Carissimi Parrocchiani …

di don Carlo Govoni

 

Mentre mi stavo preparando per iniziare le benedizioni pasquali nelle vostre case,  a causa di alcuni disturbi – non gravi – che durante l’inverno hanno reso un po’ malferma una gamba, i miei medici (peraltro devoti parrocchiani!) mi hanno intimato: "niente benedizioni!". Questo a loro parere, per non compromettere la situazione che sembra stia migliorando.

 

Potete immaginare il mio dispiacere davanti a questa drastica decisione di impedirmi il contatto, così  bello e cordiale, con le famiglie della mia Comunità, ma d'altra parte credo sia un dovere di coscienza ascoltare – nei limiti del possibile - il responso del proprio medico anche per poter continuare a dare il meglio che si può come Pastore.

 

Come è già avvenuto un paio d’anni fa, mi farò coadiuvare da altri giovani e aitanti sacerdoti, ma – anche nelle case dove non potrò venire – vi assicuro che sarò presente con la preghiera per tutte le necessità delle famiglie della mia comunità.

In particolare, pregherò perché questa Comunità impari a vivere la Quaresima come un momento di pausa e di distacco dagli assilli quotidiani, spesso più importanti nella nostra mente che nella realtà.

 

La Quaresima è per l’anima quello che sono le vacanze per il fisico: un modo di ridare ‘ossigeno’, di imparare a gustare respiri più ampi e profondi che rigenerano la mente e lo spirito.

Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto” (Gv 19,37).

 

Questo è il tema biblico scelto da Benedetto XVI per la Quaresima 2007.

Il Papa ci invita a porci sotto la Croce con Maria e Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Colui che «consuma per l’intera umanità il sacrificio della sua vita (cfr Gv 19,25).»

Come ben spiega il Pontefice «è nel mistero della Croce che si rivela appieno la potenza incontenibile della misericordia del Padre celeste. Per riconquistare l’amore della sua creatura, Egli ha accettato di pagare un prezzo altissimo: il sangue del suo Unigenito Figlio. […] Sulla Croce è Dio stesso che mendica l’amore della sua creatura: Egli ha sete dell’amore di ognuno di noi

 

Nel cammino quaresimale, rinnoviamo il nostro Battesimo, apriamoci all’abbraccio misericordioso del Padre e, per vivere con pienezza anche il dono di quest’anno eucaristico per la nostra diocesi, riflettiamo su quel sangue versato per noi, su quel corpo trafitto che – ad ogni Messa – si rivelano nel mistero eucaristico. Mistero sul quale forse non ci si sofferma mai abbastanza.

Quei Santi che più si sono avvicinati alla comprensione del Mistero eucaristico, ne hanno sofferto visibilmente nell’anima e anche nel corpo … Senza pretendere tanto, cerchiamo – durante la Quaresima – di ‘allenarci’, come si fa negli esercizi spirituali, a comprendere, a sentire, a vivere il più intensamente possibile quel Sacrificio d’amore di Cristo Gesù.

Vi lascio come meditazione ancora le parole del Papa:

 

«Viviamo allora la Quaresima come un tempo ‘eucaristico’, nel quale, accogliendo l’amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola. Contemplare “Colui che hanno trafitto” ci spingerà in tal modo ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell’essere umano; ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell’abbandono di tante persone.

La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell’amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta “ridonare” al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell’Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all’amore di Cristo. A voi, cari fratelli e sorelle, auguro un proficuo itinerario quaresimale, mentre con affetto a tutti invio una speciale Benedizione Apostolica

 

Il Signore conceda a tutti voi di camminare sicuri verso la Luce della Pasqua.