A Dio, Don Gius

 

Il 22 Febbraio 2005 è morto, a 82 anni, Don Luigi Giussani, detto ‘Gius’ dai ragazzi del popolo ciellino. Don Giussani è stato uno dei principali esponenti del cattolicesimo italiano contemporaneo, fondatore del movimento ecclesiale "Comunione e Liberazione", era nato a Desio (MI), il 15 ottobre del 1922.

Entrato in seminario a dieci anni, dove ha raccontato di aver completato pure la lettura dei romanzi di Emilio Salgari e di Giulio Verne, ha compiuto i suoi studi nella facoltà teologica di Venegono. In quel seminario ha poi insegnato per diversi anni. Il suo primo scritto conosciuto è "Atteggiamenti protestanti e ortodossi di fronte al dogma dell'Assunta", del 1951. Sei anni più tardi, come insegnante di religione al liceo 'Giovanni Berchet' di Milano, don Giussani scrive “Il senso religioso” che, nel 1959, affina come testo teorico di un' esperienza per diffondere il Vangelo tra i giovani studenti di un gruppo chiamato 'Gioventù Studentesca’. È il nucleo dal quale uscirà Comunione e liberazione.

Nei primi anni del pontificato di Paolo VI, don Giussani è spinto dall'arcivescovo di Milano, cardinale Giovanni Colombo, suo ex insegnante al seminario, a trascorrere un periodo di studi negli Stati Uniti. In terra americana egli resta circa sei mesi, rispetto al piano originario di due anni. Nel crinale tra la fine del 1968 e l'inizio del 1969 don Giussani lancia, a partire dall'Università Cattolica nel capoluogo lombardo, il nuovo movimento di Comunione e Liberazione che si impernia su una visione cristiana totale e capace di permeare di sé ogni attimo della condizione umana. Nel contesto di Comunione e Liberazione decolla anche la casa editrice Jaca Book. Dallo stesso alveo, col tempo, usciranno numerose altre iniziative, come il Movimento popolare e il Meeting di Rimini.

Nel 1977 Paolo VI, per la prima volta, riceve un gruppo di Comunione e Liberazione di Firenze, lì seguito dall'arcivescovo card. Giovanni Benelli e si rivolge a loro in termini nuovi e incoraggianti.

Ed è con l'attuale pontificato che nel 1982 il Pontificio consiglio per i laici riconosce la 'Fraternità di Comunione e Liberazione’, ora presente in circa 75 nazioni nei cinque continenti.

Don Giussani, fino al 1990, ha insegnato metodo della teologia cattolica alla 'Cattolicà di Milano. Nel frattempo, ancora il Consiglio per i laici ha riconosciuto l'Associazione di fedeli 'Memores Domini’, uomini e donne formati in Comunione e Liberazione, votati in modo totale a essere 'missionarì nel mondo del lavoro’.. Nominato consultore della Congregazione per il clero e del Consiglio per i laici, don Giussani dirige dal 1993 la collana 'I libri dello spirito cristiano’ per la Rizzoli e dal 1997 la collana discografica 'Spirito gentil'.

Mentre lo ricordiamo nella preghiera, il Parroco, la Comunità di S. Gioacchino e il Gruppo di Azione Cattolica, esprimono la loro vicinanza ai “figli” di Don Giussani, alcuni dei quali sono presenti anche nella nostra Comunità.

Ricordiamo Don Gius con un brano tratto dall’ultima intervista fatta in occasione del suo 82° compleanno, nel quale si svela, come sempre, tutto il Giussani-pensiero.

 

Don Giussani, come si può parlare di fede oggi?

«Anzitutto bisognerebbe correggere l' impostazione solita con cui si concepisce la fede. Tutto l' inizio nuovo dell' esperienza cristiana - e quindi di ogni rapporto - non si genera da un punto di vista culturale, quasi fosse un discorso che si applica alle cose, ma avviene sperimentalmente. È un atto di vita che mette in moto tutto. L' inizio della fede non è una cultura astratta ma qualcosa che viene prima: un avvenimento. La fede è presa di coscienza di qualcosa che è accaduto e che accade, di una cosa nuova da cui tutto parte, realmente. È una vita e non un discorso sulla vita, perché Cristo ha cominciato a "balzare" nell' utero di una donna!».

mcp