LA VOCE DEL VESCOVO
di Maria Carla Papi
23 Marzo 2003 alle ore 15 iniziava la grande festa al Paladozza per l'incontro tra l'Arcivescovo ed i ragazzi che si preparano a ricevere il sacramento della Confermazione. Oltre 3mila i ragazzi e 2mila gli adulti - tra genitori e catechisti - che hanno assiepato le gradinate del Palazzetto (tanto che non sembra neanche più così grande pieno comè di persone, colori, suoni e musica), mentre i responsabili del Settore della Pastorale Giovanile di Bologna li guidavano nei giochi e nei canti. La Chiesa di Bologna anche questanno ha consolidato questo tradizionale incontro con il loro Vescovo, un incontro che dovrà dare lavvio alla loro piena introduzione nella vita della Chiesa. Mentre i bambini partecipavano allanimazione delle Verdi Note dellAntoniano di Bologna con canti, giochi, suoni e balli, in attesa dell'arrivo del cardinale Biffi, nell'attigua Palestra Fortitudo si svolgeva un affollato incontro tra i genitori ed i catechisti con il vescovo ausiliare monsignor Ernesto Vecchi, sui temi della giornata legati al sacramento della Confermazione. Il Vescovo nel suo intervento ha richiamato i valori del cattolicesimo, invitando "i genitori a riscoprire il loro ruolo di padri e madri di famiglia" ha detto monsignor Vecchi "per insegnare ai figli i valori cristiani, così importanti in questo particolare momento storico. Senza voler criminalizzare nessuno, è necessario saper non perdere la strada maestra, magari seguendo anche i giusti sentimenti del momento, ma rimanere ancorati ai valori della propria fede, tramandati dai padri ed insegnati ai figli, come ad esempio la partecipazione alla messa domenicale e l'Eucaristia". Molti i genitori presenti all'incontro, tanto che i ritardatari non sono riusciti neppure ad entrare nella palestra, oramai strapiena. Monsignor Vecchi ha poi chiesto ai genitori di seguire i bambini nel loro cammino spirituale, continuando a farli frequentare la parrocchia anche dopo la Cresima, momento critico nella vita religiosa di un adolescente. "Avete un dovere di farli crescere non solo fisicamente ma anche spiritualmente" ha aggiunto monsignor Vecchi "testimoniando loro i valori che sono insiti nella nostra fede, dal battesimo al matrimonio, fino all'insegnamento dei comandamenti.
La stessa celebrazione della domenica è un aspetto importante della nostra civiltà: non basta non lavorare il settimo giorno, ma è necessario renderlo vivo con la santificazione della festa". Infine il Vescovo ausiliare ha voluto ricordare la fondamentale importanza del sacramento della Cresima, il momento in cui i ragazzi diventano veri testimoni del Signore, per garantire davanti a tutti che Gesù è il Salvatore, morto e risorto.
All'arrivo dell'Arcivescovo le migliaia di persone presenti hanno iniziato a cantare ed a battere il tempo con i piedi e il Paladozza pareva dovesse crollare da un momento all'altro! Appena però il Cardinale ha aperto bocca è calato il silenzio e con il suo linguaggio diretto ed immediato li ha subito conquistati.
"Se qualcuno adesso entrasse e chiedesse il motivo di questa assemblea, la risposta sarebbe in una sola parola: Cresima. Questi sono i nostri ragazzi della Cresima!". Con queste parole è iniziato il messaggio che il Cardinale ha rivolto ai "suoi" cresimandi.
"Sarà un momento molto importante per voi" ha continuato il Cardinale "perché sarete al centro della comunità cristiana. Tutta la celebrazione della Messa della Cresima sarà dedicata a voi che state per ricevere un grande dono. Le cose che si fanno una volta sola nella vita sono decisive. Si nasce e si muore una volta sola. Una volta sola si diventa figli di Dio nel Battesimo ed una volta sola il Signore vuol confermare con la Cresima questa scelta. ? quindi una cosa grande". Il Cardinale ha poi illustrato ai ragazzi i momenti più importanti della celebrazione della Cresima. "Qualcuno traccerà su di voi" ha detto "un piccolo segno della croce con l'olio profumato e chiamerà ciascuno di voi con il proprio nome e dirà queste parole: "Ricevete il sigillo dello Spirito Santo che vi è dato in dono".
Qualcuno allora si domanderà: "Tutta questa grande preparazione per solo pochi minuti?". Voi invece siete di fronte ad un'azione di Dio, ad uno stile che è all'opposto di quello del mondo. Questo è bravissimo a prendere delle cose che non contano nulla e poi ne parla tantissimo e le presenta in modo grandioso, come ad esempio la pubblicità dell'acqua minerale, che sembra straordinaria alla televisione ma quando la beviamo, scopriamo che è solo acqua. Questo è lo stile dell'uomo che prende il quasi niente delle sue proposte e lo infiocchetta. Dio fa il contrario: prende le sue ricchezze, che sono grandi e straordinarie, e si diverte a nasconderle sotto un piccolo gesto e sotto la semplicità di qualche parola. In quel momento riceverete invece il dono più grande che il Signore vi possa fare: il dono del suo spirito e della sua luce intima. Se lo lascerete lavorare nel vostro animo, vi farà scoprire le cose importanti. Il Signore vi darà con la Cresima un cuore nuovo e dal quel momento non vi mancherà più nulla partecipando più attivamente alla vita della comunità".
Come potremo leggere più avanti, dalla cronaca fatta dai nostri cresimandi, linvito del Cardinale a partecipare a quel momento di festa è stato, non solo gradito, ma è stato anche un momento di stupore che servirà a sottolineare maggiormente limportanza della S. Cresima.
Ricordiamo che la giornata dei Cresimandi è stata unistituzione del nostro Cardinale e questa idea ha ringiovanito la cerimonia della S. Cresima che in qualche modo - restava un po in ombra rispetto alla Prima Comunione e pian piano in un tempo in cui se ne parlava così poco rischiava di relegare ad un ruolo secondario lo Spirito Santo, la Terza Persona della SS. Trinità che procede dal Padre e dal Figlio.
Il nostro Vescovo, che allo Spirito Santo ha dedicato molte attenzioni anche nei suoi scritti non poteva non avere una illuminata ispirazione!
UN GRADITO "RENDEZ-VOUS"
4 Maggio 2003 In San Gioacchino la festa continua! Questanno, ad impartire la S. Cresima, ci sarà il Cardinale in persona. Sia chiaro: la Cresima ha sempre lo stesso valore e la stessa importanza, la presenza del Vescovo non aumenta il potere del Sacramento, semmai la sua persona onora questa cerimonia e, indubbiamente, la renderà indelebile nella memoria dei ragazzi.
Io ricordo ancora la mia Cresima fatta alla SS.ma Trinità con il Card. Giacomo Lercaro. Ancora lo vedo, il Vescovo, ai piedi dellaltare, mentre noi cresimandi stavamo tutti in fila davanti a semicerchio e sento chiara la sua voce che dice: "I peccati sono come le ciliegie "
Sarà un gradito rendez-vous per i nostri ragazzi che torneranno ad incontrare (e questa volta ben più da vicino!) il nostro Cardinale e sarà una grazia per tutta la Comunità ad riaverlo ancora fra noi.
Il modo migliore per onorare la sua venuta, è quello di ricordare il più possibile i suoi insegnamenti. Quel Magistero che da oltre 18 anni ormai ci accompagna non è un composto di parole sapientemente distribuite, ma è lappassionato frutto del suo cuore di pastore, che non cessa mai di cercare tutte le strade più impervie per raggiungere i figli più lontani. Ricordare e riconoscere il suo insegnamento, cercando in qualche modo di metterlo in pratica, vuol dire mettersi senza fatica alla sequela di Cristo. Ricordare e riconoscere il suo insegnamento vuol dire entrare un po nei suoi pensieri, nella sua anima, essere più intimamente legati a lui, vuol dire avere un padre in più che ci conduce per mano verso il Padre celeste, vuol dire avere un amico fidato che ci condurrà forse per strade difficili alla giusta meta, senza compromessi.
Non riusciremo a dirglielo tutti di persona, quel giorno, ma il Signore saprà fargli sentire il calore del nostro Grazie se verrà dal cuore.
Per quanto detto sopra, credo sia opportuno ricordare in occasione della fine dellanno catechistico alcuni brani dedicati ai CATECHISTI e tratti dalla Nota "Guai a me "
LE PAROLE DEL CARDINALE
I CATECHISTI VOCE DELLA CHIESA MADRE
"Il compito catechistico è espressione fondamentale della maternità della Chiesa, che genera e fa crescere i figli di Dio, irradiando su di essi la luce fecondatrice della Verità rivelata. I catechisti avvertiranno la rilevanza teologica di questa loro missione, che li pone necessariamente tra gli operatori di spicco nell'impresa della nuova evangelizzazione. Poiché ogni generazione nasce pagana e necessita, non solo del battesimo, ma anche dell'esplicito insegnamento del Vangelo, i catechisti dei fanciulli, dei ragazzi e dei giovani devono giustamente ritenersi i missionario inviati a portare Cristo e la sua Salvezza alla nuova umanità che ogni anno si affaccia alla ribalta della storia. La cospicua schiera degli "operai della dottrina cristiana", che è uno dei doni dello Spirito alla Chiesa del nostro tempo, è senza dubbio motivo di consolazione e speranza. Il nostro auspicio è che questa schiera si faccia ancora più numerosa e si affermi anche nel campo specifico degli adulti, della preparazione al battesimo e al matrimonio, dell'approfondimento di settori particolari dell'insegnamento cristiano, quale quello sociale, storico e artistico".
FORMAZIONE E FEDELTA
"Catechisti non ci si improvvisa. ? necessario che sia seguito un preciso itinerario formativo, che potrà avere diversi sedi o livelli. quello parrocchiale, sempre irrinunciabile; quello vicariale o di zona; quello diocesano; fino a trovare il suo coronamento nella partecipazione ai corsi dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose. Sia nella formazione sia nello svolgimento della loro attività i catechisti si preoccupino di mantenersi in comunione con il pensiero del Vescovo; una comunione che non sia puramente dichiarativa o rituale, dal momento che essi desumono la loro autorevolezza dal mandato di colui che rimane nella Chiesa particolare il primo evangelizzatore."
Card. Giacomo Biffi, "Guai a me ", nn.68-69