!
Sono stati due incontri veramente pieni di significato, di allegria e gioia che hanno arricchito questo periodo di preparazione alla S. Cresima dei nostri figli.