VIVIAMO IL CONGRESSO
EUCARISTICO
DIOCESANO
A cura di Massimo Craboledda
Momento centrale e culminante della celebrazione della Santa
Messa è
Seguiamo con ordine i diversi momenti di questa sublime preghiera,
attingendo agli approfondimenti offerti dal Quaderno n°3 del
Congresso Eucaristico Diocesano e allOrdinamento Generale
del Messale Romano.
Segue lacclamazione: il sacerdote e tutta
lassemblea, unendosi alle creature celesti, proclamano o
cantano il Santo: Santo, Santo, Santo
il Signore, Dio delluniverso
La prima parte
di questo inno ripete le parole con cui i Serafini, nella visione
del profeta Isaia (Is 6,3), ripresa nella liturgia celeste
narrata dallApocalisse (Ap 4,8), esaltano la gloria di Dio.
La seconda parte ci fa partecipi delle acclamazioni della folla
osannante al Cristo nel suo ingresso a Gerusalemme (Gv 12,13).
Il sacerdote, quindi, stendendo le mani sul pane e sul vino,
invoca lo Spirito Santo. E lepìclesi,
generalmente sottolineata dal tocco della campanella. Si invoca
la potenza dello Spirito, perché la sua forza santificante,
unita alla benedizione onnipotente del Padre, trasformi i doni
offerti nel Corpo e nel Sangue di Cristo.
Il racconto dellistituzione e la consacrazione
seguono immediatamente linvocazione dello Spirito. Mediante
le parole e i gesti di Gesù, tramandati negli scritti del Nuovo
Testamento, si compie il sacrificio che Cristo stesso istituì
nellultima Cena, quando offrì il suo Corpo e d il suo
Sangue sotto le specie del pane e del vino, li diede a mangiare e
a bere agli Apostoli e affidò loro il mandato di perpetuare
questo rito. Egli è la vittima e il sacerdote, eletto da Dio per
lofferta che dà al Padre la gloria perfetta. Tutto il
mistero pasquale del Signore, la sua morte sulla croce, la sua
resurrezione ed ascensione sono resi vivi, attuali, presenti. Per
questo siamo invitati a confessare solennemente, subito dopo
lelevazione dellOstia e del Calice: Annunziamo
la tua morte, Signore, proclamiamo la tua resurrezione,
nellattesa della tua venuta.
Seguono lanamnesi (o memoriale) e
lofferta:
Tutti sono invitati
ad unirsi, offrendo il sacrificio di Cristo e se stessi in
comunione con Lui. Occorre, infatti, nella celebrazione
dellEucaristia, assumere interiormente latteggiamento
di offerta, di preghiera, di amore e di obbedienza al Padre con
cui il Cristo si dona per la salvezza del mondo. Allora il nostro
cuore e il nostro spirito si immergono veramente nei sentimenti
di lode, amore, adorazione e ringraziamento al Padre che, per
mezzo del Figlio, sta operando, nella celebrazione, la salvezza
dellumanità. Cristo stesso assume e trasforma ogni nostra
offerta per presentarla al Padre in rendimento di grazie, ovvero
come eucaristia. Il sacerdote prega Dio di
accogliere la partecipazione dei fedeli al sacrificio del Figlio
e chiede per tutti coloro che si nutrono del Corpo e del Sangue
di Cristo il dono dellunità, affinché siano un
solo corpo e un solo spirito.
Lanamnesi è
seguita dalla preghiera di intercessione: con essa si
esprime la presenza in comunione di tutta
Riportiamo, in
conclusione, una riflessione di G. Dossetti, da La parola e il
silenzio, ed. Il Mulino, Bologna 1997, p. 165:
LEucaristia è il modo privilegiato in cui
luniversale attrazione del sacrificio di Cristo si rende
sensibilmente presente a ogni uomo e a ogni generazione;
in
cui ogni uomo e ogni generazione sono per un istante sottratti ai
loro limiti spazio temporali e sono assunti nelleternità
di Cristo, posti in contatto salvifico con levento storico
della croce in atto di svolgimento. Levento si è
realizzato una volta per tutte, il sacramento si realizza ogni
volta che noi lo poniamo(cfr 1 Cor 11,26); e ogni volta noi
diventiamo contemporanei dellevento unico del
Calvario.