IL
CAMMINO CONTINUA
!
di
Annetta Ventura
Questa frase di
papa Wojtyla dice, in estrema sintesi, chi di solito sceglie di
entrare a far parte dellAzione cattolica: quei laici che
danno un aiuto in parrocchia, secondo le disponibilità e
capacità: dallaiuto fattivo della preghiera, ad un aiuto
concreto.
Questa scelta,
presa al tempo della presidenza di Bachelet, potrebbe essere considerato
quasi un limite, perché chi fa parte dellAzione cattolica
trova soprattutto nella parrocchia il luogo della sua missione. I
commenti, i progetti, gli strumenti per un confronto con la
società e la cultura del nostro tempo che arrivano
dallassociazione, servono senzaltro a dare uno
spessore spirituale ai compiti assunti in parrocchia, ma
costituiscono anche un importante processo di formazione
personale e culturale. Rientrava nellambito di sperimentare
questa formazione, appunto, la proposta avanzata dal parroco di
farsi carico delle quote delle nuove adesioni, per lanno
appena concluso.
Associarsi comporta
sottoscrivere un patto, espresso da uno statuto, e impegnarsi
alla realizzazione di obiettivi comuni. Di qui quel senso di appartenenza
che influisce nellorientare anche le ordinarie
scelte di vita. Perché, lo si voglia o no, sentirsi parte di
unorganizzazione, è come accettare la sua funzione
pedagogica, mettersi ad una scuola che dà criteri di crescita,
conduce a scartare certe tendenze e ad accettarne di più valide.1
Per la sua stessa vocazione, lAc non
dovrebbe essere considerata un gruppo a sé stante, dovrebbe
essere presente nelle diverse attività del lavoro parrocchiale.
Un ringraziamento di
cuore va a chi ha trovato tempo e spazio per le attività di questanno.Sarà
un piacere ritrovarci, in disponibilità e amicizia, dopo
lestate. Per questanno, si sono concluse le riunioni
sul catechismo. Nelle ultime due abbiamo meditato, con la guida
del parroco, sulla sesta opera di misericordia spirituale e sulla
settima.
Sopportare
pazientemente le persone moleste, sesta opera.
Il povero , il barbone, il tossico, chi
è in qualche modo diverso, non sempre sono ritenute persone
comode da contattare. Non apprezzano il nostro aiuto come noi
vorremmo, minano le nostre piccole
tranquillità e sicurezze.
Quanta intolleranza anche verso gli
immigrati. Vengono a cercare, in un paese con abitudini e
consuetudini diverse, una vita dignitosa per loro e le loro
famiglie.
Renderci conto dei vari modi del loro
disagio potrebbe costringerci a fare qualche piccola cosa -
un saluto amichevole, una disponibilità? - per esprimere
accoglienza, e aiuto.
Quanta indifferenza per la schiavitù di
persone che svendono i loro corpi o che seguono la magia di
una dose. Capita di tenerci in disparte, difendendo la nostra
serenità; non vogliamo lasciarci coinvolgere da vecchie e nuove
minacce, come se certi fatti succedano solo agli altri, e
invece attraversano anche la nostra vita.
Anche un collega, un amico o un
compagno di studi che dimostri un disagio personale, può essere
vissuto come un ostacolo, piuttosto che un fratello da accogliere
e comprendere.
Ma spesso anche da scoprire.
Sembrerebbe quasi inspiegabile, ma è
senzaltro vero che questa civiltà del benessere incentiva
nuove depressioni. Ma, in questa epoca di comunicazione in tempo
reale, sappiamo ancora fare conversazione? coltivare
conoscenze e amicizie? farci vicendevolmente compagnia?
Potrebbe essere queste alcune delle ragioni della solitudine ritenuta
dilagante?
Ricordo con molto affetto unamica
che viveva sola e che ci faceva piccole visite durante la sua
passeggiata quotidiana. Parlava con mia madre e con me, si interessava
dei bambini, ci raccontava alcune cose della sua giornata. Sapeva
ascoltare e sapeva dare consigli. Ancora oggi, dopo molti anni
dalla sua morte, penso che essere stato uno dei posti dove lei
faceva una sosta abbia fatto più piacere a noi che a lei.
¨
Dio è benevolo perché luomo è fragile
LAntico Testamento dice
il Signore è paziente con gli uomini e riversa su di essi
la sua misericordia (Siracide 18,9-11).
Dio estende la sua misericordia a tutta la
storia umana perché nessun uomo è senza difetti.
¨
Gesù oltraggiato non rispondeva con oltraggi
Gesù
sapeva chi erano quelli
che non credevano in lui e chi era colui che lo avrebbe tradito (Giovanni
6, 64 ).
¨
Sopportatevi con amore
Vi esorto dunque
a
comportarvi in maniera degna della vocazione che avete
ricevuto, con umiltà, mansuetudine, e pazienza, sopportandovi
a vicenda con amore, cercando di conservare lunità dello
spirito per mezzo del vincolo della pace (Efesini 4,1-3) .
Rivestitevi
di
sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà,
di mansuetudine, di pazienza;
e perdonandovi
scambievolmente
(Colossesi 3,12-13)
Pregare Iddio per i
vivi e per i morti, settima opera.
La preghiera tiene il primo posto fra
tutte le opere che procedono dallamore: è espressione di
carità, è respiro dellanima. Pregare è aprirsi a Dio e
al prossimo, accogliere e donare; mettere sotto lo sguardo del
Signore tutte le persone, e non solo quelle della nostra vita.
La preghiera diventa così opera di
misericordia verso chi soffre, verso chi non ha fede, e spesso
neppure speranza.
La preghiera è crescere nel Signore
insieme agli altri. Riceve la sua efficacia da Dio stesso. Chi
prega riceve conforto dalla sua stessa preghiera. È silenziosa,
umile e gratuita.
E tutti
possono pregare.
Al mattino ci affidiamo a Dio, con una
preghiera che coinvolge tutti.
Alla sera, ripercorriamo gli avvenimenti
della giornata, pensiamo agli impegni dellindomani,
auguriamo la buona notte a chi ci sta vicino, e condividiamo
linizio di una nuova giornata con chi vive allaltro
capo del mondo.
La preghiera oltrepassa la soglia della
morte e raggiunge coloro che sono nella vita eterna. E diventa
carità e sollievo; forza e suffragio, modo per sentirci insieme.
¨
La preghiera per i vivi
NellAntico Testamento, Abramo
intercede presso Dio per Sodoma e Gomorra:
Davvero sterminerai il giusto con
lempio? Forse ci sono cinquanta giusti nella
città: davvero gli vuoi sopprimere.
Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la
giustizia? (Genesi 18,23-33)
Quando gli Ebrei fabbricano il vitello
doro, suscitano lira di Dio, e Mosè intercede per il
suo popolo Ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele,
tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto:
renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del
cielo (Es 32,13).
Dopo la sfiducia peccato contro la
fede che si impadronisce del popolo nel deserto del Sinai,
ancora Mosè si rivolge a Dio Perdona liniquità del
tuo popolo, secondo la grandezza della tua bontà
(Mn,
14,19)
¨
La preghiera per i defunti
È solo verso il II secolo a.C. che
Israele conosce la rivelazione del premio e del castigo
nellaltra vita. Dopo la battaglia di Iamnia, mentre si
seppelliscono i morti, Giuda Maccabeo si accorge che i caduti
avevano piccoli oggetti doro razziati nella città del
nemico, Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio
per i morti, perché fossero assolti dal peccato (2 Mac 12,
45).
¨
Nella Bibbia cè anche un esempio di preghiera dei
defunti per i vivi.
Sempre Giuda Maccabeo sogna Geremia,
vissuto secoli prima, che innalza molte preghiere per il
popolo e per la città santa ( 2Mac 15, 14)
¨
Lintercessione di Gesù
Pregate e vegliate in ogni
momento (Luca 21,36). E Gesù che lo raccomanda.
Gesù rivolge molte preghiere di intercessione
al Padre, e a lui fanno eco gli insegnamenti degli apostoli.
Paolo sottolinea che nessuna condanna può scaturire da Gesù.
Giovanni, nella prima lettera, ci
consegna unaltra certezza Figlioli miei, vi scrivo
perché non pecchiate; ma se qualcuno lo ha fatto abbiamo un
avvocato presso il Padre
E Giacomo esorta a pregare gli
uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del
giusto fatta con insistenza (Giacomo, 5, 16).
Lintercessione è connessa
allamore fraterno e al disinteresse personale.
E ogni giornata è uno spazio di tempo da
colmare di amore.
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1 Davide Fiammengo,
supplemento a Segno n.4, 2007, pag. 6,7 - Bibliografia -
Giuseppe Crocetti, Le opere di misericordia, San Paolo, 1999,
Autori vari, Le opere di misericordia, Rogate, 2001