:IL COMPENDIO DEL
CATECHISMO
A cura
di Maria Carla Papi
Parte prima I Sez.:
Le parole di S.
Giovanni riportate dal Concilio ci dicono come è avvenuta la
trasmissione della Rivelazione: "vi annunziamo ciò che
abbiamo veduto e udito
". Chi ha veduto e udito
qualcosa di bello e di importante non può tenerlo per sé, lo
deve partecipare anche agli altri, lo deve dire a tutti. Chi
ha incontrato Gesù ha sentito il bisogno di comunicarlo. Questa
comunicazione, questo annuncio non avviene solo con le
parole, ma anche col proprio modo di vivere, di stare con gli
altri, di lavorare, di pregare, in una parola con la propria
testimonianza. Un modo particolarmente importante di trasmissione
sono gli scritti. Nel caso della vicenda di Gesù, venuta meno la
testimonianza diretta degli apostoli, gli scritti hanno
contribuito a formare il "deposito della fede", cioè
il tesoro a cui attingere per essere in "comunione col Padre
e col Figlio suo Gesù Cristo". Questi scritti sono
stati raccolti dalla Chiesa che li ha riconosciuti come strumenti
adeguati per trasmettere il "deposito della fede", cioè
il suo patrimonio di conoscenze ed esperienze.
Il Vangelo di
Gesù è stato anzitutto predicato e testimoniato, solo in un
secondo tempo è stato messo per scritto.
Dal
Cap. II (Dio viene incontro alluomo): La trasmissione della
rivelazione divina
11.
Perché e in qual modo
Dio «vuole che
tutti gli uomini siano salvati ed arrivino alla conoscenza della
verità» (1 Tm 2,4), cioè di Gesù Cristo. Per questo è
necessario che Cristo sia annunciato a tutti gli uomini, secondo
il suo stesso comando: «Andate e ammaestrate tutte le Nazioni»
(Mt 28,19). È quanto si realizza con
12. Che cos'è
13. In quali modi si realizza
14. Quale
rapporto esiste fra
Il deposito della
fede è affidato dagli Apostoli alla totalità della Chiesa.
Tutto il popolo di Dio, con il senso soprannaturale della fede,
sorretto dallo Spirito Santo e guidato dal Magistero della Chiesa,
accoglie
16. A chi spetta interpretare autenticamente il deposito della
fede? (85-90; 100)
L'interpretazione
autentica di tale deposito compete al solo Magistero vivente
della Chiesa, e cioè al Successore di Pietro, il Vescovo di Roma,
e ai Vescovi in comunione con lui. Al Magistero, che nel servire
17. Quale
relazione esiste tra Scrittura, Tradizione e Magistero? (95)
Essi sono tra
loro così strettamente uniti, che nessuno di loro esiste senza
gli altri. Insieme contribuiscono efficacemente, ciascuno secondo
il proprio modo, sotto l'azione dello Spirito Santo, alla
salvezza degli uomini.
* - I numeri si riferiscono ai
paragrafi del Catechismo della Chiesa Cattolica