RICORDO
DI UNA PARROCCHIANA
di Luigi Gozzoli
Ognuno sta
solo sul cuor della terra,
trafitto da
un raggio di sole:
ed è subito
sera.
Ho conosciuto
indirettamente la signora Lina Conti (Rosa Truzzi in Conti)
perché
era amica di mia
moglie. Infatti la invitava spesso per "farsi quattro
risate", come diceva lei. Mia moglie, che é una lingua, le
rispondeva risentita di non essere il suo pagliaccetto. Due donne,
due temperamenti: serena intimamente, la prima; solare e allegra
la seconda e piuttosto chiacchierine tutte e due, quando erano in
forma. Ma oggi, giorno di lutto, dobbiamo riflettere su almeno un
paio di Beatitudini:"Beati i miti perché erediteranno la
terra e beati i puri di cuore perché vedranno Dio. L'aggettivo
"mite" ("praus"in greco, hanì in
ebraico) indica i poveri derelitti che Jahvé protegge sotto il
suo manto (anawìm) ma non libera dalle
tribolazioni terrene.
Nel linguaggio di
oggi, mite significa paziente e tollerante, due qualità rare
negli anni duemila dove imperano invece l'arroganza data dal
danaro e la presupponenza psicologica. E veniamo all'altra
Beatitudine: "Puri di cuore significa essere
puliti dentro e non soltanto appariscenti; avere un piatto lavato
non solo ai bordi ma anche all'interno. Infatti, Gesù é preciso
nel suo vangelo: Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti,
che pulite l'esterno della coppa e dentro rimangono pieni di
rapina ed immondizia! (Mt.23,25)
La signora Conti era
davvero persona mite, paziente e tollerante, mai una parola fuori
dalle righe, mai una espressione volgare o un giudizio offensivo;
mai il più piccolo interesse per gli affari degli altri, vizio
da cui nasce il peccato di pettegolezzo. Credo che questa fosse
la linea cristiana consigliata dal suo direttore spirituale.
Scrive San Paolo: "Non fatevi una idea troppo alta di voi
stessi. Non aspirate a cose troppo alte, ma piegatevi
a quelle umili (Rm I2,:l6).
***
Cara Signora Lina,
qui freddo è linverno. Lì da lei cè la nuova
terra e
Ciao,
Lina: scusa
Qualche giorno fa,
notai che qualcuno aveva attaccato un poster con lo scotch al
vetro della bacheca allingresso della Chiesa, anziché
metterlo dentro. Mentre lo toglievo, ho visto che rimanevano
delle tracce di carta e colla e subito o pensato: adesso
Una settimana
circa prima della tua scomparsa, mi avevi fermato in Chiesa,
mentre io rincorrevo non so più chi per non so più quale
questione. Mi parlasti di un concerto ed io, frettolosamente, ti dissi
che non avevo tempo di andare ai concerti e che era un periodo in
cui avevo un mucchio di grane e non riuscivo a fare neanche
quello che mi piaceva
Non approfondii molto quello che
forse volevi dirmi, ci salutammo ed io continuai a cercare non so
chi per non so cosa. Non sapevo che non ti avrei più vista. È
stato lultimo saluto
troppo frettoloso!
Ho sempre avuto
un po in antipatia Marta e ho sempre ammirato la sorella (Marta,
Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è
la cosa di cui cè bisogno. Maria si è scelta la parte
migliore, che non le sarà tolta Lc 10,41) eppure
anchio ho imitato la seconda e sono caduta in quel vezzo
che non sopporto negli altri, quando mi dicono: Scusa, ho
poco tempo!
Quel giorno io
ero agitata da mille cose, ma il tempo è prezioso in ogni suo
secondo, perché è un dono di Dio. Io non ti ho neanche detto
Scusa
Te lo dico adesso e, immaginando
già il tuo sorriso gentile, so che lo farai perché ora tu sei
nellEternità. Prega per noi, perché sappiamo divenire
migliori e più amorevoli gli uni verso gli altri.
Maria Carla