di Luigi Gozzoli
Nel panorama italiano di oggi ci sono
figli che si scordano perfino dei genitori e genitori
razionalisti i quali si dimenticano di impartire ai loro figli
qualsiasi informazione religiosa.. È la pianta dell'agnosticismo
diffuso.
Il caso é
capitato al popolare giornalista e scrittore Vittorio Messori che
scrive sul Corriere della Sera, dopo aver iniziato il proprio
percorso professionale alla Stampa di Torino e condotto per un
certo periodo la rubrica "V!vaio" su Avvenire e
della quale è uscita
Fin da adolescentec,
cercava di rispondere alle domande fondamentali sull'esistenza:
chi siamo, donde veniamo e dove andiamo. Per fortuna,studiando
gli autori filosofici francesi si è imbattuto in uno di essi, l'eminente
Jean Guitton, professore alla Sorbona, accademico di Francia,
amico di Paolo Vl del quale ha raccolto per iscritto i Dialoghi.
Guitton aveva
già composto un volume fondamentale su Gesù, che Messori imparò
praticamente a memoria utilizzandolo molto nella stesura del suo
primo libro, quasi omologo, Ipotesi su Gesù. Fu un
successo insperato e folgorante: un milione di copie, 17
traduzioni nelle principali lingue del mondo e, ancora adesso,
resta uno dei saggi religiosi più diffusi in Italia. In linea di
massima però,fare delle ipotesi sul Gesù storico non significa
ancora credere al Cristo della fede. Vuol dire, più
semplicemente, dedicarsi allo studio delle fonti, esplorare l'ambiente
e riferire le testimonianze dirette della vita di un personaggio.
infatti, Messori ha studiato a fondo lAntico ed il Nuovo
Testamento e, specialmente, le Lettere di Paolo, del quale ha
riportato in unopera il motto "So in Chi ho creduto"
(2Tm 1,12, citato in greco: oida gar w pepisteuka).
A questo punto,
il cammino di conversione era iniziato. Piano piano, lento pede,
ispirandosi anche a Guitton, é riuscito a contrastare la pomposa
critica neotestamentaria ottocentesca, ammalata di fondamentalismo
pseudo scientifico. Una malattia contagiosa. In un suo recente
saggio, Messori fa un'ammissione abbastanza grave: "Sono
tra coloro che non sanno rassegnarsi al cristianesimo",
intendendo con tali parole che il laicismo razionalistico dei
suoi genitori fu duro a morire in lui.
Si dice che la
fede è un dono e, per alcune anime belle, lo è certamente, ma,
in un mondo materialistico come il nostro, la fede si difende ed
aumenta solo con fatica, sangue e lacrime versate ogni giorno.
Messori ha scritto parecchi altri libri
che non sono qui citati: per esempio, uno sulla morte, un altro (molto
tecnico) sulla Resurrezione di Cristo e, soprattutto, ha fatto e
raccolto moltissime interviste a credenti e non credenti. Perché,
in fondo, è rimasto un semplice cronista, sensibile conoscitore
delle persone ed esperto di fatti. Ne riparleremo.
Vittorio Messori è nato a Sassuolo (Modena)
il 16 aprile del 1941 da una famiglia contrassegnata dal
tradizionale anticlericalismo emiliano. Il padre Enzo (che
diverrà uno dei più noti e apprezzati poeti in dialetto
modenese, autore di veri best seller a livello locale),
dopo tre anni nel Regio Esercito militò nella divisione alpina Monterosa
della Repubblica Sociale.
A guerra finita
si trasferì a Torino. Qui, il padre trovò lavoro presso la
direzione generale dellItalgas, il cui presidente
era ancora il senatore Alfredo Frassati, padre del beato Pier
Giorgio.
Nel luglio del 1964, dopo quella che lui
stesso definisce "una evidenza del cuore",
seguita alla lettura dei Vangeli, Messori si convertì al
cattolicesimo.
Quando la madre scoprì che andava a Messa
di nascosto, chiamò un medico
! Nel 1979, su pressione di
Don Zilli (direttore di Famiglia Cristiana) diviene fondatore di Jesus
assieme al paolino, don Antonio Tarzia
Autore di vari
best seller, fra i quali:il famoso libro-intervista con Karol Woityla
Varcare la soglia della speranza ha collaborato
anche nella fiction per
Di recente uscita
il volume Il mistero di Torino
www.vittoriomessori.it www.et-et.it