Carissimi Parrocchiani …

di don Carlo Govoni

 

“Il mese di maggio ci incoraggia a riflettere e a parlare in modo speciale della Vergine Maria, perchè questo è il suo mese.” (Giovanni Paolo II, Udienza generale, 2 maggio 1979).

 

Le colline, già ammantate di verde, si colorano sempre più qua e là, come se un pittore col suo pennello avesse inteso dipingere quelle macchie lievi di fiori bianchi, gialli, lilla che aprono le loro corolle al bacio luminoso del sole. Nei giardini, nelle siepi che adornano molte case, sbocciano con generosità le rose che, con i loro petali turgidi dai colori pieni e dal profumo delicato, si offrono non solo agli occhi affascinati di chi le ammira, ma paiono tendersi al cielo per offrire il loro omaggio.

È  Maggio il mese in cui la vita della natura appena risvegliata dalla primavera, si riempie delle promesse dell’estate imminente e inizia a donare i suoi frutti.

Le creature, circondate da questa fatata esplosione di vita così contagiosa,  ritrovano  rinnovate energie per le loro attività quotidiane.

Probabilmente nel passato molti credenti coinvolti da questi fermenti di vita interiore hanno desiderato vivificarli con uno sguardo rivolto al cielo … Quale figura  poteva apparire la più adatta per completare con la sua dolcezza e il suo materno amore questa sete di Bene? Lei, chiamata a ragione Rosa mistica, è il fiore più profumato, luminoso e candido che arricchisce lo spirito di chiunque si abbandoni a Lei: Maria  santissima!

È quasi certamente per questo che il mese di Maggio, rigoglioso e generoso, è stato ritenuto degno di essere dedicato alla Madonna con una tradizione che si perde fin dalle origini della Chiesa.

 

Ricordo ancora con commozione, quando al tramonto andavo con la nonna a recitare il S. Rosario attorno ad una delle tante edicole che costellavano il territorio della mia Parrocchia, costituito per lo più dalla grande distesa della campagna, a quell’ora già immersa nel buio della sera.

Le candele accese, schermate da carte variopinte, creavano un clima devoto e mistico attorno all'immagine della Madonna.

Finito il canto delle litanie, mentre gli adulti si salutavano, noi bambini avevamo un po' di libertà: quante corse sull'erba fresca per inseguire le lucciole, senza  riuscire a catturarne una!

Era bello allora constatare che in una Comunità cristiana si viveva con tanta fede la devozione a Maria; ma è bello anche oggi rivivere nel ricordo, quelle serate di preghiera sotto il cielo stellato,

 

La cultura religiosa della gente non andava oltre alle modeste nozioni ricevute dalla catechesi impartita in parrocchia, ma era la fede vissuta intensamente che orientava la vita di tutti e dava la forza per viverla in quella luce.

Quando già facevo il chierichetto, la domenica vedevo spesso certe massaie che, dopo un'ora di cammino per sentieri fangosi, si fermavano alla porta della chiesa per togliersi gli zoccoli infangati e calzare le scarpe pulite che avevano portato nella sporta. Volevano essere in ordine per partecipare alla S. Messa, ma soprattutto avevano un gran rispetto per la casa del Signore. Quanta fede!

Si potrebbe tranquillamente, descrivere il cammino interiore di quelle anime semplici con una frase classica della nostra cultura religiosa "ad Jesum per Mariam".

Sarebbe consolante vivere ancora quel modello di vita anche oggi: forse diminuirebbero gli stati d'ansia che affliggono tanti, insieme a molte altre complicazioni …

 

Dopo le delusioni abbondantemente fornite dalla ricchezza, dal potere, dalla ricerca di insani piaceri, tornare  indietro per camminare verso Gesù, sorretti dal materno aiuto di Maria Santissima, potrebbe essere la scelta migliore e più saggia.

Preghiamo la Madonna con qualche Rosario in più questo mese, perché ci aiuti tutti a stare sulla strada di suo Figlio Gesù.

Vi affido tutti, con affetto, alla nostra cara Mamma celeste.