DOLORE E REDENZIONE
di Luigi Gozzoli
Sul problema del dolore dei bambini innocenti, si sono inzuccati alcuni tra i più, grandi cervelli di tutti i tempi - Elie Wiesel (scrittore ebreo, premio Nobel per la Pace); Albert Camus; Fedor Dostoevskij - perché, senza Cristo, lo scoglio logico rimane intollerabile ed insuperabile. Anche qualche giovane teologo vi si é cimentato disquisendo di una libertà in astratto che sarebbe stata creata direttamente da Dio, salvo espandersi nel cosmo e provocare, secondo le leggi naturali, handicap e disastri. Ma Dio ha creato anzitutto l'uomo, libero e: concreto. Se non si interpreta bene S. Paolo (Rm.8,I8 e ss.) il quale crede che linsulsaggine (insipienza, futilità) peccatrice abbia sottomesso alla caducità anche luniverso, si complica la questione anziché risolverla. La natura umana ci ha procurato nel paradiso terrestre il fatto della mela; dopodiché Dio disse ad Adamo: "Maledetto sia il suolo per causa tua!" (Gn.3,17). Dunque, in senso teologico, il "dolore-innocente" non esiste. ? attivo invece, e per tutti, il peccato originale ereditario, concetto dogmatico al quale oggi più nessuno crede.
Per fortuna, siamo stati rinnovati e redenti da Cristo Gesù, uomo-Dio, venuto nella storia sotto Ponzio Pilato. E non sarà male rileggere il Salmo 50 (Miserere): "Nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre" Ma era proprio necessario che Cristo si sottomettesse, alla croce? Sulla Liturgia delle Ore, Attanasio, vescovo di Alessandria dEgitto, risponde così: "Il motivo per cui il Verbo da. Dio, impassibile in se stesso (cioè che, non poteva soffrire) sostenne la Passione, fu che: l'uomo non sarebbe stato salvato in altro modo. Fin da principio era davvero necessario che Cristo soffrisse secondo le scritture." E non poteva non farlo; come egli stesso affermò (per esempio ai discepoli di Emmaus). Certo, dal punto di vista logico, egli era libero di soffrire in altro modo. Magari, più confacente. Tanto é vero che gli Ebrei, nostri fratelli maggiori, non hanno mai ritenuto Jahvé passibile di un dolore così cruento e crudele, limitandosi a descrivere, in 1saia 53, il "Servo sofferente". Che poi identificano col popolo ebraico. Ed i musulmani (Corano, sura-cap.4,157) negano che: Gesù-profeta in persona sia stato crocifisso (al suo posto sarebbe morto un altro). Come si vede, questo evento enorme, la Crocifissione, è centrale e specifico del cristianesimo.
Riassumendo. L'ebreo Gesù, nato dalla stirpe di Davide, si é incarnato nel seno della ebrea vergine Maria, al fine di riscattarci dai nostri peccati. Lui che, per definizione, é senza peccato (Ebr.4,15). E siccome non esiste un amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici (cf Gv I5,13), non solo come Dio, ci ha mirabilmente creati, ma come Uomo, ci ha ancor più meravigliosamente redenti.