ANNO EUCARISTICO STRAORDINARIO 2004-2005

«MANE NOBISCUM DOMINE»

Lettera Apostolica

 

suggerimenti e proposte della congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti

 

Da mesi Don Carlo evidenzia sul Bollettino le iniziative prese in adesione alle raccomandazioni del Papa e della Chiesa in occasione dell’Anno >Eucaristico, affinché l’Eucaristia sia sempre un incontro vivo e mai abitudinario nel cuore di ogni fedele. Prima di continuare  ad esaminare i punti del Documento Mane nobiscum Domine che evidenziano i momenti salienti da ‘rivisitare’ anche liturgicamente, proponiamo l’art. 35 dei sugerimenti dei Vescovi alle Parrocchie. Ciascuno potrà vedere quante di queste iniziative già si fanno in Parrocchia oltre a quelle che abbiamo iniziato da poco (come l?Adorazione della Prima domenica del Mese e la lettura del Vangelo di Matteo). In seguito ci proponiamo anche di diffondere uno strumento con i suggerimenti che in questi mesi andiamo pubblicando, riassumendoli soprattutto nei comportamenti e nella gestualità da tenere in Chiesa, in particolare durante la S. Messa.

 

35. Parrocchie

 

Accogliere l’invito del Santo Padre è fare il possibile, durante questo Anno, per dare all’Eucaristia domenicale il posto centrale che le compete nella parrocchia, a giusto titolo chiamata «comunità eucaristica» (cf. SC, 42; Mane nobiscum Domine, 23; Dies Domini, 35-36; Eucharisticum mysterium, 26).

In questa luce, si suggeriscono alcune piste:

§         Dove c’è bisogno, riordinare o dare un assetto stabile ai luoghi della celebrazione (altare, ambone, presbiterio) e alla riserva dell’Eucaristia (tabernacolo, cappella dell’adorazione); dotarsi dei libri liturgici; curare la verità e bellezza dei segni (vesti, vasi sacri, arredo).

§         Incremento o costituzione del gruppo liturgico parrocchiale. Cura dei ministri istituiti e dei ministri straordinari della Santa Comunione, dei ministranti, della schola cantorum ecc.

§         Dedicare particolare attenzione al canto liturgico, tenendo conto delle indicazioni offerte nel recente Chirografo di Giovanni Paolo II sulla musica sacra.

§         Programmare in periodi dell’anno - tempo pasquale, quaresima - incontri formativi specifici sull’Eucaristia nella vita della Chiesa e del cristiano; occasione particolarmente propizia, per adulti e ragazzi, è il tempo di preparazione alla Prima Comunione.

§         Riprendere in mano e far conoscere l’Institutio generalis Missalis Romani (cf. Mane nobiscum Domine, 17) e i Praenotanda dell’Ordo Lectionum Missae; il De sacra communione et de cultu mysterii eucharistici extra Missam; la recente Enciclica Ecclesia de Eucharistia e l’Istruzione che l’ha seguita Redemptionis Sacramentum.

§         Educare allo "stare in chiesa": cosa fare quando si entra in chiesa; genuflessione o inchino profondo al Santissimo Sacramento; clima di raccoglimento; indicazioni per aiutare la partecipazione interiore durante la Messa, specie in certi momenti (tempi di silenzio, preghiera personale dopo la comunione) e per educare alla partecipazione esteriore (modo di acclamare o pronunciare coralmente le parti comuni). Per la comunione sotto le due Specie ci si attenga alle disposizioni vigenti (cf. SC, 55; IGMR, 281-287; Redemptionis Sacramentum, 100-107).

§         Celebrare convenientemente l’anniversario della dedicazione della propria chiesa.

§         Riscoprire la "propria" chiesa parrocchiale, conoscendo il senso di quanto abitualmente si vede in essa: lettura guidata dell’altare, ambone, tabernacolo, iconografia, vetrate, portale, ecc. Il visibile della chiesa favorisce la contemplazione dell’Invisibile.

§         Promuovere - anche indicando modalità pratiche - il culto eucaristico e la preghiera personale e comunitaria davanti al Santissimo (cf. Mane nobiscum Domine, 18): visita, adorazione del Santissimo e benedizione eucaristica, Quaranta Ore, processioni eucaristiche. Valorizzare in modo conveniente, dopo la Messa nella Cena del Signore il Giovedì Santo, il prolungarsi dell’adorazione eucaristica (cf. Direttorio pietà popolare, 141).

§         Proporre in particolari circostanze iniziative specifiche (adorazioni notturne).

§         Verificare la regolarità e la dignità nel portare la comunione ai malati.

§         Far conoscere l’insegnamento della Chiesa circa il Viatico.

§         Accompagnare la vita spirituale di chi, trovandosi in situazioni irregolari e partecipando alla santa Messa, non può ricevere la comunione eucaristica.

Riprendiamo ora ad esaminare il ‘Giorno del Signore’ per eccellenza, la Domenica. Su questo argomento ci siamo intrattenuti anche in passato, soprattutto dal 2003 al 2004 con le «Riflessioni sul Giorno del Signore» dall’ultima Nota pastorale di S. E. il Card. Giacomo Biffi. Vediamo ora i suggerimenti dei Vescovi.

 

·                     Domenica

 

8. La domenica è «il giorno di festa primordiale», «fondamento e nucleo di tutto l’anno liturgico» (SC, 106). «Colta nella totalità dei suoi significati e delle sue implicazioni, essa è, in qualche modo, sintesi della vita cristiana e condizione per viverla bene» (Dies Domini, 81).

È in effetti il giorno di Cristo risorto, e porta dunque con sé la memoria di ciò che è il fondamento stesso della fede cristiana (cf. 1Cor 15, 14-19). «Se la domenica è il giorno della risurrezione, essa non è solo la memoria di un evento passato: è celebrazione della viva presenza del Risorto in mezzo ai suoi. Perché tale presenza sia annunciata e vissuta in modo adeguato, non basta che i discepoli di Cristo preghino individualmente e ricordino interiormente, nel segreto del cuore, la morte e la risurrezione di Cristo. (…) È importante perciò che si radunino, per esprimere pienamente l’identità stessa della Chiesa, la ekklesía, l’assemblea convocata dal Signore risorto» (Dies Domini, 31). La celebrazione eucaristica è infatti il cuore della domenica.

Il nesso tra la manifestazione del Risorto e l’Eucaristia è particolarmente adombrato nel racconto dei discepoli di Emmaus (cf. Lc 24,13-35), guidati da Cristo stesso a entrare intimamente nel suo mistero attraverso l’ascolto della sua Parola e la comunione al "Pane spezzato" (cf. Mane nobiscum Domine). I gesti compiuti da Gesù: «egli prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro» (Lc 24,30), sono i medesimi che Egli compì nell’Ultima Cena e che incessantemente Egli compie, tramite il sacerdote, nelle nostre Eucaristie.

Il carattere proprio della Messa domenicale e l’importanza che questa riveste per la vita cristiana esigono che sia preparata con speciale cura, in modo che sia sentita come una epifania della Chiesa (cf. Dies Domini, 34-36; Ecclesia de Eucharistia, 41, Novo Millennio ineunte, 36) e si distingua quale celebrazione gioiosa e canora, coinvolgente e partecipata (cf. Dies Domini, 50-51).

Ravvivare in tutte le comunità la celebrazione dell’Eucaristia domenicale dovrebbe essere il primo impegno di questo Anno speciale. Se si farà almeno questo, insieme con l’incremento dell’adorazione eucaristica fuori della Messa, l’Anno dell’Eucaristia avrà ottenuto già un importante risultato (cf. Mane nobiscum Domine, 23 e 29).