2
AGOSTO
SANTA
MARIA DEGLI ANGELI
ALLA
PORZIUNCOLA
A
cura di Maria Carla Papi
Il
serafico Padre Francesco, per il suo singolare amore verso
Per
questa Cappella il santo Fondatore ottenne da papa Onorio III la
storica indulgenza, che i Sommi Pontefici confermarono successivamente
ed estesero a numerose altre chiese.
Per
questi gloriosi ricordi lOrdine serafico celebra con gioia
la festa di Santa Maria degli Angeli.
v
Questo luogo è veramente santo e abitato da Dio
Dagli
scritti di Fra Tommaso da Celano (Le due Vite, Ed.
A. Signorelli, Roma
Il
servo di Dio Francesco, di statura piccola, di mente umile, di
professione minore, nel tempo che visse quaggiù, per sé e per
la sua fraternità scelse una particella di mondo, per il solo
fatto che non gli fu assolutamente possibile servire Cristo
altrimenti, che avendo qualche cosa dal mondo.
E
non senza una rivelazione e predisposizione divina, già in
antico, fu chiamato Porziuncola quel luogo che doveva toccare in
sorte a coloro che desideravano di non avere nulla di proprio in
questo mondo.
Vi
sorgeva una chiesetta dedicata alla Vergine Madre, la quale per
la sua singolare umiltà meritò di essere elevata, dopo il
Figlio, alla dignità di capo di tutti gli eletti.
In
essa ebbe inizio lOrdine dei Minori, e come sopra un saldo
fondamento, crebbe e si moltiplicò il loro nobile edificio. Il
Santo amava questo luogo più di ogni altro, comandò ai frati di
venerarlo con rispetto speciale e volle che lo custodissero
sempre come specchio di vita religiosa, in umiltà e altissima
povertà, riservandone però la proprietà agli altri, e
ritenendone per sé e per i suoi soltanto luso.
Vi
si osservava una rigidissima disciplina in tutto, nel silenzio e
ne lavoro e in tutte le altre prescrizioni della regola. Senza
tregua, giorno e notte, la fraternità dei Minori di quel luogo
era occupata nel lodare Dio e, tutti soffusi di una mirabile
fragranza, vi conducevano una vita veramente angelica.
Frate
Francesco infatti, pur sapendo che il regno del cielo si può
raggiungere ovunque e che la grazia divina non trova difficoltà
a scendere sugli eletti ovunque si trovino, tuttavia si era
accorto per propria esperienza che il luogo della chiesa di S.
Maria della Porziuncola godeva di una maggiore abbondanza di
grazia, ed era frequentemente visitato da spiriti celesti.
Spesso
quindi diceva ai frati: «Guardatevi, figli,
dallabbandonare mai questo luogo. Se ve ne cacciassero
fuori da una parte, rientratevi dallaltra. Questo luogo
infatti è veramente santo e abitato da Dio. Qui il Signore
moltiplicò il nostro piccolo numero; qui illuminò i cuori dei
suoi poveri con la luce della sua divina sapienza; qui accese le
nostre volontà con il fuoco del suo amore; qui, chi avrà
pregato con devozione, otterrà quello che chiederà, e chi
mancherà sarà punito più gravemente. Perciò, figli, ritenete
degno di ogni onore il luogo della dimora di Dio, e con tutto il
trasporto del vostro cuore rendete in esso lode al Signore».
COME
OTTENERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI
(Per
sé o per i defunti)
Dal
mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente
(2 agosto), oppure, col permesso dell'Ordinario (Vescovo), nella
domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del
sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una
volta sola l'indulgenza plenaria.
CONDIZIONI RICHIESTE:
1 -
Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa Cattedrale o
Parrocchiale o ad altra che ne abbia l'indulto e recita del
Padre Nostro (per riaffermare la propria dignità di
figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del Credo (con
cui si rinnova la propria professione di fede).
2 -
Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto
giorni precedenti o seguenti).
3 -
Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.
4 -
Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un
Padre Nostro e un'Ave Maria o altre
preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla
Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il
Romano Pontefice.
5 -
Disposizione d'animo che escluda ogni affetto al peccato, anche
veniale.
Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute
anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la
chiesa; tuttavia è conveniente che
L'INDULGENZA: che cosa è?
I
peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma
compromettono anche l'equilibrio interiore della persona e il suo
ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non
occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma
anche una riparazione del disordine provocato, che di solito
continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il
penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di
solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova
anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso
valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace
la sua riparazione.
Nei
primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il
rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della
fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la
consapevolezza che il potere di legare e sciogliere,
ricevuto
dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche
dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro
i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di
una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha
le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti.
Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione
dell'indulgenza. (C.E.l. - Catechismo degli adulti, n. 710)
COME
SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE
L'INDULGENZA
DEL PERDONO
Una
notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella
preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola,
quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce
e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e
alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una
moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia
a terra il suo Signore!
Gli
chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.
La risposta di Francesco fu immediata: "Signore, benché io
sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e
confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e
generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe".
"Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli
disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori
ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu
domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza".
E
Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei
giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la
visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche
difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per
quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando
rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E
felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò:
"Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo
Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera
di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho
bisogno di alcun documento: questa carta deve essere
E
qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell'Umbria, al
popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli
miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".