I
MIRACOLI EUCARISTICI
di
Massimo Craboledda
I MIRACOLI EUCARISTICI DI OFFIDA E VALVASONE
Cè un gesto, nella celebrazione della Messa, al quale,
talvolta, impegnati nel canto dellAgnello di Dio è
già proiettati verso
Questo è quanto, nella fede,
I miracoli eucaristici ci aiutano, dunque, a vivere ed
approfondire sempre più linesauribile tesoro
dellEucaristia. È doloroso constatare che un gran numero
di essi si pone come risposta dellamore ferito di Dio a
dubbi di fede o a gravi episodi di disprezzo o, nel migliore dei
casi, di incuria e leggerezza verso il Santissimo Sacramento.
Così è anche per due prodigi avvenuti verso la fine del XIII°
secolo, pochi anni dopo i fatti di Bolsena di cui abbiamo parlato
il mese scorso, il primo a Lanciano, in provincia di Chieti, nel
1273, il secondo a Gruaro, presso Venezia, nel 1294.
A Lanciano una donna, tale Ricciarella, per riconquistare il
cuore del marito e la pace familiare, si rivolse ad una
fattucchiera. Questa le consigliò di accostarsi alla Comunione,
occultare lOstia anziché consumarla, portarla a casa,
polverizzarla sul fuoco e disperderla nel cibo o nella bevanda
del marito. Sembra una lugubre fantasia, ma esiste una copia
notarile autenticata di un documento del 1280, oggi perduto, in
cui il fatto viene testimoniato dal padre Michele Pellicani,
rettore del convento dei frati Agostiniani di Offida, piccolo
centro delle Marche. Appena messa sul fuoco, la sacra particola
si trasformò in parte in carne da cui sgorgava abbondante sangue
che impregnò il coppo su cui lOstia era stata posta ad
arrostire. Visto vano ogni tentativo di arginare luscita
del sangue, la donna avvolse in un telo di lino il coppo con
lOstia e lo nascose sotto il letame nella stalla. A sera
lasino si rifiutò di entrarvi e quando, a suon di
bastonate, ne fu costretto, rimase prostrato, si legge nella
testimonianza del citato frate, verso quella parte dove
lOstia era sepolta, da sembrare quasi che volesse
adorarla.
Qualche tempo dopo la donna, tormentata dal rimorso, trovò la
forza di confessare il misfatto al venerando padre Giacomo Diotallevi,
priore del convento di SantAgostino in Lanciano. Quando fu
sollevato il letame, si vide che esso non aderiva al panno:
questo era rimasto perfettamente lindo e tanto i frammenti di Ostia
e di carne quanto il sangue erano intatti e freschi come se il
miracolo fosse appena avvenuto. Le reliquie furono portate nella
chiesa che gli Agostiniani avevano in Offida ove sono anche oggi
custodite in un reliquiario dargento nella cappella al
centro dellabside. La casa ove avvenne il miracolo fu trasformata
in oratorio nel 1582 ed affidata ai frati Agostiniani. Oltre al
citato documento notarile, il miracolo è menzionato in alcune
bolle emanate dai pontefici Bonifacio VIII, Giulio II, Pio V,
Gregorio XIII, Sisto V, Paolo IV, Pio IX che concessero anche
particolari indulgenze. La reliquia dellOstia è stata
sottoposta ad alcune ricognizioni ecclesiastiche che hanno
testimoniato la presenza di tessuto carnoso e ne hanno
certificato lo stato di conservazione.
Veniamo, ora, al secondo episodio. A Gruaro una donna era scesa
al lavatoio pubblico, costituito da una roggia, con alcune
tovaglie daltare della chiesa parrocchiale di S. Giusto.
Vide allimprovviso sangue sgorgare da unOstia
consacrata rimasta, per una svista o per negligenza, fra le
pieghe di una tovaglia. Il sacro lino, subito riportato in chiesa
con una processione improvvisata, fu a lungo oggetto di contesa
fra gli abitanti di Gruaro e i conti di Valvasone, cittadina
della pianura friulana in provincia di Pordenone. A questi ultimi,
giuspatroni della chiesa di Gruaro, nel 1330 venne affidata dalla
Santa Sede la custodia della reliquia, a condizione che fosse
costruita, per accoglierla, una nuova chiesa da dedicare al
Santissimo Corpo di Cristo. Tale chiesa venne consacrata in Valvasone
oltre un secolo e mezzo dopo, nel 1484, ed accoglie ancor oggi,
in un cilindro di cristallo sostenuto da un reliquiario
dargento, la tovaglia sulla quale è visibile una macchia
di sangue di sei centimetri che impregna la stoffa anche sul
retro.
Che dire a commento di questultimo episodio? È davvero
grande la superficialità con la quale ci si rapporta spesso
allEucaristia. Vengono in mente parole di Gesù pronunciate
amaramente un giorno in Galilea: Quelli di Ninive si
alzeranno a giudicare questa generazione e la condanneranno
perché essi si convertirono alla predicazione di Giona. Ecco,
ora qui cè più di Giona! La regina del sud si leverà a
giudicare questa generazione e la condannerà, perché essa venne
dallestremità della terra per ascoltare la sapienza di
Salomone; ecco, qui cè più di Salomone! (Mt 12,
41-42).
ef