LE APPARIZIONI MARIANE
CON
MARIA
di
Massimo Craboledda
È opportuno
soffermarsi ancora sullapparizione della Madonna a Guadalupe,
in Messico, e sulla straordinaria immagine che apparve impressa
sul mantello di Juan Diego, il ragazzo indio scelto dalla Vergine
come messaggero perché venisse eretta una basilica presso la
collina del Tepeyac. Tale immagine rappresenta per diversi
aspetti un mistero dinanzi al quale la scienza non sa fornire
spiegazioni.
Anzitutto è
sorprendente la conservazione di quel mantello, la tilma
nel dialetto locale. Esso è costituito da due teli di ayate
(un rozzo tessuto di fibre di agave, usato in Messico dagli
indigeni più poveri per confezionare abiti) cuciti insieme con
filo sottile. Normalmente tale tessuto, complici le condizioni
climatiche di quella regione, ha una durata molto breve; in pochi
anni si degrada irreparabilmente. La tilma di Juan Diego è
intatta da quasi cinquecento anni e per centotrentacinque fu
esposta allatmosfera senza alcuna protezione. Inoltre,
fenomeno già notato verso la fine del XVIII° secolo e
confermato anche oggi, sembra che il tessuto respinga gli insetti
e la polvere, che, invece, si accumulano in abbondanza sul vetro
e sulla cornice della teca ove è custodito.
Un interessante
studio scientifico è quello relativo alla disposizione delle
stelle sul manto della Vergine. Si è potuto accertare che esse
corrispondono alle costellazioni presenti sopra Città del
Messico al solstizio dinverno del 1531 (solstizio che, dato
il calendario giuliano allora vigente, cadeva il 12 dicembre),
viste, però, non secondo la normale prospettiva di chi guarda
dalla terra, ma come le vedrebbe un osservatore posto al di sopra
della volta celeste.
Ma il mistero più suggestivo
riguarda lorigine dellimmagine della Madonna. I primi
esami scientifici risalgono al 1666. Gli esperti di allora non
ebbero dubbi nel sostenere che unimmagine così nitida non
poteva essere stata dipinta a olio o a tempera su quel tessuto
grezzo, senza nessuna preparazione del fondo. Il clima cui è
stata esposta, inoltre, avrebbe distrutto in un tempo breve
qualsiasi pittura anche se eseguita su tela di buona qualità e
ben preparata. Nel 1751 una commissione di sette pittori giunse
ad analoga conclusione: limmagine non è un dipinto; i
colori appaiono come incorporati alla trama stessa della tela.
Nel secolo scorso Richard Kuhn, premio Nobel per la chimica nel
1938, poté esaminare due fili, uno rosso e uno giallo,
provenienti dalla tilma di Juan Diego: dichiarò che sulle fibre
non vi è traccia di coloranti, né vegetali, né animali, né
minerali.
La tecnica oggi
più usata per determinare la natura dei pigmenti è la
fotografia ai raggi infrarossi; essi vengono riflessi o assorbiti
in maniera diversa dalle varie sostanze contenute nei pigmenti
stessi. Nel 1979 fu analizzata una quarantina di scatti allinfrarosso
della sacra immagine. A parte alcuni particolari sui quali sono
stati eseguiti interventi nel corso dei secoli, la quasi
totalità dellimmagine forma un corpo unico con il tessuto.
Ne è stata, dunque, ancora una volta dimostrata la natura
non fatta da mano duomo, acheropita, per
usare il termine tecnico di origine greca.
La scoperta più
straordinaria è venuta dallesame degli occhi della Vergine.
E noto che nellocchio umano si formano tre immagini
riflesse degli oggetti osservati: una sulla superficie esterna
della cornea, la seconda sullesterno del cristallino e la
terza, rovesciata, sulla superficie interna del cristallino
stesso. Se tali immagini riflesse, oltre che negli occhi di una
persona vivente, possono forse essere viste anche in una
fotografia ad alta risoluzione del suo viso, non potranno certo
mai apparire negli occhi di un volto umano dipinto su una tela.
Già nel 1929,
esaminando alcuni negativi dellimmagine della Madonna di Guadalupe,
il fotografo Alfonso Gonzales scorge nellocchio destro
qualcosa di simile al riflesso di un mezzo busto umano. Nel 1951
il fotografo ufficiale del santuario dichiara di avere vista
riflessa nella pupilla dellocchio destro una testa e di
averne subito accertata la presenza anche nellocchio
sinistro. Negli anni successivi illustri oftalmologi confermano
tali osservazioni. Ma questo è ancora poco se confrontato con
quanto si è potuto rilevare con le moderne tecniche di scansione
ed elaborazione elettronica delle immagini. Ingrandendo fino a
2500 volte le iridi degli occhi della Vergine si è vista
riflessa lintera scena di Juan Diego che apre il suo
mantello davanti al Vescovo e ad altri testimoni del miracolo per
mostrare le rose raccolte. Si contano sei personaggi con
identità ben distinta: negli occhi dellimmagine della
Madonna vi è come una istantanea di quanto accaduto
nel vescovado di Città del Messico il 12 Dicembre 1531 nel
momento in cui limmagine stessa si formò sulla tilma.
Questa appare, davvero, la conferma definitiva dellorigine
prodigiosa dellicona guadalupana: come sarebbe possibile
dipingere tutte queste figure in cerchietti di appena
Tutte queste
osservazioni non sono verità di fede; vi è, dunque, piena
libertà davanti ad esse. Nessuno dovrebbe, però, trascurare a
cuor leggero quelli che appaiono come segni del divino, aiuti
offerti al nostro avanzare spesso incerto e confuso.
Il cuore credente,
il cuore di figlio resta soprattutto commosso e consolato dal
messaggio della Vergine di Guadalupe: Non ci sono qui io,
che sono tua madre? E, dunque, di che cosa mai vuoi
angustiarti se io,