EDUCAZIONE
A
cura di Giovanna Corazza
Il 24 Marzo u.s. Sua Santità
Benedetto XVI, in occasione del XXV anniversario del
riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e
Liberazione, ci ha incontrati a Roma in Piazza S. Pietro.
Abbiamo vissuto questo avvenimento,
che segnerà per sempre la vita del movimento, con tutta la
commozione che un fatto così importante può suscitare. Il Santo
Padre ha voluto abbracciarci tutti con la tenerezza di un padre:
per ben 20 minuti a bordo della Papamobile scoperta,
sotto la pioggia, ha salutato la folla nella piazza e lungo via
della Conciliazione. Dopo il saluto di don Carron, il Santo Padre
ha rivolto a Don Giussani le sue prime parole: il mio primo
pensiero va al vostro fondatore, Mons. Luigi Giussani, al quale
mi legano tanti ricordi e che mi era diventato un vero
amico
Lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa attraverso
di lui, un Movimento, il vostro, che testimoniasse la bellezza di
essere cristiani in unepoca in cui andava diffondendosi
lopinione che il cristianesimo fosse qualcosa di faticoso e
di opprimente da vivere. Don Giussani simpegnò allora a
ridestare nei giovani lamore verso Cristo Via,Verità
e Vita ripetendo che solo Lui è la strada verso la
realizzazione dei desideri più profondi del cuore delluomo,
e che Cristo non ci salva a dispetto della nostra umanità, ma
attraverso di essa.
E poi ancora:
Lavvenimento che ha
cambiato la vita del Fondatore, ha ferito anche
quella dei moltissimi suoi figli spirituali
Comunione e
Liberazione ancor oggi si offre come una possibilità di vivere
in modo profondo e attualizzato la fede cristiana
Infine il Santo Padre ha
riconfermato nella missione il compito già affidatoci nel 1982
dal compianto Giovanni Paolo II: Andate in tutto il mondo a
portare la verità, la bellezza e la pace che si incontrano in
Cristo Redentore
. Questoggi io vi invito a continuare
su questa strada, con una fede profonda, personalizzata e
saldamente radicata nel vivo Corpo di Cristo,
Di fronte a questo grande
avvenimento non possiamo non sentirci grati e desiderosi di dire
il nostro sì. Coscienti del nostro limite chiediamo
alla Madonna il suo sostegno per il compito affidatoci.