IL
CAMMINO CONTINUA
!
di
Annetta Ventura*
Consolare gli
afflitti
La
vita cristiana trova la sua attuazione concreta
nellesercizio delle opere di misericordia. Il
Catechismo della Chiesa Cattolica spiega che le opere di
misericordia, sono le azioni caritatevoli con le quali
soccorrere il prossimo nelle sue necessità spirituali e
corporali.
Istruire,
consigliare, consolare, confortare, sono opere di misericordia
spirituale, come perdonare e sopportare con pazienza.
Le
opere di misericordia corporali consistono nel dare da mangiare a
chi ha fame, nellospitare i senza tetto, nel vestire chi ha
bisogno di indumenti, nel visitare gli infermi e i prigionieri, e
nel seppellire i morti.
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È possibile essere di sollievo, con le parole e con la
presenza, alle sofferenze di chi è in uno stato
danimo di dolore.
Qualcuno
crede che le donne, che si dedicano alla famiglia, non costruiscono
nulla.
Una
vita così sembra spesa nella sola cura del proprio orticello.
Ma non è
proprio lavorando bene nel proprio orticello che si imparano - e
si insegnano - le opere di misericordia e lessere cristiani,
insieme alle tante cose comuni di tutti i giorni?
Il Vangelo spiega
che il valore di una persona, per quanto piccola ed umile, deriva
solo dalla sua capacità di servire e amare.
Gesù
dice che non è venuto per condannare il mondo.
Di
conseguenza noi dobbiamo interessarci degli altri per aiutarli, e
non per giudicarli. Ed è in famiglia che si impara a dare - e
saper ricevere aiuto e consolazioni; dalla disponibilità
di ognuno; dal modo di proporsi agli altri; dalla scelta e dal
tono delle parole usate; da quei piccoli gesti quotidiani che
indicano amore, e di conseguenza, generano amore.
Il rispetto e laiuto reciproco,
divenuti un abitudine mentale e usati anche nei rapporti al di
fuori della famiglia, diventeranno uno dei piccoli grandi segreti
per vivere bene insieme.
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È dolorosa per
Davide la morte in battaglia del figlio Assalonne. Nessun altro
passo dellantico testamento sembra contenere un dolore
così acuto.
La vittoria in quel giorno si
cambiò in lutto per tutto il popolo
gli armati rientrarono
in città occultamente, come rientrerebbe un esercito vergognoso
dessere stato sconfitto. (2 Sam 19, 3, 4)
Una
morte prematura impone la rinuncia alla speranza, e provoca
sofferenza.
Ma Davide stesso,
nel
La
morte, quando giunge dopo una vita lunga e ben spesa, lascia
molti ricordi che confortano, aiutano ancora a condividere
antichi pareri e consigli, e non lasciano soli chi resta.
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La sua rivale laffliggeva con durezza
(1 Sam, 1,7)
Anna,
moglie di Elcana, mette la sua afflizione per il disprezzo di Pennina,
nella preghiera. Il suo dolore viene ascoltato da Eli, il vecchio
sacerdote.
È possibile
essere di sollievo con lascolto, il sostegno e la
condivisione. Già ai tempi dellAntico Testamento,
sapersi compreso e accettato creava grande fiducia in se stesso.
e il suo volto non fu più come prima. (1 Sam 1,
18)
¨
Lessere profeta conduce Geremia verso la solitudine e il
dubbio nella fede.
Tu sei diventato per me un torrente infido dalle acque
incostanti (Ger 15,18).
Proprio
perché è strumento della sua comunicazione, Geremia riceve
consolazione da Dio stesso.
Può
così rivolgersi a Lui con altre invocazioni.
Quando
le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la
tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore
.
(Ger 15, 16)
E
sperimenta così quanto detto da Isaia
Lo
spirito di Dio è sopra di me
per consolare tutti gli
afflitti. (Is 61,1, 2)
¨
Nel Vangelo, alla vedova di Nain in lutto per il figlio unigenito,
Gesù dice
Non
piangere più.
Quindi
si avvicina e tocca la bara.
Giovanetto,
io ti dico: lévati. (Lc 7,13,14)
Succede
la stessa cosa nellepisodio della risurrezione di Lazzaro.
Gesù
condivide il dolore fino al pianto.
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Nel Getsemani, Gesù si trova nellafflizione e gli apostoli
non lo consolano.
La
mia anima è triste fino alla morte: restate qui e vegliate con
me. (Mt 26,43)
Gesù
chiede umilmente di essere sostenuto, ma si realizza il salmo
Ho
atteso compassione, ma invano, consolatori, ma non li ho trovati.
(Sl 69,21)
¨
Nel discorso della montagna, Gesù annuncia
Beati
quelli che piangono, perché saranno consolati (Mt, 5,4)
È
un appello allaiuto vicendevole, a renderci conto dei
nostri limiti personali, per non diventare facili giudici degli
altri.
E Gesù,
nel Vangelo, porta un cambiamento radicale per chi si trova nel
dolore.
Venite a
me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò
ristoro. (Mt 11,28)
Gilberta Dalla
Verità, Pensieri, Il Bollettino, giugno 2005,; Giuseppe Crocetti,
Le opere di misericordia, San Paolo, 1999; AAVV, Le opere di
misericordia, Rogate, 2001